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Domenica, 14 Agosto 2022
Economia

Mangiar bene valorizzando il territorio: è il ‘Gusto del Borgo’ alla Torre Normanna

Presentati gli eventi organizzati dall'Accademia di Cucina 'Castel di Pietra' di Pietramontecorvino. Ogni appuntamento prevede la degustazione delle prelibatezze e le visite guidate nel centro storico

Si intitola ‘Il gusto del Borgo’, la ricca programmazione di eventi, organizzata dall’Accademia di Cucina “Castel di Pietra”. Tanti appuntamenti, ed una sola location, la splendida Torre Normanna, che svetta sul borgo medievale di Pietramontecorvino, che da alcuni anni gode delle “griffe” di “Borgo tra i più belli d’Italia” e di paese Bandiera Arancione.

All’incontro di presentazione, ospitato dalla Camera di Commercio, numerosi i partecipanti. Tra questi il direttore del ristorante didattico ‘Castel di Pietra’, Daniele Borrelli, il sindaco di Pietramontecorvino, Raimondo Giallella; Alessandro Circiello e Federico Anzellotti - rispettivamente presidente Federcuochi Lazio e ‘residente Conpait - e il maestro pizzaiolo Alfredo Folliero, presidente della Uepter. A presiedere i lavori, un’eccellenza del giornalismo enogastronomico, come Vincenzo Rizzi, che complimentandosi con Borrelli e il grande lavoro svolto dal ristorante didattico, ha evidenziato l’intensa passione che accompagna le loro attività.

“Siamo orgogliosi del nostro lavoro - ha esordito il primo cittadino - frutto di un lungo percorso. La nostra scuola di Cucina si integra perfettamente con le nostre idee e i nostri obiettivi. Il frutto di numerosi sforzi volti alla valorizzazione del nostro Borgo, che quest’anno festeggerà ben sette centenari, il che forse suggerisce anche la bontà e la genuinità del nostro territorio” ha concluso.

L’Irfip di Pietramontecorvino, è l’istituto religioso che presiede e organizza l’Accademia di Cucina e che ospita il ristorante didattico. Voluto fortemente dall’indimenticato Don Vito Ciullo, nacque principalmente come strumento di sostegno ai giovani. “Una scuola che garantisse ai ragazzi non soltanto una formazione intellettuale, ma anche lavorativa. Il ristorante non nasce per fare concorrenza agli altri ristoranti, ma è un luogo ove i giovani possano sperimentare ciò che studiano”, le parole di Don Raffaele Antonacci, presidente dell’Istituto.

Uno step dunque imprescindibile, per avvicinarsi alla realizzazione professionale, in un settore, toccato solo marginalmente dalla crisi. Grazie alle scuole didattiche, e al lavoro dei docenti, è possibile non solo creare dei professionisti altamente competenti e qualificati, ma soprattutto consolidare il Made in Italy, un marchio altamente richiesto nei paesi esteri, come hanno rimarcato Alfredo Folliero e Francesco Circiello.

Daniele Borrelli, ha voluto sottolineare l’importanza del ristorante e il ruolo attivo che i ragazzi svolgono all’interno di esso. Una scuola nella quale gli allievi sono protagonisti e collaborano sinergicamente con l’istituto, per quel che concerne l’organizzazione degli eventi, la realizzazione del menù, passando per tutte le azioni propedeutiche alla soddisfazione del cliente. “L’enogastronomia è un settore trainante per il nostro territorio, che può vantare una varietà infinita di prodotti”, ha continuato. Bontà che spesso il nostro territorio ci offre senza grosse spese (la famosa cucina a km 0, ndr).

“In questo calendario, ha concluso Borrelli, esiste una forte connessione tra il mangiar bene e la valorizzazione del territorio, infatti ogni singolo appuntamento prevede insieme alla degustazione delle nostre prelibatezze, anche delle visite guidate nel centro storico”.

Tra laboratori di gusto e lezioni di cucina, passando per le celebrazioni come la pasquetta al Castel di Pietra (21 aprile) o l’attesissima festa di Sant’Alberto, celebrato il 17 e 18 maggio, con la suggestiva processione dei palij, il cartellone prevede un ingente numero di eventi, che abbraccia un periodo di dieci mesi (da marzo a dicembre).

Pasta, insaccati (come “nnòggje", tipico salume di Pietra), ma anche dolci e liquori. Molti prodotti realizzati attraverso metodi artigianali, consuetudine dei nostri avi, estratti dall’oblio nel quale rischiavano di sprofondare. Tradizioni che si recuperano sfogliando nella nostra memoria, pagine ingiallite di ricordi che si credevano perduti, ma che ora riservano delle ricchezze inestimabili.


 

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