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Terrenzio, l'imprenditore foggiano "primo in Italia" che non si tira indietro: "Assumo 10 braccianti perché non siano più invisibili"

Sono 10 gli extracomunitari assunti dalla azienda agricola di Rignano Garganico, per includere nel ciclo produttivo "gli invisibili"

 

La sanatoria del decreto per il Rilancio, è stato lo spunto giusto per assumere nella propria azienda 10 africani e strapparli dalla morsa del caporalato. Questa è l'idea di Giovanni Terrenzio, presidente della cooperativa 'Prima Bio' in contrada Villanova, a Rignano Garganico.

In collaborazione con Yvan Sagnet, presidente di NoCap, l'intento è creare una filiera etica, pagare il giusto i braccianti agricoli e sottrarli al caporalato. Il tutto per creare un prodotto finito, che ha seguito una filiera onesta, rispettando la dignità umana di chi lavora nei campi: "Avere in mano il contratto di lavoro è come avere un certificato per dire 'io sono visibile', io 'sono un essere umano', 'io esisto'. E questa è la cosa più bella".

I 10 migranti sono ospiti, al momento, nel centro d'accoglienza Casa Sankara (San Severo) in attesa di regolarizzare la propria posizione. Altri 5 braccianti saranno assunti nei prossimi giorni. L'azienda di Terrenzio non è nuova a questo tipo di iniziative; già l'anno scorso ne assunse 40 e a molti di questi è stato già rinnovato il contratto per la stagione in corso.

Questo il commento di Ivan Sagnet: "Bellissima notizia sulla regolarizzazione, Giovanni Terrenzio, titolare dell'azienda agricola Prima Bio che produce passate di pomodoro etico a marchio Iamme - Liberi di scegliere - NoCap, è il primo imprenditore in Italia ad aver deciso di regolarizzare una decina di braccianti irregolari perché, per lui, la dignità di ogni lavoratore viene prima del profitto. NoCap è, prima di tutto, condivisione di valori".
 

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