Salice Vecchio a rischio 'subsidenza', il "No alle trivellazioni" di FoggiAttiva e Rizzi

Il Consigliere comunale presenterà una interrogazione se capire se il sindaco intende autorizzare la Rockhopper italia S.p.A. a procedere alle trivellazioni per sondare la presenza di gas metano in zona

La mappa delle possibili trivellazioni

Si possono autorizzare trivellazioni esplorative per sondare la presenza di gas metano in una zona, come la località Salice Vecchio, soggette al fenomeno di subsidenza? Se lo chiedono, con preoccupazione, gli attivisti di FoggiAttiva ed il consigliere comunale di Foggia, Vincenzo Rizzi, che sulla questione presenterà una specifica interrogazione comunale.

La subsidenza è un progressivo abbassamento verticale del fondo di un'area continentale che può avvenire per cause naturali o indotte dall’uomo. Le cause indotte che possono scatenare il fenomeno sono principalmente lo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere e l’estrazione di petrolio o gas dal sottosuolo. Nell’analisi fisica integrata del territorio della Provincia di Foggia si legge che vaste zone della nostra provincia sono soggette da tempo al fenomeno di subsidenza.

“Dalla relazione - spiega Rizzi - si evince che il cedimento è causato dall’estrazione di sostanze fluide o solide dal sottosuolo, ad esempio in aree nelle quali si pratica un intenso sfruttamento di giacimenti petroliferi o gassosi o in zone minerarie dove possono crearsi crolli di vecchie gallerie abbandonate” e che le zone interessate sono dal fenomeno sono “i dintorni di Cerignola (quadrante a Nord-Ovest della città), i dintorni di Foggia (quadranti a sud e ad est) ed i dintorni di Lucera e di Ascoli Satriano”.

Proprio in località Salice Vecchio, ovvero a circa 5 km dal centro abitato, la Medoilgas (società laziale concessionaria delle trivellazioni nel Foggiano che da luglio scorso risulta assorbita dalla multinazionale Britannica Rockhopper S.p.A) “avrebbe interesse nel saggiare la presenza di idrocarburi attraverso la perforazione di un pozzo nella zona di ‘Masseria Conca’, ovvero località Salice Vecchio, quartiere non solo residenziale ma anche di fortissima vocazione agricola. All’interno della concessione sono già stati perforati i pozzi di ‘Torrente Celone 1’ e ‘Vigna Nocelli 1’, entrambi riscontrati produttivi ed il pozzo ‘Lucera 6’ risultato invece sterile”.

“Se il pozzo esplorativo in zona Salice Vecchio dovesse risultare positivo - chiede Rizzi - quali sarebbero i criteri di ordine ambientale e sociale che autorizzerebbero l’estrazione del prezioso gas? La distanza del pozzo dalle case è sufficiente a salvaguardare i residenti da un eventuale incidente?”. Tanti anche gli interrogativi in materia di salute ambientale collegati ad una possibile autorizzazione che - anche se concessa a solo scopo esplorativo - durerebbe circa 28 giorni con lavori svolti a ciclo continuo per poter raggiungere la profondità stabilita, ed un rumore costante pari a 42 decibel.

“Oltre ad un problema oggettivo di inquinamento acustico – puntualizza ancora il consigliere comunale -  ci sarebbe il rischio costante causato da un incidente che comprometterebbe, inquinandola irrimediabilmente, la qualità delle acque nella falda sottostante. Tale falda oltre ad essere utilizzata per irrigare i campi agricoli, viene anche utilizzata dai residenti per scopi di uso domestico non essendo la zona ancora allacciata alle condutture dell’Acquedotto Pugliese”.

Resta poi da sciogliere il nodo relativo alla tecnica utilizzata per le eventuali esplorazioni. “Una delle tecniche di estrazione di gas metano dal sottosuolo è la fratturazione idraulica, meglio conosciuta con il termine fracking”, si legge ancora nella nota stampa. “La tecnica sfrutta la pressione di un fluido, generalmente acqua, per creare e propagare una frattura in uno strato roccioso. Diversi studi hanno confermato che la tecnica della fratturazione idraulica può produrre microsismi indotti e localizzati di intensità molto limitata, ma se i sedimenti sono superficiali ci possono essere seri problemi di stabilità”.

“Considerando che il territorio è catalogato come zona altamente sismica, una simile tecnica di estrazione potrebbe accentuare il fenomeno provocando un sisma di una magnitudo tale da mettere in serio pericolo l'intera popolazione della Capitanata”. Per questo, il Consigliere Vincenzo Rizzi, su richiesta degli attivisti dell’associazione “FoggiAttiVa” ha presentato un’interrogazione comunale, per sondare le intenzioni del Comune in merito alla faccenda.

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Ovvero “se il Comune intende autorizzare la Rockhopper italia S.p.A. a procedere alle trivellazioni, in considerazione del fatto che durante la conferenza di servizi dello scorso 27 marzo del 2014 - precisa Rizzi - l’allora assessore all’Ambiente Pasquale Russo, non diede parere negativo ma si riservò un tempo di 60 giorni per valutare le azioni da intraprendere e per avvalersi di una consulenza terza”. La richiesta dei cittadini di FoggiAttiVa è che il Sindaco si adoperi affinché simili interventi non vengano mai autorizzati in prossimità di centri abitati.

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