Il Sole 24 Ore: altro risultato negativo, ma Mongelli e Pepe esultano

Foggia lascia l'ultimo posto in classifica. Il sindaco parla di "miglioramenti", il presidente di "dinamica", ma la nostra provincia è solo 101esima

Foggia vista dall'alto

101esimo posto su 107. Rispetto all’anno scorso la provincia di Foggia guadagna sei gradini nella classifica de “Il Sole 24 Ore” sulla “Qualità della Vita” delle province italiane. Ma il passaggio dall’ultima alla sestultima posizione non può e non deve essere visto assolutamente come un risultato positivo, anzi.

Gli amministratori di Palazzo di Città e di Palazzo Dogana dovranno pur assumersi la responsabilità di questo ennesimo risultato negativo, non che ci aspettassimo chissahè, sia chiaro. Mongelli e Pepe però non possono trascurare, nonostante la moderata soddisfazione di entrambi, che questa classifica è pur sempre una sconfitta e che la "conquista" dell’attuale posizione è soprattutto l’effetto dei demeriti di chi adesso guarda la Capitanata dal basso verso l’alto.

“Finalmente Foggia lascia l’umiliante ultimo posto, vedendo riconosciuto l’impegno profuso in questi anni” afferma Mongelli. Impegno che però, con tutta franchezza, ha portato a poco, se non a guadagnare qualche posticino in una classifica che piange e che parla chiaro. Foggia è tra le ultime città e province dello Stivale.

“Cinque dei sei macro indicatori della graduatoria certificano il miglioramento delle condizioni di vita, dei servizi di comunità, delle performance economiche – continua Mongelli – Anche nel campo dell’ordine pubblico, pur se non va sottaciuto il drammatico primato negativo riferito al racket delle estorsioni: un cancro che la città ha deciso di combattere ed estirpare. I dati positivi sulla formazione universitaria come quelli sull’emigrazione sanitaria, invece, testimoniano la crescente capacità attrattiva del capoluogo e dei servizi offerti. Questa e altre classifiche non sono verdetti, positivi o negativi che siano – conclude il primo cittadino – ma offrono spunti di riflessione e di approfondimento su cui esercitarsi, ciascuno per le proprie competenze, con l’obiettivo di proseguire il percorso intrapreso in direzione della rinascita della nostra città”.  Un percorso che però – aggiungiamo – resta tale. E di rinascita, se di rinascita vogliamo parlare, nemmeno l’ombra.

Da una parte fa bene invece il presidente della provincia a sostenere che così come era sbagliato deprimersi quando i dati attestavano Foggia all’ultimo posto, oggi sarebbe sbagliato consolarsi con i miglioramenti conseguiti, pochi in realtà. Ma dall’altra, probabilmente sbaglia quando sostiene di “dover leggere con attenzione ed obiettività gli indicatori della rilevazione ed essere soddisfatti per la dinamica incoraggiante che indicano”.

Accontentarsi di una dinamica non basta, come anche non va bene paragonare, come fa Pepe, il risultato della provincia di Foggia con quelle Bari, Brindisi e Taranto dando vita ad una triste gara tra poveri e aggiungere: “Mentre tutte le altre province perdono posizioni in classifica la nostra è infatti l’unica che, in controtendenza, ne guadagna addirittura sei, facendo registrare un miglioramento in quasi tutte le sezioni oggetto dell’indagine: dalla pagella ambientale all’appeal turistico sino agli investimenti in formazione”.

Peggio però, a dirla tutta, non si poteva fare. “Pur nella difficoltà che si manifesta in ragione della crisi economica che sta attanagliando il Paese – evidenzia Antonio Pepe – la provincia di Foggia esprime dunque una trend virtuoso, a dispetto della sensazione negativa che troppo spesso pervade la nostra comunità. Questo risultato deve essere evidentemente la base su cui costruire una riflessione collettiva orientata all’ottimismo, in cui ciascuna componente del nostro sistema socio-economico sia consapevole delle potenzialità e delle prospettive del territorio e lavori per la loro valorizzazione. II problemi non mancano – conclude il presidente della Provincia – ma questo piccolo passo in avanti ci conferma quanto sia determinante mettere in campo, oggi più che mai, un approccio positivo, che guardi al futuro con realismo, impegno e speranza piuttosto che con rassegnazione”. Della serie, l’ottimismo è il profumo della vita.

 

 

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