Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Argilla scambiata per grano marcio, per Italmopa è psicosi importazioni: "Da GranoSalus attacchi grotteschi"

Dura presa di posizione dell'associazione Industriali Mugnai d'Italia dopo la segnalazione a Bari di una nave che avrebbe contenuto grano pieno di funghi tossici: "Siamo esterrefatti, la nave conteneva solo minerali argillosi"

Continua a tenere banco la vicenda del grano importato dall'estero. L'ultima, in ordine di tempo, polemica vede contrapposti ancora una volta Italmopa (Associazione Industriali Mugnai d'Italia) e l'associazione GranoSalus. 

L'associazione Mugnai punta il dito con quella che sarebbe una vera psicosi grani esteri contaminati, come conferma l'ultima segnalazione, circa la presenza nel porto di Bari di una nave contenente "8mila tonnellate di grano ucraino pieno di funghi tossici per l'uomo, dall'odore e sapore di pesce marcio". 

La nave, effettivamente presente nel porto di Bari, conteneva solo minerali argillosi i quali, neanche con spericolato esercizio di fantasia, potrebbero essere scambiati con grano destinato alla produzione di semole e quindi di pasta.  “Siamo esterrefatti, increduli”, commenta Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa, “una storia grottesca che avrebbe meritato solo un sorriso patetico nei riguardi degli autori dello scoop. Ed invece siamo profondamente preoccupati dal susseguirsi di aggressioni immotivate ed ingiustificabili e dalla crescente violenza verbale nei riguardi delle importazioni, peraltro indispensabili, di frumento duro. Alcune Associazioni di produttori agricoli hanno deliberatamente optato per un’irresponsabile politica di comunicazione volta ad infondere nelle Pubbliche Autorità e nei consumatori un sentimento di diffuso sospetto sul frumento di importazione. Una strategia che risponde a esclusivi interessi sindacali e di categoria abilmente camuffati dietro un presunto interesse generale del tutto inesistente”.   

L'episodio fa il paio con quello di alcune settimane fa, in concomitanza con una manifestazione di produttori cerealicoli nel porto di Bari, quando una nave di grano duro canadese era stata, dopo attività di controllo svolta dal personale del Comando Regione Carabinieri Forestale Puglia, oggetto di sequestro per presunto superamento dei valori di contaminanti fissati dalla vigente normativa comunitaria. Le analisi ufficiali hanno, invece, accertato la piena e totale conformità del frumento duro alle normative vigenti. "Un danno economico, ma soprattutto di immagine per un comparto, quello molitorio, considerato, nel mondo, come espressione di eccellenza di Made in Italy agroalimentare per la sua impareggiabile capacità di individuare, selezionare e miscelare i migliori grani duri, a prescindere dalla loro origine", conclude De Sortis. 

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