Schiavone confermato alla guida del Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive

Schiavone guiderà un Consiglio di Amministrazione formato da 12 imprenditori agricoli risultati eletti nel corso della Assemblea dei Soci

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il dott. Francesco Schiavone, dirigente della Coldiretti, è stato riconfermato per i prossimi 3 anni presidente del Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive della provincia di Foggia, fra i più importanti Consorzi d’Italia nell’ambito della difesa delle produzioni agricole dalle avversità metereologiche e dalle calamità naturali.

Schiavone guiderà un Consiglio di Amministrazione formato da 12 imprenditori agricoli risultati eletti nel corso della Assemblea dei Soci svoltasi lo scorso 29 gennaio e che aveva visto contrapporsi le liste frutto di una intesa fra Coldiretti, CIA e Copagri e  la lista della Confagricoltura che non è riuscita ad eleggere nessun Consigliere. Il nuovo Organo sociale è pertanto è costituito da 7 Consiglieri di espressione Coldiretti, 3 Consiglieri di espressione CIA e 2 di espressione Copagri. Schiavone sarà coadiuvato dai 2 vice presidenti Prencipe Leonardo (CIA) e Longo Pasquale (Copagri).

“Iniziamo questo nuovo triennio con la esatta percezione delle sfide che ci attendono e con la consapevolezza di dover offrire sempre nuovi e più qualificati servizi alle imprese agricole associate” ha detto Schiavone “ la gestione dei rischi in agricoltura è un aspetto sempre più rilevante all’interno di una impresa agricola, nonché fattore di competitività per l’impresa stessa. E’ quindi necessario sia incrementare il mercato assicurativo, diversificando le coperture,  e sia continuare un percorso di ricerca ed innovazione. D’altra parte – conclude Schiavone – nella prossima programmazione comunitaria ampio spazio sarà dato alle agevolazioni sulle assicurazioni e sui fondi mutualistici che sempre più rappresenteranno gli unici strumenti di difesa del reddito delle imprese agricole dai cambiamenti climatici e da fenomeni calamitosi sempre così poco prevedibili”.

             

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