menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Casa di riposo 'Anna Rizzi'

Casa di riposo 'Anna Rizzi'

Senza stipendio da nove mesi: sono i lavoratori in appalto della casa di riposo ‘Anna Rizzi’

La denuncia della Fisascat Cis, che avvia un tentativo di conciliazione in Prefettura e annuncia lo sciopero dei lavoratori

E’ stato di agitazione sindacale alla casa di riposo ‘Anna Rizzi’ di Manfredonia, dove venti lavoratori in appalto non percepiscono gli stipendi da circa nove mesi. Ad annunciare l’iniziativa di mobilitazione è la segreteria territoriale della Fisascat Cisl di Foggia. “La situazione economica e finanziaria della residenza per anziani rende insostenibile la situazione per i venti dipendenti della Cooperativa Carmine, che da tempo vi lavorano con lodevole abnegazione”, afferma il segretario generale, Leonardo Piacquaddio. “Al fine di ricercare utili correttivi e tutelare il lavoro svolto nel delicatissimo servizio di assistenza, in più occasioni abbiamo tentato di trovare soluzioni di mediazione con la cooperativa Carmine, consorziata con la Re Manfredi”.

Continua Piacquaddio: “Pur tenendo presente le dichiarate difficoltà della cooperativa, per la mancata riscossione delle fatture da parte della casa di riposo, il nostro sindacato ha sempre tentato di coinvolgere tutte le parti interessate, committenza compresa, per regolarizzare i flussi di spesa e per una fluida gestione, comprendente anche il pagamento degli stipendi ai lavoratori della cooperativa, oltre che ai dipendenti diretti dell'ASP. Finora però sono rimaste inascoltate tutte le proteste che sono state messe in campo nel corso degli ultimi anni, ultimo dei quali lo sciopero del 13 giugno scorso, aventi lo scopo di sensibilizzare, non solo le parti datoriali ma anche quelle politiche ed istituzionali, sulla grave situazione che interessa i lavoratori ma anche le famiglie che pagano regolarmente le rette per i propri cari, ospiti della struttura, la quale dovrebbe esercitare la propria mission con la serenità che il caso richiede”.

Aggiunge il segretario Fisascat:  “Al contrario, le inerzie della parte datoriale, unite alle gravi responsabilità della committente casa di riposo, commissariata ormai da troppi anni, hanno costretto il sindacato a spingersi ben oltre le proprie competenze incardinando relazioni con la parte istituzionale del Comune di Manfredonia e della Regione Puglia. Dopo un ultimo tentativo bonario per il recupero degli stipendi come Fisascat Cisl abbiamo sollecitato formalmente le parti (con una nota del 14 novembre 2017) al fine riaprire un tavolo negoziale e arrivare a una soluzione definitiva. In questa direzione, da tempo, chiediamo a favore dei lavoratori un piano di rientro rateizzato di tutta la pregressa massa debitoria, oltre al rispetto dei termini contrattuali del maturante stipendiale”, rileva Piacquaddio.

Il segretario generale conclude: “Ciononostante la situazione è rimasta assolutamente invariata, aggravando la già profonda incertezza sulla garanzia del reddito e sulla tenuta occupazionale, al punto da rendere inevitabile la proclamazione dello stato di agitazione. Nell’interesse dei lavoratori, quindi, la Fisascat Cisl si attiverà per un tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Foggia ed annuncia l’imminente proclamazione dello sciopero dei lavoratori, che il sindacato avrebbe voluto evitare per scongiurare gli inevitabili disservizi alla serena permanenza degli anziani ospiti”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento