Amica Spa: la denuncia di FIALT: “Vogliamo risposte chiare ed inequivocabili”

"Gli automezzi privati vengono lavati presso un autolavaggio privato. L'impianto di biostabilizzazione è fermo, scarseggiano i rifornimenti di gasolio e i lavoratori non possono accedere più a nessuna forma di credito"

Le ore di straordinario sono oramai utilizzate in modo sistematico e continuo, con il relativo aggravio di spese e scarso risultato pratico-operativo. Gli automezzi aziendali vengono lavati presso una struttura privata. I rifornimenti a singhiozzo del gasolio limitano l’utilizzo dei pochi automezzi per la raccolta dei rifiuti. L’impianto di biostabilizzazione è fermo da due giorni perché manca il gasolio. I lavoratori dell’AMICA da mesi non possono più accedere a nessuna forma di credito ( prestito personale, cessione del V o mutui) in quanto lo stato di liquidazione della società inibisce di fatto l’accesso a forme di credito autorizzato. Inoltre, tra i lavoratori cresce l’ansia e la preoccupazione di aver concesso disponibilità e sacrifici per mesi e di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.  E' la denuncia di FIALT fatta attraverso una nota a mezzo stampa.

Fialt vuole conoscere il futuro dei lavoratori dell’Amica e delle società collegate ad Amici Gestioni e Daunia Ambiente. “Da mesi rincorriamo i dirigenti AMICA addetti alle relazioni industriali per ottenere un incontro ufficiale, il tutto anche a mezzo di richieste di convocazioni di incontro, ma le settimane trascorrono inesorabilmente, mentre il tutto, a nostro avviso peggiora e si aggrava e di certo non migliora nulla né in città (continua a restare costantemente sporca) né all’interno dell’azienda (informazioni in merito allo stato di liquidazione, riorganizzazione dei servizi, carenza di personale, carenza di mezzi,ecc..)” è la denuncia della segreteria generale.

LA VICENDA – A fine luglio 2010 l’amministrazione comunale convocò con una certa urgenza la Fialt per comunicare la decisione di mettere in liquidazione l’AMICA s.p.a. e per anticipare che l’amministratore unico, il dott. Di Bari, era stato nominato liquidatore della medesima società. Allo stesso tavolo fu ribadita la necessità e l’importanza che tutti i sindacati avevano e dovevano tenere in una fase molto delicata e transitoria. “A pochi giorni da un ulteriore incontro tenuto in comune sono stati ribaditi i medesimi concetti, compreso quello della “decantata new co” affermano dal Fialt. “Se non si applica una riorganizzazione nuovo piano industriale, le attuali problematiche del servizio verranno traslate nella nuova società, come una semplice fotocopia” aggiungono.

IL DUBBIO - La segreteria provinciale della F.I.A.L.T. si chiede se sia stata giusta la scelta di mettere in liquidazione l’azienda, rinunciando ad incassare dal Comune i 25 milioni di euro che sarebbero serviti per attuare il taglio radicale delle spese inutili. Probabilmente l’operazione è servita ad alleggerire il debito del Comune nei confronti di Amica e ad evitare il dissesto finanziario, ma a spese e sulla pelle dei lavoratori. “Il dott. Santamaria deve fornire delle risposte chiare ed inequivocabili, deve informarci sull’immediato futuro dell’azienda e consentirci di fornire il giusto apporto, nel rispetto dei propri ruoli ed eventualmente accettare anche il “confronto” conclude il FIALT

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ALBERTO PINTO: "Probabilmente le nostre richieste di informazioni e di trasparenza aziendale sono molto scomode. Mentre il sindaco apre al dialogo e alla concertazione, il dott. Santamaria ed il suo gruppo di dirigenti aziendali, che guarda caso coincidono con la figura di dirigente sindacale di alcune OO.SS.. ,  devono  spiegarci perché l'amministrazione comunale non paga i circa 25 milioni di euro dovuti all’azienda AMICA e perché lo stesso Santamaria, in qualità di liquidatore, non attiva le dovute azioni per incassare questo ingente credito che porterebbe ossigeno alle casse aziendali. Dove sono finite le somme incassate dal Comune di Foggia a titolo di TARSU anno 2009 e anno 2010? Noi aspettiamo risposte ed insieme a noi i lavoratori, in assenza delle quali, anche noi parteciperemo allo sciopero del prossimo 1 aprile".

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