Pensioni, il 70% delle pratiche previdenziali sono errate: l’Enas in piazza per rifare i conti

In tanti a Foggia e San Severo hanno affollato i gazebi allestiti dall'Enas Patronato - Ugl. Gabriele Taranto: "se dovessimo riscontrare errori nei calcoli, si procederà con ricorsi amministrativi operati dai dipendenti di patronato"

In tanti a Foggia e San Severo hanno affollato i gazebi allestiti dall’Enas Patronato – Ugl, venerdì e lunedì 1 e 4 luglio. Operatori in prima linea per offrire assistenza sui calcoli errati dell’Inps rilevati, dopo un attento lavoro di raccolta ed elaborazione dati.

La battaglia promossa dall’Enas Ugl – come ha più volte spiegato il presidente Stefano Cetica - è contro un “fenomeno vero, reale, che bisogna assolutamente denunciare. Nostra unica priorità è aiutare i pensionati e i nostri assistiti e, quindi, tutelare, i loro diritti. Il grande interesse mostrato oggi dai cittadini dimostra che siamo di fronte ad un fenomeno vero, reale, che bisogna denunciare con forza. Secondo i dati che abbiamo elaborato nei giorni scorsi, ben il 70 per cento delle pratiche previdenziali, infatti, risultano sbagliate per difetto. La nostra campagna continuerà anche nei prossimi giorni, con gazebo allestiti in altre piazze d’Italia, per continuare a dare assistenza a chi è stato illegittimamente derubato dei propri diritti, perché la nostra unica priorità è tutelare i pensionati e i nostri assistiti”.

“Abbiamo deciso di fare una campagna di sensibilizzazione e di informazione per i cittadini, e per i pensionati mettendoci a disposizione come patronato per rifare i conti e constatare se realmente i calcoli pensionistici siano giusti e nel caso rifarli”. Questa la posizione di Ezio Favetta, Segretario confederale Ugl sentito da alcuni cronisti locali in piazza Cesare Battisti a Foggia, evidenziando che, “Boeri, in qualità di presidente dell’Inps, si pubblicizza su tantissime cose tranne quando l’Ente commette errori. Quello di spiegare all’utenza cosa sta accadendo, offrendo informazioni e giusti indirizzi, è un dovere che deve avere il Patronato che noi rappresentiamo. Nel corso di queste prime tappe – prosegue Favetta - abbiamo notato che non c’è conoscenza della nuova situazione rappresentata dal numero di errori rilevati sul piano nazionale a livello pensionistico".

"Parliamo di persone che anche a tre anni dal pensionamento, oggi, hanno dubbi sulla presenza di errori, ma non sanno a chi realmente rivolgersi per farsi rifare i calcoli, o credono addirittura che non sia possibile. Con la nuova dirigenza Enas rappresentata da Stefano Cetica, componente storico del nostro sindacato perché già Segretario generale Ugl, pensiamo che patronato e sindacato possano offrire un servizio coordinato efficace ed efficiente. Come sindacato in termini di sussidio ai lavoratori, come patronato a sostegno del rapporto sociale con i cittadini. Quindi – aggiunge il Segretario confederale - noi vorremmo ricominciare con il patronato al fine di potenziare non solo i servizi sul territorio, ma promuovere anche nuove iniziative per riportare una politica e uno stato sociale differente che fa parte dello statuto sia del sindacato che del patronato.

Gabriele Taranto, Segretario provinciale dell’Ugl Foggia, ha spiegato quanto e in che termini le risposte dell’utenza siano state positive. “Nelle prossime settimane e per i prossimi mesi – aggiunge il sindacalista -  se dovessimo riscontrare un numero di errori nei calcoli pensionistici rilevanti, si procederà con ricorsi amministrativi operati dai nostri dipendenti di patronato. In ogni caso occorrerà sedersi ad un tavolo di dialogo e confronto con lo stesso Ente Inps per evitare che ci sia un ulteriore aggravio del contenzioso giudiziario, che in questi casi potrebbe scattare. Qui, in Capitanata, riscontriamo il problema esposto da pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese. Le difficoltà sul piano dell’assistenza sanitaria sono relative alla riduzione dei servizi a fronte di costi sempre più onerosi".

"Stiamo parlando di anziani che non arrivano a pagarsi tutte le medicine, o non si curano perché non hanno disponibilità economiche adeguate. Andrebbe dunque rivisto il sistema sanitario per intero, attualmente, sempre più proiettato a favore del servizio privato a svantaggio di quello pubblico e di conseguenza delle categorie meno abbienti. Non è possibile, né pensabile che ci sia ancora una così elevata percentuale di errori su un campione così rappresentativo come quello riscontrato dall’Enas a livello nazionale. A prescindere dalle ragioni e dalle cause dietro questo fenomeno – evidenzia il Segretario - immaginare di vedersi ridursi una pensione per un errore di calcolo, comunque, è percepito come danno alla categoria di pensionati con assegni dai livelli insoddisfacenti: la maggioranza in Italia".

"Gli errori riscontrati a livello nazionale – puntualizza Taranto – si riferiscono soprattutto alle categorie di neo pensionati, ex cassaintegrati ed ex lavoratori in mobilità. Stando agli ultimi dati elaborati dall’Inps su base Istat sull’aumento in provincia di Foggia di mobilità, Cig Ordinaria e straordinaria, ci aspettiamo di conseguenza un relativo aumento di errori sui calcoli pensionistici. Tuttavia, risulta del tutto prematuro offrire sul fenomeno dei numeri e degli andamenti su base territoriale. La campagna Enas è appena iniziata, e disarticolandosi nelle diverse regioni d’Italia avrà avrà proprio lo scopo di raccogliere informative, dati, e casistiche pensionistiche per perfezionare l’analisi del fenomeno nel suo complesso”.

“Quando un cittadino si reca al patronato per inoltrare richiesta di pensione – spiega più nei dettagli Tiziana Coco, Direttrice provinciale Enas Patronato Ugl - la prima domanda che ti fa: ma è giusta? In particolare, dalla riforma Fornero in poi pare siano aumentate le difficoltà anche sulla percezione o la possibilità di incorrere in errore. Su questo fronte il Patronato funge da filtro tra il cittadino e l’Inps. Risulta evidente come la categoria dei pensionati difficilmente riesce a comprendere il significato e l’uso del PIN rilasciato dall’Ente per l’autenticazione. Sul piano dei calcoli, invece, gli errori più frequenti riscontrati riguardano il conteggio dell’Irpef, valore che – spiega Coco - viene in un primo momento stimato a livello provvisorio, tanto che il pensionato si trova a conguaglio, l’anno successivo, spesso a debito".

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"Si rileva, inoltre, anche il mancato riconoscimento di tutti i contributi maturati dal cittadino, nel corso della sua vita lavorativa. In questo caso, può accadere –spiega la Direttrice - che l’Inps non riconosca al pensionato i contributi riferiti, ad esempio, al periodo in cui ha ottenuto scatti di qualifica o di anzianità. Così in fase di liquidazione è possibile intercettare arretrati che vanno ricalcolati per la successiva re-liquidazione. Più nello specifico si parla di mancato riconoscimento degli scatti di anzianità non computati in sede di liquidazione. Vanno considerati, poi, gli abbattimenti che l’Inps effettua sulla categoria di commercianti ed artigiani relativi al reddito d’impresa, non riconoscendo mensilità che andrebbero in ogni caso incluse.  Casi rari, per fortuna, sono riferibili per esempio ad ex dipendenti statali con 37 anni di contributi, ai quali viene però riconosciuta una pensione di 500 euro. Ma nella maggior parte – conclude - gli errori sono nascosti, tanto che servirà comunque fare una ricostruzione contributiva per provare se il calcolo è giusto o errato”.

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