“No al Tribunale in piazza Padre Pio”: parlano i legali di DestinAzione Comune

Gli avvocati Emilio La Manna e Rosa Impagliatelli illustrano i motivi secondo i quali la prossima amministrazione comunale dovrà rivedere e annullare il contratto stipulato tra la CO.IM. S.r.l. di Zammarano ed il Comune di Foggia

L'ex mercato di piazza Padre Pio

“L’Amministrazione Comunale che sarà eletta e i Dirigenti preposti dovranno dapprima rivedere e conseguentemente annullare il contratto di locazione stipulato tra la Società CO.IM. S.r.l. di Raffaele Zammarano ed il Comune di Foggia per la locazione di un immobile rimesso nella disponibilità del Tribunale di Foggia, quale terza sede della città”.

Gli avvocati Emilio La Manna e Rosa Impagliatelli, candidati nella lista “Destinazione Comune”, hanno effettuato un’approfondita disamina del procedimento di formazione del contratto e del contesto che si verrebbe a creare sull’immobile di piazza Padre Pio. Essi l’hanno definita quanto meno censurabile sia sotto il profilo amministrativo, sia sotto quello civilistico e infine, da un punto di vista squisitamente politico e di opportunità, ubicare in quell’area un Tribunale significherebbe congestionare un’area cittadina e privarla della possibilità di qualsivoglia ordinaria fruizione.

La genesi tale contratto è viziata da fattori che lo rendono certamente annullabile. “Le clausole richiamate in conclusione del contratto solo numericamente e in maniera cumulativa e indistinta tra vessatorie e non, non soddisfa l’esigenza di specificità e separatezza imposta dall’art. 1341 cod. civ.”, spiegano i due avvocati. “Difatti, questa tecnica redazionale non garantisce che l’attenzione del contraente debole possa essere indirizzata verso le clausole a lui sfavorevoli, poiché non facilmente riconoscibili, data la loro confusione. Ciò comporta uno squilibrio nel sinallagma contrattuale a favore del predisponente proprio perché l’accettazione del contraente debole non è pienamente consapevole”.

“Alla luce di tali considerazioni, si può ritenere che le clausole vessatorie, così come richiamate nel contratto di locazione de quo, possono essere soggette a nullità. Da un punto di vista meramente politico e di opportunità, bisogna accendere i riflettori su dati fattuali di fondamentale importanza. Nel nuovo spazio del Tribunale che sta nascendo a piazza Padre Pio verranno accorpati il Tribunale di Lucera e le sedi distaccate di Apricena e Rodi Garganico, quindi attirando gente da ogni parte della provincia in una zona dove vi è un’alta densità demografica e una totale inesistenza di parcheggi, oltre ad una serie di discriminanti per una struttura istituzionale che corre il rischio di sorgere tra un fruttivendolo ed una salumeria”, concludono La Manna e Impagliatelli.

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I due avvocati, invece, sotto il profilo della violazione delle norme amministrative, si dichiarano pronti a illustrarle nelle sedi più opportune, dichiarando che non comprendono le ragioni per cui l’Amministrazione debba affrontare costi decisamente dilatati rispetto a quelli di gestione del Tribunale di Lucera.

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