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Marino Pilati

Marino Pilati

"Psr colpa di tanti" e "Cun falsa illusione". La sfida di Pilati per la Capitanata: "Foggia portaerei dell'agricoltura in Italia"

A 'D Domani', la 'Domenica del Direttore' di Massimiliano Nardella, il direttore della Coldiretti in provincia di Foggia, Marino Pilati

“L'agricoltura è una industria motrice”. Marino Pilati, 38enne umbro dall'accento romano trapiantato in provincia di Foggia - dove da oltre tre anni svolge il ruolo di direttore del sindacato di filiera agricola Coldiretti – traccia il profilo dell'agricoltura nel primo anno di emergenza sanitaria da Covid-19 e si proietta oltre sognando Foggia e la Puglia portaerei dell'agricoltura in Italia.

Direttore, secondo lei che ruolo ha esercitato l'agricoltura nell'anno del Covid

Determinante, un anno in cui abbiamo avuto la conferma che l'agricoltura non può permettersi di fermarsi.

Sta dicendo che non è un settore che ha sofferto la crisi

Non esattamente. Non c'è stata una battuta d'arresto ma c'è stato ugualmente un arretramento dell'economia nell'impresa agricola

Vale a dire?

Faccio un esempio: il barattolo di pomodoro classico è andato a ruba, ma il formato da tre chili, quello che utilizzano nei ristoranti, è rimasto invenduto.

Si può fare una stima delle perdite?

Non mi faccia dare i numeri, ma le perdite ci sono state perché bisogna tener conto anche delle attività connesse: agriturismo, agriasilo, l'attività di vendita diretta interrotta dal divieto di spostamenti, quindi la difficoltà di piazzare il prodotto di qualità come olio e vino

Avrete però certamente riscontrato un incremento di vendite on line

Si, ma c'era da aspettarselo

Questo cosa vi suggerisce in prospettiva futura?

Che si può intraprendere un percorso in questa direzione ma il dubbio, per quanto mi riguarda, resta. Dopo la pandemia ci sarà ancora l'interesse e la voglia di stare davanti a uno smarphone o a un pc per fare acquisti?

E poi?

E poi penso alle zone della Capitanata che non sono coperte dalla rete

Pilati, al netto dei dubbi e delle criticità evidenti, secondo lei, in provincia di Foggia, c'è la reale volontà dell'imprenditore agricolo di investire in tecnologie e tecnologie digitali?

Assolutamente sì, anche perchè la realtà in cui viviamo ci dice che la burocrazia è diventato un problema enorme. Se non si utilizzano strumenti e tecnologie nuove è impensabile poter fare l'imprenditore. E' una necessità, oltre che fondamentale

Le esportazioni come sono andate?

Abbastanza bene, siamo cresciuti anche quest'anno.

Il futuro è l'export?

Ora non possiamo dirlo. Bisognerà capire quali saranno i parametri di vita e di possibilità di spesa delle persone. La capacità di spesa potrebbe ridursi e potrebbe ridursi anche la richiesta

Cos'altro la preoccupa?

Mi preoccupa il fatto che nel mondo agricolo stiano aumentando tutti i costi delle materie prime (fitofarmaci, mangimi e concimi...)

Pilati, sull'igp campano del pomodoro è colpa dei napoletani o nostra?

L'errore è che l'igp prevede che uno dei passaggi o un percorso venga fatto in una località precisa. Quindi non è colpa dei napoletani ma di noi foggiani che non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto, che produciamo per il 90%. Sarebbe uno scippo di identità.

Si possono fare due igp?

Si certo. Non possiamo però non considerare il fatto che gli ettaraggi di pomodoro sono aumentati nel Sud Italia, in provincia di Taranto, Campania e Calabria.

Direttore quanto la spaventa il capitolo acqua?

L'acqua spaventa sempre, sia quando manca, sia quando è troppa. E' uno dei problemi della Puglia, molto meno della Capitanata. Qui viviamo una realtà felice grazie agli agricoltori che hanno sempre pagato. E siamo riusiciti a mantenere un livello abbastanza elevato di erogazione di servizi

Sulla querelle a distanza sull'acqua dal Molise qual è il suo parere?

Dal punto di vista puramente sindacale ritengo che il tubo dell'acqua dal Molise sia una delle opere che si possa fare, 20 milioni di euro non sono tanti. Porterebbe tantissima acqua che servirebbe per l'agricoltura e per altri usi

Oltre che del pomodoro o del grano duro, la provincia di Foggia è la terra di cosa?

Dell'asparago, ortive, olive, uva

Immagino però ci sia ancora una certa diffidenza, da parte degli agricoltori, rispetto a colture nuove

E' sempre un problema. L'agricoltore è elastico ma anche metodico nel suo lavoro. Ragion per cui assistiamo alla difficoltà di intraprendere un cambiamento, di creare le strutture che servono per cambiare le produzioni. Bisogna migliorarsi, aggiornarsi e comprare i macchinari.

Ci sono ancora delle resistenze quindi

Devo essere sincero, sono rimasto colpito ad esempio dalla risposta che c'è stata da un corso erbe officinali e aromatiche. Per questo ritengo sia importante suggerire gli spunti giusti, perché gli agricoltori foggiani quando vedono che dietro c'è una economia rispondono abbastanza bene e sono veloci.

Bisogna però accompagnarli

Si, c'è bisogno di vicinanza

Stessa cosa con gli allevatori?

E' una realtà diversa, il loro è un lavoro fatto più in solitaria e in solitudine. Non dimentichiamo però di ricordare che gli allevatori foggiani sono quelli della transumanza, quindi abituati a muoversi, a stare al mondo, sono duri ma dinamici.

Metterli insieme è però difficile

Ci stiamo lavorando, penso alla valorizzazione del caciocavallo podolico, la cui difficoltà è quella, appunto, di uniformare la produzione

Anche nella produzione delle olive c'è una frammentazione

La frammentazione porta a una frammentazione della produzione ma l'aspetto positivo è la diversità

A proposito di olivicoltura. In Capitanata sono stati impiegati i fitosanitari Arif per fare delle indagini. La xylella non risparmierà nemmeno il nostro territorio. Cosa si sta facendo per contrastarla?

La xylella non si può controllare ma monitorare. Arriverà come sono arrivate tante altre malattie. Sarà una battaglia dura. Bisogna cominciare a prepararsi ma nemmeno dare l'allarmismo. Per fortuna gli olivicoltori foggiani fanno già delle pratiche agricole importanti e le rispettano

Fra quanti anni arriverà?

Consideri che cammina a due chilometri l'anno ed è arrivato a Barletta

Sarà un po' come il Covid?

Si, bisognerà conviverci

Gli agricoltori sono preoccupati?

Qualcuno si preoccupa ma ora è un problema poco sentito in Capitanata

Come sta andando la produzione dell'olio?

I numeri sono importanti

Quante tipologie di produzione ci sono nel Foggiano?

C'è il distretto della peranzana tra Torremaggiore e San Severo che fa storia a sè all'interno del mondo olivicolo, poi c'è la parte del Gargano che produce l'ogliarola garganica, nel Foggiano fanno super intensivo di 1000 e 1500 ettari. Poi c'è la parte di Cerignola con la regina dell'oliva da tavola e l'olio di coratina

Questo cosa ci suggerisce?

Che potremmo fare un grande blend, 70 peranzana e 30 coratina.

La sfida da vincere qual è?

Quella di creare dei canali commerciali e non mandare via le olive, fare l'olio e venderlo in Capitanata

Le olive vanno via?

Si e vengono valorizzate in altre regioni

Perché?

Perchè conviene all'agricoltore

C'è una soluzione perchè ciò non avvenga?

Vendendo l'olio, che in Capitanata oggi in media va da 3.80 a 4.50.

Pilati, in città avete aperto un mercato di 'Campagna Amica' n via della Repubblica, una vetrina per le imprese agricole. Come sta andando?

C'è una difficoltà a far cambiare cappello all'agricoltore. Diventare venditore non è la stessa cosa. Non è detto, infatti, che un buon imprenditore sia anche un buon venditore. Abbiamo questa difficoltà. C'è ancora qualche resistenza, che però sono certo che vinceremo.

I clienti rispondono bene?

Si, ma c'è anche tanta concorrenza. Bisogna rafforzare il messaggio che nel mercato Campagna Amica i clienti troverebbero l'agricoltore

Pensate di aprirne altri?

Per ora no, ma non lo escludo.

Pilati, si sta giocando una battaglia importante sulla sede della Cun del grano a Foggia. Cosa vorrebbe dire per il nostro territorio?

Premesso che ad oggi si tratta solo di una sperimentazione, la sede è relativa ed è più una battaglia di identità. Aggiungo però che per rggiungere un buon equilibrio sarebbe opportuno portare la sede del grano duro a Foggia e quella del grano tenero a Bologna.

Come funzionerà la Cun?

Verranno monitorati gli scambi e dal monitoraggio verrà fuori un prezzo. Con una platea più grande di scambi monitorati si dovrebbe arrivare sempre più a un prezzo più puntuale e soddisfacente

Però?

Però senza i contratti di filiera con la Cun non si risolverà granché

Quindi è una falsa illusione?

Esatto, perchè la Cun moniterà solo gli scambi

E quindi?

Quindi va fatto un lavoro serio su i contratti di filiera che purtroppo oggi vengono fatti sempre più da improbabili commercianti.

Spostiamo un attimo l'attenzione sul Piano di Sviluppo Rurale. A suo parere quali sono stati i motivi veri del fallimento di questa misura?

La scrittura, l'interpretazione e la mancanza di tecnici e di una tecnostruttura seria in regione

Sta dicendo che non è colpa di una sola persona

Quando tornano indietro 90 miliardi di euro la responsabilità non può essere di una sola persona.

Li riavremo indietro?

Sembra che si stia facendo di tutto perchè ciò avvenga

Se ciò non accadesse?

Vorrebbe dire che rischieremmo di perdere tanti soldi nella prossima programmazione perchè i prossimi verranno attribuiti in base alla capacità di spesa

E' il secondo anno che succede

Si, inizia a diventare pesante

Da due anni siete fuori dai cinque Gal. Perché?

Perchè c'è tutta una polemica su chi deve fare il presidente o il consigliere, ma a noi interessa sapere come spendono i soldi, quanto bene i Gal hanno fatto sul territorio, chi sono e quante aziende invece le aziende premiate

Pensate di rientrare?

No, perché noi non vogliamo partecipare a diatribe di carattere politico

C'è tutta una polemica intorno all'abbattimento dei cinghiali. Voi si siete schierati a favore. Perché?

Perchè il fenomeno è diventato incontrollabile

Si è aperta quindi la caccia al cinghiale da parte anche degli agricoltori

No, non si tratta di caccia al cinghiale

Però ci sarebbero delle soluzioni alternative all'abbattimento

Ci sono soluzioni diverse ma in questo momento il fenomeno è dilagante ed è il momento di agire con fermezza anche per la sicurezza degli automobilisti.

Stessa cosa per i lupi?

Il lupo è una specie protetta e va fatto un discorso diverso. Il vero problema sono gli ibridi.

Il Parco del Gargano si sta muovendo con la cattura e le sterilizzazioni. Lei ha qualche altra idea?

Si, quella dei centri di colture a perdere

Che cosa vuol dire?

Che il parco rimborserebbe agli agricoltori il mancato ricavo da un appezzamento di terreno che invece verrebbe messo a disposizione di cinghiali, lupi e fauna selvatica

Il settore pesca come sta andando?

Ci sono tanti problemi. C'è da lavorare tanto

Per Coldiretti che posto occupa la pesca rispetto all'agricoltura?

Non secondario. Vero è che l'agricoltore è stato più abituato ad avere un punto di riferimento, mentre il pescatore è ancora uno spirito libero. Loro hanno delle regole diverse e non è semplice interfacciarsi. Dal canto nostro però, con un gruppo di Manfredonia c'è un bel legame, hanno la pescheria nel mercato Campagna Amica, stiamo cercando di lavorare insieme sulla vita del pescatore, mai tutelata dal punto di vista delle malattie professionali e pensionamenti.

Pilati, siamo giunti al termine della nostra chiacchierata. C'è un problema più grande di tutti quelli che abbiamo affrontato che frena lo sviluppo del mondo agricolo?

Sì e sì fachiama burocrazia

Fra qualche anno come immagina questa terra?

Due sono le cose: o finisce male oppure Foggia e la Puglia saranno la portaerei dell'agricoltura in Italia. E io la immagino così.

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