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Giovedì, 7 Luglio 2022
Economia Ascoli Satriano

Al via i lavori per far risorgere 'Faragola': 3 milioni dal Cis per il sito archeologico devastato da un incendio

Lo scorso venerdì è stato firmato il contratto con la ditta De Marco Srl, specializzata nel restauro di beni immobili sottoposti al codice dei beni culturali, e si attende la nomina del direttore dei lavori da parte di Invitalia. Sarcone: "I lavori partiranno a breve, entro una ventina di giorni”

Tre milioni di euro per far risorgere Faragola dalle ceneri del devastante incendio che, nel 2017, distrusse le testimonianze dell’importante sito archeologico in agro di Ascoli Satriano.

Quattordici anni di ricerche, scavi e studi inceneriti, così come l’importante testimonianza storica che quel sito stesso rappresentava: una villa nobiliare di epoca romana e tardo-antica, di cui era stata indagata soprattutto la parte tardo-antica con il recupero parziale di una superficie di 1300 mq, con cenatio (la grande sala dei banchetti), palestra e terme.

I fondi sono disponibili. Sono stati stanziati nell’ambito del Cis Capitanata, il Contratto istituzionale di sviluppo che punta alla valorizzazione anche delle eccellenze culturali, per aumentare le potenzialità attrattive di un territorio. Lo scorso venerdì è stato firmato il contratto con la ditta De Marco Srl, specializzata nel restauro di beni immobili sottoposti al codice dei beni culturali, e si attende la nomina del direttore dei lavori da parte di Invitalia (Rup è del comune di Ascoli Satriano).

“I lavori partiranno a breve, entro una ventina di giorni”, spiega a FoggiaToday il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone. “In questo momento sono in fase di ultimazione i lavori del Mibact, con il tracciamento delle ‘piste virtuali’ e l'allestimento dei laboratori di reastauro aperti ai visitatori; poi si partirà con il progetto del  professore Luigi Franciosini, dell’Università di Roma, che riporterà il sito allo status quo ante, come era prima dell’incendio”.

Più nel dettaglio, si provvederà al restauro degli elementi danneggiati dalle fiamme, all’interno di questi 'laboratori aperti' realizzati dal Mibact. “Verranno inoltre realizzate delle piste virtuali, grazie alle quali i visitatori potranno conoscere, per mezzo di un visore, Villa Faragola così come si è evoluta nel corso degli anni: essa nasce come abitazione molto povera, con selciato a terra, per poi diventare villa romana ed infine accampamento normanno”, aggiunge il primo cittadino.

“Si provvederà, infine, alla copertura definitiva del sito (in basso il rendering dell'opera, ndr), verrà rimosso il mosaico che si è divelto per il calore delle fiamme e verrà rimesso in opera, dopo il restauro”. A causa dell’incendio, sotto la copertura in legno lamellare, si stima siano stati raggiunti i duemila gradi, temperature estreme che hanno ‘cotto’ i marmi della cenatio e fatto ‘saltare’ dalla propria sede le tessere dei mosaici a pavimento.

Stando al disciplinare sottoscritto, i lavori dovrebbero ultimarsi ad un anno dall’avvio. L’unica incognita è quella relativa ai tempi del restauro "perché non ci sono esperienze precedenti nel restaurare reperti archeologici danneggiati dal fuoco”, tiene a precisare Sarcone. “Verranno testate tecniche e interventi, anche sperimentali,  per capire quali saranno le modalità più efficaci ed opportune per riportare all’antico splendore mosaici e marmi policromi”.

Il progetto punta a recuperare fino all’80% del sito così come consciuto. “Villa Faragola è una testimonianza importantissima. Le persone vengono ad Ascoli Satriano per ammirare i ‘Grifoni’ e per visitare ‘Faragola’. Il ripristino e la riapertura del parco archeologico attirerà molti turisti. Ma c’è tanto da fare: Villa Faragola si trova nella Valle del Carapelle, dove ci sono altre 11 ville ancora da riportare alla luce. Il che fa presupporre che l’Ausculum romana di cui parla Cesare in realtà era a valle, e solo dopo,  con le invasioni barbariche, ci si è arroccati sulla collina”.

Insomma, c’è una piccola città da riportare alla  luce, “ma la comunità ascolana, da sola, non può né gestire, né investire sul recupero di questa città sommersa. Ci vorrebbe un aiuto: speriamo che, con i finanziamenti, del Pnrr, potremo fare di più”. Intanto, mentre le indagini sono ancora in corso per accertare le cause del rogo (e quindi le eventuali responsabilità, dirette e indirette), l’area è stata dotata di telecamere di ultima generazione, ed è in fase di ultimazione un impianto antincendio “perché quello che è successo quattro anni fa, non accada più”, conclude.

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