A pochi giorni dalla riconsegna delle proposte, i lavoratori del Don Uva scrivono al Papa

Nella lettera, portata all'attenzione dell'opinione pubblica da Massimiliano Di Fonso, si fa riferimento a un fondo di investimento arabo. Entro il 30 giugno le società devono presentare integrazioni e formulare offerte migliorative

Immagini di repertorio

Ancora pochi giorni per le società che hanno avanzato proposta di acquisizione dei complessi aziendali della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, attualmente in amministrazione straordinaria, per presentare le integrazioni e per la formulazione di offerte migliorative vincolanti, sul prezzo offerto per l’acquisto dei complessi aziendali, rispetto agli impegni assunti in termini di assunzione del personale dipendente.

Le delucidazioni e le integrazioni inerenti la documentazione prodotta è stata concessa su autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Alla scadenza del termine si procederà alla verifica dell’integrità e della tempestività della ricezione dei plichi pervenuti e alla loro apertura. Successivamente verrà effettuata la valutazione finale delle offerte come da disciplinare di gara.

La prima apertura dei plichi, presentati entro il 31 gennaio, era avvenuta presso gli uffici della BAT il 29 febbraio scorso di fronte al commissario straordinario l’avv. Bartolomeo Cozzoli, al notaio dott. Pietro Acquaviva, agli advisor legali e finanziari e ai rappresentati delle società partecipanti: Universi Salute Srl, SS Welfare Socio Sanitario srl, Sereni Orizzonti spa, CTR Centro Terapeutico Riabilitativo srl.

LA REPLICA DI UNIVERSO SALUTE SRL

Ciononostante – così come comunicato da Massimiliano Di Fonso -  i lavoratori del Don Uva  si sono rivolti a Papa Francesco chiedendo una sua intercessione “perché si faccia chiarezza sugli innumerevoli misteri che avvolgono la vendita”. I lavoratori chiedono di avere accesso alle carte secretate, e conoscere la reale composizione societaria presente e futura delle aziende interessate all’acquisto del complesso aziendale e che il commissario garantisca realmente gli interessi del Don Uva, dei pazienti ricoverati e dei lavoratori tutti.

Nella lettera riportata dal segretario Usppi si legge del “forte e motivato il sospetto che  direttamente o indirettamente sia presente tra coloro che hanno presentato offerta vincolante per l’acquisto del complesso di proprietà delle Ancelle della Divina Provvidenza, un fondo di investimento arabo”. Le lettera dei lavoratori si conclude così: “Ormai non ci fidiamo più di nessuno. L’unica speranza è nella Sua attenzione a questa vicenda e nell’aiuto del Signore affinché il suo intervento possa far luce su quanto di mistico ed occulto accade nella vendita delle opere di chi ha dedicato la sua vita per  i Folli e per i bisognosi di carità”

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