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Immagine di repertorio

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Protect oggetto di "squallidi attacchi". Lavoratori e sindacati: "Giù le mani dalla società"

Le sigle sindacali vicine all’amministratore unico Vincenzo Giandolfi, “oggetto nei giorni scorsi di squallidi attacchi da parte di soggetti che non hanno nulla a che fare con la nostra società”

Giù le mani dall’istituto di vigilanza 'Protect'. I sindacati non usano giri di parole e, insieme ai lavoratori, esprimono piena solidarietà e completa vicinanza alla società e all’amministratore unico Vincenzo Giandolfi, “oggetto nei giorni scorsi di squallidi attacchi da parte di soggetti che non hanno nulla a che fare con la nostra società”.

Spiegano le rappresentanze sindacali aziendali Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “Prendiamo le distanze e manifestiamo profondo sdegno verso alcuni ex dipendenti, sindacati autonomi e pseudo giornalisti, che giorno dopo giorno alimentano, esasperando o dipingendo situazioni che non sono rispondenti alla realtà aziendale, danneggiandola agli occhi dell’opinione pubblica e soprattutto dei clienti, oltre che creando un danno ai lavoratori stessi dell’istituto di vigilanza”.

“Se qualcuno pensa di voler colpire l’azienda o l’amministratore per altri fini, troverà in noi organizzazioni sindacali e tutti i lavoratori, una forte opposizione. Diamo atto che l’avvocato Vincenzo Giandolfi, sia pure in un contesto storico e socio-economico estremamente difficile, dove tantissime aziende chiudono o non riescono ad andare avanti, sta mantenendo il piano industriale, prospettatoci e gli impegni con noi assunti, in termini idi crescita economica, di investimenti, di organizzazione del lavoro e di benessere del personale”.

Concludono i rappresentanti sindacali aziendali: “Per buona pace di tutti, siamo tranquilli, lavoriamo ed andiamo avanti più uniti che mai e, con altrettanta tranquillità e fermezza, avvisiamo i soliti noti soggetti che ci opporremo con ogni mezzo a chi tenterà di screditare, minacciare o ledere la nostra attività ed il nostro posto di lavoro. Dunque, non permetteremo a nessuno di mettere a repentaglio il nostro posto di lavoro, e la nostra dignità di guardie giurate”.

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