Otto lavoratori mandati a casa da un giorno all'altro: il benservito con una clausola, hanno figli e mutui sulle spalle

Fino al 30 settembre continueranno a lavorare presso la Leonardo per conto della vecchia ditta Renzullo, si occupano di movimentazione e logistica. Dal 1 ottobre andranno a casa, non sono stati riassorbiti dalla Faia

L'azienda Leonardo

Per otto lavoratori sono giorni di rabbia e sconcerto. Dal prossimo primo ottobre dovranno lasciare lo stabilimento della 'Leonardo' e provare a rimettersi in carreggiata, a cercare altra occupazione. C'è chi ha moglie e figli, chi finanche un mutuo da pagare. Sono di Foggia e Borgo Mezzanone.

Assunti nel gennaio 2018 dalla ditta Renzullo, diversamente da altri 29 colleghi, sono i lavoratori che la subentrata azienda vincitrice della nuova gara d'appalto, ovvero la Faia, non avrebbe riassorbito. Superate le visite mediche, ieri l'inatteso benservito a voce.

Fuori da un giorno all'altro, gli otto lavoratori che fino al 30 settembre continueranno a svolgere i compiti relativi alla movimentazione e alla logistica all'interno dello stabilimento sito in zona industriale, hanno ricevuto il benservito per via della clausola inserita nel contratto di rinnovo che prevederebbe il riassorbimento dei soli operai che hanno lavorato negli ultimi 12 mesi.

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Una beffa dura da digerire, se si considera che tra gli esclusi c'è chi lavora da gennaio 2018, quindi da 22 mesi, ma per il semplice fatto di esser stato costretto ad interrompere il rapporto di lavoro per un breve periodo di tempo a cavallo tra dicembre e gennaio (questione proroghe terminate), oggi si ritrova fuori dai giochi. 

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