Spopola sui social l’hashtag #ilpaccodagiù, legato al fenomeno dell’emigrazione

Se pensate che il termine emigrazione rimandi solo ad avvenimenti preoccupanti per la popolazione interessata, beh, vi sbagliate!

Nell’era dei social media anche un argomento così delicato come quello dell’espatrio di migliaia di giovani e non verso Paesi esteri o città del nord Italia riesce a trovare una connotazione sociale positiva.

E forse ciò è stato possibile grazie all’ingegno di alcuni tra quei “cervelli meridionali” che spesso vengono sottovalutati – se non addirittura screditati – da una società nordica che appoggia la credenza secondo la quale i meridionali non sono vittime di un sistema corrotto che non riesce a gestire questa terra mettendo in primo piano i bisogni del popolo ma, bensì, scappano da casa perché non hanno le capacità per ottenere un lavoro meritevole che permetta loro di restare con la propria famiglia e vivere una vita dignitosa.

Stiamo parlando del fenomeno sociale del pacco da giù, spopolato sui social media e diventato un vero e proprio fenomeno virale in tutto il web.

Da Facebook a YouTube, da Twitter a Instagram, fino ai principali siti di spedizione online, oggi l’hashtag #ilpaccodagiù è uno tra i trend più seguiti del cyber spazio, che coinvolge in modo simpatico e divertente giovani e adulti di tutte le età. Un fenomeno così diffuso al punto tale da far sorgere siti internet o pagine social, come raccontato in un recente articolo del Blog di SpedireAdesso ed il pacco da giu.

Ma cos’è nello specifico il pacco da giù?

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Per definizione si tratta di un pacco che viene spedito a chi si trova fuori sede contenente principalmente prodotti alimentari tipici del luogo di origine, possibilmente provenienti dall’orto di casa o dalla cucina della nonna, ma anche svariati oggetti e regali che la famiglia del fuori sede acquista o prepara con cura e dedizione per rendergli la sopravvivenza lontano da casa meno difficile.

“Da giù” definisce la localizzazione del fenomeno, la cui diffusione è avvenuta proprio nel territorio del sud Italia, in cui si registra un maggior numero di emigrati.

In teoria, quindi, il pacco da giù è tutto questo. In pratica, invece, è molto altro ancora.

E’ una scatola che contiene la quintessenza del territorio meridionale. E’ la magic box di ogni terrone fuori sede. E’ l’oggetto più desiderato del momento da chi si trova a dover vivere lontano da casa per poter realizzare le proprie ambizioni. E’ il regalo di Natale, Pasqua, compleanno più atteso dal meridionale emigrato. E’ un rituale ormai in voga all’interno di ogni famiglia con un membro fuori sede che si rispetti.

Ma siamo certi che non è necessario spiegarvelo in maniera così precisa perché la piaga dell’emigrazione, che ci portiamo dietro da secoli, coinvolge quasi tutte le famiglie del sud Italia. Chi può dire di non avere un amico, un parente o un conoscente che ha dovuto fare le valigie e partire?

A confermarlo i dati Istat che, come spesso accade in questi casi, non rilevano nulla di buono. La provincia foggiana e la Puglia in generale hanno registrato dal 2008 ad oggi un aumento considerevole del tasso di emigrazione. Dato ancor più preoccupante è che la maggior parte di questi “fuggitivi” sono giovani under 30, ovvero il futuro della nostra società. E se proviamo ad espandere lo studio verso tutto il sud Italia, ci rendiamo facilmente conto di come la questione sia ancora più grave di quanto si possa pensare. Se la percentuale di giovani che “scappano” può sembrare il dato più preoccupante, basta rivelare un'altra statistica di emigrazione per capire che di questo passo si corre il rischio di andare incontro ad una desertificazione sociale. Nell’ultimo decennio, infatti, c’è un’altra categoria di emigrati che continua a registrare uno spaventoso aumento: quella degli over 40. Padri e madri, talvolta intere famiglie, che lasciano la Puglia per poter portare il proprio reddito ad un livello almeno nei limiti della norma.

In questo panorama così demoralizzante, nella speranza che le autorità competenti possano prendere al più presto provvedimenti volti a migliorare uno status sociale per così dire “disastroso”, non ci resta altro che, come sempre, trarre dal peggio l’aspetto positivo, iconizzando il nostro spirito solare e autoironico, a partire ad esempio dalla socializzazione di un apparentemente banale rituale come quello del pacco da giù, dimostrando a tutti come questo popolo è in grado di sorridere sempre ed esorcizzare le avversità, così come siamo abituati a farlo dai tempi più remoti.

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