Dopo lo shock delle infiltrazioni mafiose, associazioni provano a far ripartire Monte

Un cartello di associazioni del territorio si mette in rete. Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, la città prova a ripartire da un elenco di misure e azioni da attuare

Immagine tratta dal profilo Fb del Comune di Monte Sant'Angelo

Insieme per costruire la partecipazione. Accade a Monte Sant’Angelo, dove un cartello di associazioni del territorio si mette in rete e da vita ad un Forum, attraverso il quale si esprime la più ferma condanna nei confronti di qualsiasi condizionamento criminale delle istituzioni e si dichiara forte la preoccupazione per la situazione ambientale che ha portato, lo scorso 17 luglio, al Decreto di scioglimento del Consiglio comunale cittadino.

Il Forum, composto al momento da 17 realtà (Gruppo Donne "Tilak", Legambiente Circolo Festambientesud, "Insieme per...", Monte Sant'Angelo Francigena, Amici della Biblioteca, Genoveffa de Troia, Pro Loco, Familiari Disabili "Sergio Piro", ARCI Nuova Gestione, Sitizzo Equestre, Laboratorio Urbano per la Legalità "Rita Atria", "Museca", Unione Garganica Radio 27, Salotto "Le Nuvole", Laboratorio MusiKè, Doveandiamosulgargano e Gruppo Amici della Montagna) registra anche un crescente stato di degrado sociale, economico e culturale della comunità cittadina, evidenziano come esso abbia le sue cause in remote problematiche strutturali.

Tra queste, un forte calo demografico, dovuto specialmente all'emigrazione di tipo giovanile ed intellettuale con conseguente depauperamento del potenziale culturale, la mancanza o inadeguatezza di spazi pubblici d'incontro, con evidente disaggregazione sociale ed abbassamento della qualità della vita comunitaria, la difficoltà di ottimizzare le principali risorse produttive del nostro territorio (nonostante Monte Sant'Angelo disponga di ricchezze storiche e ambientali e sia al centro di una rinnovata attenzione regionale, nazionale e internazionale,  per la presenza di un Santuario riconosciuto dall'UNESCO tra i siti di importanza universale per l'intera umanità), nonché un deficit qualitativo e formativo della macchina amministrativa comunale, che si presenta non idonea ad affrontare le sfide dei nostri tempi.

“Chiunque sarà chiamato alla responsabilità di governo della città dovrà portare ad approvazione nei tempi più rapidi, con la più larga condivisione, il Piano Urbanistico Generale, nonché affrontare ed aggredire tali deficit strutturali – si chiede nel documento ufficiale della rete - mettendo in campo strategie concrete di intervento in campo economico, sociale e culturale, volte alla creazione di occupazione giovanile ed intellettuale, all'attuazione piena degli obiettivi di Città Unesco, di Città Santuario e della Cultura, alla valorizzazione delle risorse dell'intero territorio di Monte Sant'Angelo”.

La fase del Commissariamento, finalizzato al ripristino delle condizioni di legalità conseguenti all’accertamento di condizionamenti malavitosi, può costituire un’opportunità per mettere in campo una serie d’iniziative che possano migliorare la qualità sociale e culturale della vita cittadina e accelerare un processo di cambiamento verso una comunità più sana, più equilibrata e maggiormente in grado di sfruttare le opportunità di rilancio. “Questo potrà avvenire solo in presenza di un rinnovato protagonismo da parte dell'intera comunità, che dovrà proporsi, proporre, dialogare e vigilare sul lavoro dei commissari, al fine di avvicinare i centri decisionali ai bisogni reali del territorio e della città”.

E’ per questo che le associazioni cittadine hanno sentito il bisogno e la necessità di condividere un percorso che possa sfociare in un dialogo strutturale con la città, a partire dall'indicare all'Istituzione cittadina una serie di interventi concreti ed attuabili nel prossimo futuro. Si tratta di 13 differenti punti: dalla promozione di una strategia mirante all'occupazione giovanile nei settori strategici dell'economia cittadina (legati soprattutto ai beni culturali, alla città UNESCO e al turismo, con progetti, immediatamente cantierabili, che favoriscano il "rientro dei cervelli") alla necessità di trasferire il comando di Polizia Municipale presso i locali dell’ex caserma Forestale, al fine di creare un presidio di legalità in uno dei luoghi più frequentati dai cittadini e dai Turisti.

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Ancora garantire una maggiore presenza istituzionale nel territorio extraurbano, volta a contrastare l’appropriazione della proprietà comunale (bosco, tratturi) e creare una rete integrata delle biblioteche cittadine e del sistema museale; ripianificare l’utilizzo del patrimonio immobiliare comunale e dare piena applicazione al regolamento edilizio e al piano dei colori, al fine di non compromettere ulteriormente i valori del centro storico, in attuazione degli impegni assunti dal Piano Unesco per la buffer zone. Si tratta solo di alcuni della lunga serie di interventi e soluzioni proposte dal Forum che costruisce la partecipazione e si apre alla più larga partecipazione possibile.

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