Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

"Siamo pronti con gli operai agricoli ad incrociare le braccia"

“Gli operai agricoli pronti a disertate i campi e ad incrociare le braccia, senza il rinnovo del contratto agricolo”. Lo preannunciano i Segretari di FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL di Foggia

“Se la trattativa per il rinnovo del contratto agricolo non dovesse arrivare ad una soluzione ragionevole in tempi brevi, siamo pronti con gli operai agricoli ad incrociare le braccia”.

E' quanto dichiarano Daniele Iacovelli, Donato Di Lella e Antonio Castriotta, segretari generali della Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil di Foggia. “Abbiamo approntato una piattaforma di lavoro propedeutica al rinnovo del contratto agricolo scaduto il 31 dicembre del 2019, ma il muro alzato dalle rappresentanze datoriali blocca tutto. E’ un irrigidimento incomprensibile, che testimonia il completo disinteresse verso gli operai agricoli, una risorsa umana e lavorativa inestimabile della Capitanata" aggiungono Iacovelli, Di Lella e Castriotta.

"Abbiamo preso parte ad una ventina di incontri, nei quali abbiamo dimostrato apertura e disponibilità a fare la nostra parte per la stipula di un accordo sul nuovo contratto di lavoro, anche per poter riaffermare il valore della contrattazione territoriale, riferimento essenziale per i diritti dei lavoratori e sede per governare le dinamiche del mercato del lavoro, ma abbiamo dovuto registrare sempre l’ostracismo dei datori di lavoro. Siamo anche convinti che un auspicabile rafforzamento della bilateralità non possa che portare buoni risultati alle parti, anche per azioni di contrasto al caporalato e allo sfruttamento della manodopera" proseguono.

"Noi forze sociali abbiamo offerto disponibilità ripetuta" dichiarano i segretari. "La pandemia ha acuito una crisi strutturale del comparto agricolo. Sul piatto del rinnovo contrattuale ci sono fattori che determineranno il futuro di quasi cinquantamila lavoratori agricoli, come le problematiche legate ai trasporti, alla formazione mirata per la qualificazione professionale ed il lavoro di specializzazione, i progetti per l’alta tecnologia e la digitalizzazione, la lotta al caporalato, un cancro che uccide e blocca la vita nei campi, le regole per evitare lo sfruttamento, gli incentivi possibili previsti nel Recovery Plan. C’è quindi bisogno di un impegno comune per migliorare le condizioni dei lavoratori e delle aziende - sottolineano Iacovelli, Di Lella e Castriotta - Per un settore di eccellenza, come è l’agricoltura del territorio, invitiamo ognuno a fare la propria parte evitando di danneggiare i salari dei lavoratori ed entrando nel merito di un miglioramento del quadro generale dei diritti dei lavoratori. In caso di mancato riscontro, procederemo con la mobilitazione delle maestranze”.

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