Foggia capitale dell’Agroalimentare: inaugurato il distretto che valorizzerà le eccellenze del territorio

Questo pomeriggio è stato inaugurato il CSDAT, Centro Servizi del Distretto Agroalimentare del Tavoliere presso la ‘Cittadella dell’Economia’ di viale Fortore

il Centro Servizi del Distretto Agroalimentare del Tavoliere

E’ stata inaugurata questo pomeriggio alla presenza del sindaco di Foggia, del presidente della Provincia e del presidente CNR, il Centro Servizi del Distretto Agroalimentare del Tavoliere presso la ‘Cittadella dell’Economia’ di viale Fortore. Sia dal punto di vista programmatico che politico, la sede sarà il punto di riferimento per la valorizzazione dell’impatto sul mercato e per l’internazionalizzazione dell’innovazione e della ricerca applicata al settore agroalimentare. Innovazione e internalizzazione, peraltro asset strategici della programmazione europea 2014-2020

Queste le parole pronunciate dal presidente Luigi Nicolais: “Oggi per il CNR e la città di Foggia è un bel giorno Inauguriamo tutti gli spazi e le attività del CSDAT con l’obiettivo trasferire alle oltre 80mila imprese agroalimentari pugliesi, i più avanzati e innovati risultati tecnico-scientifici applicabili al mondo dell’agricoltura e dell’alimentazione per il rilancio e la messa in sicurezza dell’intera filiera produttiva e distributiva del settore. Si tratta di un intervento che si inserisce nella più ampia politica, condivisa con Regione e Comune, di assumere la scienza e la tecnologia a fattori chiave per lo sviluppo e la valorizzazione delle eccellenze locali. Un’iniziativa, questa, che nel settore specifico dell’agroalimentare, coinvolgerà più di 130 ricercatori del dipartimento di Scienze Bioagroalimentari del CNR oltre alle risorse del neonato Centro servizi”.

Così il sindaco di Foggia, Franco Landella: “L'inaugurazione della sede del CSDAT alla Cittadella dell'Economia di Foggia rappresenta una grande opportunità per Foggia e per il futuro del territorio. Oggi, la principale vocazione della nostra terra si fonde con la ricerca e l'innovazione, generando un sistema con potenzialità straordinariamente competitive, e con enormi possibilità per i nostri giovani e il loro lavoro, per le nostre imprese e per l'intero Sud Italia. Foggia, con la sede del CSDAT, può e deve rappresentare il centro delle politiche e degli investimenti in un settore agroalimentare moderno, solido, innovativo ed inclusivo”.

Foggia è il granaio d’Italia. Un territorio a vocazione agricola, immerso in una Puglia dove il 90% della superficie complessiva di circa 2 milioni di ettari (cioè il 6,46% della superficie territoriale nazionale), è rappresentato da superficie agricola; dove insistono oltre 80mila imprese agricole attive registrate con oltre 130.000 addetti e dove si producono 2,3 miliardi di Euro di produzione agricola vendibile. Dove queste imprese stanno finalmente cominciando a diventare Smart Farm, cioè imprese agroalimentari intelligenti, che innovano e applicano la migliore ricerca per produrre cibo più sano, in modo più sostenibile e con maggiore impatto sul mercato, grazie agli Istituti e ai Centri di eccellenza, ma anche grazie ai giovani startupper che in Puglia si occupano sempre di più, di agroalimentare e a cui il CSDAT guarda con grande favore.

Queste invece le parole di Francesco Loreto, direttore dipartimento scienze bio-agroalimentari del CNR: “Il Centro Servizi del Distretto Agroalimentare del Tavoliere costituisce per il CNR una grande opportunità di collaborare con le strutture del territorio per l'innovazione e la ricerca nel settore agroalimentare, e in particolare di quello cerealicolo. I due istituti CNR che inizieranno a lavorare presso il CSDAT (l'Istituto di Biometeorologia e l'Istituto per lo Studio delle Produzioni Alimentari) rappresentano eccellenze scientifiche e tecnologiche in due aree di grande importanza e con fortissime ricadute produttive e interesse industriale: l'agricoltura di precisione e la sicurezza degli alimenti. Mettere a sistema le competenze degli Istituti del CNR con quelle delle altre strutture di ricerca presenti sul territorio (Università, CREA), con le imprese private, e con le strutture regionali che generano e trasferiscono l'innovazione in agricoltura, potrebbe portare valore aggiunto al territorio e alle imprese, e costituire un polo di eccellenza scientifica di grande importanza, con competenze che coprono l'intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla tecnologia degli alimenti”

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