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Gioco legale, lavoratori foggiani in piazza contro il 'proibizionismo di Emiliano': "Per noi conseguenze devastanti"

Sit in davanti alla Prefettura venerdì mattina indetto da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. "Legge regionale aprirà nel 2019 uno scenario devastante sul piano occupazionale e sociale, con migliaia di lavoratori senza occupazione”

Le organizzazioni sindacali territoriali della Fisascat Cisl e della UILTuCS UIL daranno vita ad un sit-in dinanzi la Prefettura di Foggia, venerdì 16 novembre, dalle 9:30 alle 12:30. Il sit-in rientra nell’ambito della campagna di mobilitazione per il gioco legale programmata nello stesso giorno in tutta la Regione Puglia.

“Le Organizzazioni Sindacali territoriali – è scritto nella nota della FISASCAT CISL - dando seguito alla vertenza nazionale e regionale, comunicano di avviare nella provincia campagne di mobilitazione dei lavoratori operanti nel settore del gioco legale, per continuare a sostenere le proprie rivendicazioni per un riordino sostenibile del settore da un lato e per aprire un tavolo di confronto con gli enti regionali e un tavolo nazionale al MISE”.

“E’ solo attraverso un confronto aperto e chiaro si può produrre una normativa affidabile che persegua il giusto obiettivo della tutela sociale senza causare traumi occupazionali – afferma Angelo Sgobbo, Segretario Generale della FISASCAT di Foggia – Noi organizzazioni sindacali siamo d’accordo sull’importanza di una efficace educazione al gioco misurato che contrasti e faccia da prevenzione e riduzione al rischio della dipendenza da gioco. Ma, come abbiamo sottolineato nel documento inviato al Presidente della Regione Puglia Emiliano e al Ministro del Lavoro Di Maio, non crediamo che il proibizionismo, attraverso un distanziometro o la riduzione degli orari di apertura, rappresenti la panacea di una piaga sociale e sanitaria.

L'entrata in vigore della legge regionale, dopo una proroga semestrale, aprirà nel 2019 uno scenario devastante sul piano occupazionale e sociale – aggiunge Sgobbo - con migliaia di lavoratori senza occupazione e migliaia di famiglie senza reddito, creando contemporaneamente un aumento delle attività illecite o online”.

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