Sul Gino Lisa rimpallo di colpe tra Emiliano e i cinquestelle foggiani. E il comitato sbotta: "Si sblocchi o tutti complici"

Emiliano contro Toninelli, Toninelli contro Emiliano, cinquestelle foggiani con Toninelli. Ma l'aeroporto resta lì, fermo. Gargiulo contro tutta la politica locale: "Soluzioni, basta strumentalizzare"

Gino Lisa, nulla di nuovo sotto il cielo. Dopo le dichiarazioni di Michele Emiliano, che ha spostato il cerino nelle mani del Ministro Toninelli, si ribellano i cinquestelle foggiani, che difendono il titolare delle Infrastrutture, ricordando ad Emiliano i suoi fallimenti, in un rimpallo di responsabilità che sta sfiancando il territorio e provoca la vibrata protesta del comitato Vola Gino Lisa.

La reazione dei parlamentari foggiani

Ecco la nota stampa del parlamentari eletti in provincia di Foggia - Pellegrini, Naturale, Faro, Giuliano, Lovecchio, Menga -  e della consigliera regionale Rosa Barone. «L'intera provincia di Foggia aspetta dal 2012 l'esecuzione dei lavori di allungamento della pista di volo dell'aeroporto. In tutti questi anni Emiliano e i suoi predecessori hanno usato il tema "Gino Lisa" a fini elettorali e propagandistici, senza fare nulla di concreto. E, puntualmente, a poche settimane dalle elezioni amministrative, Emiliano si desta da un lungo sonno, si ricorda del Gino Lisa e cerca di passare da vittima, incolpando il governo e il ministro Toninelli. I fatti, però, sono diversi e sono contro di lui. Per esempio, per oltre due anni Emiliano nulla ha eccepito mentre il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche non rilasciava - senza alcun motivo - la Conformità Urbanistica dell'opera (indispensabile per iniziare i lavori), conformità che venne negata nel gennaio 2018 ma poi rilasciata nel successivo mese di luglio, a riprova che, in precedenza, tutti i passaggi amministrativi erano stati effettuati correttamente e che, quindi, a mancare fino a quel momento, era stata solo l'attenzione di Emiliano verso la Capitanata (ma in quegl'anni governava il Pd e quindi.....). 

E ancora. “Nel mese di ottobre 2017, per l'esecuzione dei lavori di allungamento della pista, AdP ed Emiliano partorirono la “soluzione” Protezione Civile-Sieg per il Gino Lisa, al fine di non investire neanche un euro dei fondi di AdP e/o Regione Puglia per la realizzazione dell’opera, atteso che per anni e anni non erano riusciti a trovare un cofinanziatore, per almeno il 25% dell'importo dell'opera (parliamo di appena 3,5 milioni di euro a fronte dei 14 milioni approvati dal CIPE). Ebbene, Emiliano e AdP, dopo le roboanti dichiarazioni  dell’ottobre 2017 in conferenza stampa ("finiremo l'opera in 18 mesi da oggi!") hanno impiegato  un anno (un anno!) per inviare al MIT l'incartamento relativo  alla questione Protezione Civile-Sieg.

Il Ministero ha prontamente esaminato la pratica e ha già richiesto ad AdP delucidazioni e approfondimenti in merito alla questione Sieg perché, evidentemente, l'incartamento non era completo. Quindi, invece di fare il mea culpa e dichiarare, dopo anni di disastri, la propria completa incompetenza e disinteresse al problema, Emiliano dà la colpa al Ministero. È senza vergogna! In questi mesi, in questi giorni noi del M5S, ci siamo adoperati affinché la situazione trovi una rapida soluzione e, nonostante l'incompetenza e il disinteresse di Emiliano, continueremo ad impegnarci affinché tutto si risolva al più presto.»

La dura protesta del Comitato Vola Gino Lisa

Nulla di nuovo, insomma. Promesse a parte. Il Mit dovrebbe solo rilasciare un'autorizzazione e non chiarisce quali «osservazioni e integrazioni» siano state suggerite per completare la pratica. Un atteggiamento ambiguo.  Tant’è che è forte la reazione del Comitato Vola Gino Lisa. E chiama tutti, ma proprio tutti, in causa.

Scrive il presidente, Maurizio Gargiulo: “Il Presidente della Regione Puglia ha pubblicamente e nuovamente “accusato” il Ministro Toninelli ( e chiaramente l’intero Ministero di riferimento ) di tenere bloccato il nulla osta all’autorizzazione per l’allungamento della pista nonostante quest’ultima abbia attuato tutti gli iter amministrativi necessari per il riconoscimento della SIEG in favore dello scalo e dunque in relazione alla possibilità di utilizzare, per intero, i famosi 14 milioni euro di fondi Cipe 2011 per l’allungamento della pista di volo senza incorrere in sanzioni.

Il Ministero dei Trasporti ha chiaramente replicato all’ultima dichiarazione pubblica del Presidente precisando che gli Uffici della Direzione Generale avrebbero formulato alcune osservazioni suggerendo modifiche ed integrazioni alla convenzione tra il Gestore Aeroporti di Puglia e la Regione Puglia. Tale richiesta sarebbe stata inoltrata alla società di gestione AdP Spa e ad Enac a fine gennaio, a quanto appreso da una intervista al Direttore della Centrale Infrastrutture Aeroporti e Spazio Aereo Enac, dott. Roberto Vergari (fonte l’Attacco del 14.02.2019). Di tali suggerimenti formali, ad oggi e come sempre, non abbiamo assolutamente chiarezza e conoscenza del contenuto effettivo.Sembra però che A.d.p. S.p.a. ed Enac, a breve giro, ci si auspica, dovrebbero dare un riscontro a questa richiesta ministeriale.

Alla luce di questo ennesimo valzer amministrativo/tecnico/politico esprimiamo nuovamente il nostro totale disappunto su come tutti protagonisti, da qualunque direzione tecnica e appartenenza politica, si stiano muovendo in questa fase, come sempre limitandosi a battute e risposte a distanza, interviste velate di uno “strano dico non dico”, senza affrontare chiaramente e concretamente il problema, proponendo ovviamente quelle opportune soluzioni in tempi rapidi e certi. Il Ministero, sia chiaro, ha certamente tutti i diritti di chiedere chiarimenti, fare osservazioni, proporre suggerimenti su un percorso così complesso come il SIEG, ma ha anche il dovere di esaminare le carte in possesso e prendere atto di una vertenza che dura ormai da troppi anni, con rischi concreti di veder volatilizzare, in assenza di riscontro, anche i fondi. Fatto questo che li renderebbe poi comunque complici di una mala gestio.

Ci auspichiamo, pertanto, che il Ministero adito, una volta ricevuto quanto voluto possa poi procedere speditamente, non imitando esempi negativi, già criticati e riferiti a questo “Governo del cambiamento”. In merito invitiamo nuovamente, e per l’ultima volta, tutti i Parlamentari del territorio a ricordare al Ministro Toninelli e al Presidente del Consiglio dei Ministri il lungo percorso ad ostacoli di questa vertenza, passata già per le mannaie di Roma ( per la VIA ) e per le bacchettate dell’UE ( per gli aiuti di stato ), con soddisfazione non troppo silenziosa degli Uffici Tecnici preposti alla redazione delle pratiche di merito e la benedizione della politica regionale di ben due Governi.

Oggi il Comitato, ancora più forte, nonostante la recente perdita di una protagonista assoluta della lotta, ribadisce a tutta la politica locale, regionale, nazionale, che è finito il tempo di strumentalizzare la vertenza Aeroporto e che non saranno tollerate sterili polemiche. Alle Istituzioni, Enti e Uffici preposti rivolgiamo il nostro ennesimo invito affinchè provvedano a definire ogni adempimento formale richiesto dalla Conferenza dei Servizi e dal decreto VIA, per vedere finalmente iniziare e ultimare i lavori di allungamento della pista, che dovranno essere sostenuti contemporaneamente da un piano industriale, ricordiamolo oggi assente ed a carico di Aeroporti di Puglia Spa. L’Aeroporto Gino Lisa non è un lusso ma un diritto di un territorio che va ben oltre i confini della Terra di Capitanata”.

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