Ataf, Fit Cisl pronta a rinegoziare accordi di secondo livello: "Ma gli stipendi non si toccano"

Il segretario generale territoriale, Giuseppe Lo Muzio: "L'auspicio è che il prossimo 7 settembre, tutte le sigle prendano atto della difficile situazione e collaborino ad una veloce soluzione della vertenza"

Immagine di repertorio

Per l’Ataf di Foggia, non c'è più tempo da perdere. "Siamo ad un bivio e bisogna affrontare con serenità la situazione per evitare il baratro”, spiega la Fit Cisl di Foggia che, dopo mesi di “doveroso silenzio”, interviene sulla delicata vertenza che coinvolge l’azienda che si occupa dei servizi di trasporto nel Comune di Foggia.

“L’auspicio – afferma il segretario generale territoriale, Giuseppe Lo Muzio - è che il prossimo 7 settembre, data di convocazione delle parti, tutte le sigle unitariamente prendano atto della difficile situazione e collaborino ad una veloce soluzione della vertenza, coinvolgendo le Confederazioni, per salvaguardare gli interessi dei lavoratori con idee e proposte attuabili. Non condividiamo assolutamente che vengano decurtati gli stipendi ai lavoratori, ma siamo disponibili – afferma la Fit Cisl - a rinegoziare gli accordi di 2° livello, rilanciando un piano in grado di recuperare produttività e risparmio per la società ma anche serenità e benefici per i dipendenti e l’utenza”.

E’ noto che il settore del trasporto pubblico locale sta attraversando un periodo di profonda crisi, “ma non dobbiamo dimenticare che la Fit Cisl di Foggia, sin dall'agosto del 2015, ha denunciato con forza e puntuale attenzione, la delicatissima situazione economico-finanziaria dell’Ataf: situazione che viene da lontano con un peso debitorio inflattivo di oltre 15 milioni di euro e un parco autobus vetusto e che da anni non viene finanziato e rinnovato".

"Già da settembre 2014 ci fu – ricorda Lo Muzio - una rottura del fronte sindacale da parte delle altre sigle, quando la Cisl si rese disponibile ad affrontare di petto il problema ed a gestire in maniera concertativa la vertenza con la società e la proprietà, al fine di evitare situazioni come quelle di Amica spa e Ataf extraurbana. Le altre sigle non hanno condiviso la posizione della Cisl e, individuando le responsabilità su altri soggetti, hanno iniziato una stagione di lotta e conseguente rottura delle trattative".

Nel mentre, è stata strumentalizzata anche la questione dei diciotto lavoratori della sosta a pagamento, estromessi dalla nuova gestione Apcoa senza un minimo di motivo, etichettandoli come l'unico vero problema dell'Ataf. Non va però dimenticato che la sosta a pagamento per un lungo periodo ha risollevato le sorti dell'Ataf attraverso gli introiti del servizio e gli investimenti.

“La Fit Cisl - aggiunge Lo Muzio - ha subito denunciato tutti quei benefici e provvedimenti sbagliati che hanno decurtato le entrate dell'Ataf, creando solo clientelismo, vedi i falsi pass per invalidi, la mancata realizzazione di nuovi stalli, il mancato coinvolgimento della Polizia Municipale e il mancato regolamento sulla scadenza del ticket della sosta a pagamento”.

“Se avessimo sfruttato con l’aiuto di tutte le parti sociali quest’anno per sollecitare i provvedimenti che solo oggi si è deciso di attuare, forse una boccata di ossigeno l’Ataf l’avrebbe già ricevuta? Gioverebbe, altresì, anche un’immediata soluzione per l'accordo tra Ferrovie del Gargano e Ataf, alle quali va dato atto della disponibilità e fattiva collaborazione per il biglietto integrato, senza togliere una successiva verifica sugli importi concordati: cosa alla quale FdG non si sottrarrà certamente. Inoltre, chiediamo – conclude Lo Muzio - delucidazioni in merito all'attivazione della stazione intermodale di Foggia”.

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