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Impianto di compostaggio, a giorni partiranno i lavori a San Severo. Saitef: "Favorevoli al Comitato di controllo"

Il delegato di zona della società, Michele Calvano, prova a smontare le obiezioni e parla di "polemiche strumentali" e fake news. Una settimana fa, è ripartita la raccolta firme lanciata dal Comitato NoSaitef che non si arrende e cerca di fermare la costruzione dopo il via libera del Consiglio di Stato

Partiranno "a brevissimo" i lavori dell'impianto di compostaggio Saitef in contrada Ratino a San Severo. Forse anche prima di aprile. Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento del provvedimento del Comune di San Severo che aveva inibito l’inizio delle attività, la società ha tutte le carte in regola per avviare la costruzione.

L'avvocato Luigi Quinto, legale della Saitef srl, aveva già comunicato che i lavori avrebbero avuto la durata di circa un anno, ora è Michele Calvano, delegato di zona della società, che già in passato si era reso disponibile a fornire chiarimenti, a riferire quando entrerà in funzione il cantiere. Del resto, dal punto di vista formale, avevano già comunicato l'inizio delle attività, salvo poi ricevere la diffida che ha attivato l'ennesimo contenzioso.

Ma il progetto continua a incontrare resistenze. All'orecchio di Calvano sono arrivate solo quelle politiche, ma una settimana fa è ripartita anche una raccolta firme su change.org lanciata dal Comitato NoSaitef, costituito da liberi cittadini e associazioni ambientaliste, e diretta al Comune di San Severo, all'assessore comunale Felice Carrabba, alla Regione Puglia e all'assessore regionale Anna Grazia Maraschio. I promotori della petizione sono favorevoli al compostaggio ma contestano la gestione privata dell'impianto, le sue dimensioni e temono eventuali rischi per la salute e l'ambiente. Non intendono fermarsi e si opporranno con tutte le loro forze.

Tocca a Michele Calvano provare a smontare una per una le obiezioni. L'aumento del traffico di mezzi pesanti sulla SS16, "è stato già oggetto di valutazione da parte del Comitato Via che ha espresso il parere positivo". Quanto al pericolo di contaminazione del suolo e delle falde acquifere, spiega che, "come è stato richiesto sempre in fase di autorizzazione, sono stati effettuati tutti i sondaggi possibili e immaginabili, abbiamo soddisfatto le richieste di tutti gli enti, e sono state una marea".

Considera strumentali le polemiche. "Se andassero a leggere tutti i dati in sede di autorizzazione, tutte queste domande troverebbero una risposta, altrimenti non ci avrebbero dato l'autorizzazione". Peraltro, obietta, le stesse forze politiche che a San Severo sono contrarie, altrove dicono che i territori "hanno fame di compostaggio".

Le emissioni odorigene costituiscono un altro motivo di contestazione, e questa volta il delegato di zona Saitef cerca di fornire informazioni ancora più intelligibili: "Quando entra il camion con la Forsu, supera una prima porta, poi la seconda. L'impianto è sottovuoto. La Provincia ci fece inserire tutta una serie di impianti per rilevare le emissioni odorigene e qualora fossero superati i livelli ci sarebbero delle penali pesantissime".

Parlando a nome della società, si dice favorevole alla costituzione del Comitato di Controllo, iniziativa che circola tra diverse forze politiche: "È giusto che ci sia il controllo delle autorità che possa valutare se in effetti facciamo quello che la norma ci consente, non abbiamo niente da temere". Concorda che sia un'attività delicata, rispedisce però al mittente quelle che definisce illazioni, o fake news. "Lo sanno anche le pietre che nella Safab si facevano solo tubi in cemento, non in amianto. Abbiamo solo una pensilina di amianto, come se ne trovano anche altrove, che è stata oggetto di valutazione. Chi ci ha dato l'autorizzazione sa che è lì, e la prima cosa che faremo è lo smantellamento".

Ridimensiona un po' l'impianto, come aveva già fatto in passato ("Sono 45mila tonnellate, 15mila sono di sfalcio"), tarato "secondo le direttive della Regione Puglia che diceva che in questo Aro-Ambito di Raccolta Ottimale c'era bisogno di produrre Forsu dalle 80 alle 90mila tonnellate".

È un investimento da 20 milioni di euro. In fase di costruzione dell'impianto lavoreranno circa 80-90 persone nell'indotto, imprese del posto. E poi saranno assunti una quindicina di lavoratori per l'impianto.

Calavano si concentra soprattutto sui vantaggi per la comunità: "Oggi il comune spende per ogni tonnellata di rifiuti smaltita 200 euro a tonnellata, più i costi di trasporto (fino a Taranto). È una follia. Noi abbiamo un accordo di convenzione a 60 euro a tonnellata. Il Comune risparmierebbe soldi per fare altre attività". In più ci sono 600mila euro di royalties per la realizzazione di strutture o manutenzione stradale. "Senza un motivo valido si sta demonizzando una ditta privata che è arrivata lì dove il pubblico da decenni non riesce ad investire a scapito dei cittadini che pagano a caro prezzo i ritardi con le imposte sui rifiuti, nonostante le buone percentuali di raccolta differenziata".

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