Licenziati dopo 25 anni di lavoro: sono gli addetti alla manutenzione del Tribunale di Foggia

A nulla sono valsi gli innumerevoli appelli inoltrati dalla Fisascat Cisl al Comune di Foggia “indifferente”, proprietario della struttura immobiliare del Palazzo di Giustizia

Palazzo di Giustizia di Foggia

Lo scorso 31 agosto quattro delle sei unità lavorative occupate nella manutenzione degli impianti del Palazzo di Giustizia sono state licenziate: “Si tratta di lavoratori che da circa 25 anni erano impegnati con estrema professionalità presso il Tribunale foggiano e che, pur cambiando la parte datoriale, non avevamo mai vissuto la tragedia di perdere il lavoro, così come successo nei giorni scorsi” afferma il segretario generale della Fisascat Cisl di Foggia e Nord Barese, Leonardo Piacquaddio, che evidenzia “l'estrema insicurezza in cui sono lasciati i quattro operai esclusi dal lavoro, per i quali risultava essere l'unico sostentamento economico delle famiglie”.

A nulla sono valsi gli innumerevoli appelli inoltrati al Comune di Foggia, proprietario della struttura immobiliare del Palazzo di Giustizia: “Da circa un anno e mezzo, stiamo sollecitando il sindaco ad essere ricevuti per trovare una soluzione in grado di salvaguardare l’occupazione”, rileva il sindacato, che a tal fine aveva pure manifestato “la disponibilità a discutere di revisione degli orari di lavoro e di riduzione delle retribuzioni. Un accordo in tal senso sarebbe stato una conquista per i lavoratori, che oggi invece – evidenzia Piacquaddio - riempiono la sacca dei disoccupati con l'aggravante di avere un'età anagrafica media pari a 50 anni. L’indifferenza del Comune di Foggia, che non ha mai risposto alle richieste d’incontro per trovare una soluzione dal punto di vista occupazionale, ma anche per l'efficienza della manutenzione del Tribunale, lascia intendere che la parte politica è poco interessata a salvaguardare il benessere economico delle famiglie foggiane, almeno entro i limiti minimi consentiti per una dignitosa vivibilità”.

Piacquaddio sottolinea che “il sindacato ha messo in campo ogni sforzo per ricercare opportunità lavorative anche con l'azienda Manutencoop F. M. Spa, uscita dall'appalto il 31 agosto 2015, ma senza soddisfacenti risultati, se non quello di un riconoscimento di un incentivo supplementare ad ogni singolo lavoratore che ha perso l'occupazione, oltre a quanto dovuto per legge”.

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