Economia

Fondone Covid, spenderlo è un'impresa: dalla Provincia 15 milioni alle scuole superiori

La programmazione si è rivelata alquanto complicata considerati tutti i paletti previsti per l'impiego delle risorse statali trasferite all'ente di Palazzo Dogana

Si è rivelato alquanto complicato il lavoro di programmazione del Fondone Covid assegnato alla Provincia di Foggia. L'ultimo parere del ministero dell'Economia e delle Finanze è arrivato solo l'altra sera e ha sostanzialmente confermato la possibilità di trasferire le risorse direttamente ai dirigenti scolastici.

Così, prima che si chiudesse l'anno, il presidente Nicola Gatta ha deliberato le variazioni di bilancio per l'utilizzo dell'avanzo vincolato delle risorse statali per 15,5 milioni di euro da destinare agli 89 istituti scolastici superiori. Si tratta di circa 200-300mila euro a scuola, per fornitura di dispositivi di protezione individuale, piccola manutenzione e purificazione dell'aria.

"Noi avremo competenza rispetto agli indirizzi e al controllo, affinché queste risorse vengano effettivamente spese per fronteggiare l'emergenza Covid - spiega Nicola Gatta - Preliminarmente, avevano chiesto a tutte le istituzioni scolastiche di conoscere le loro esigenze".

Com'era già emerso a luglio da un incontro con il vice ministro dell'Economia Laura Castelli, solo la quota relativa al minor gettito tributario potrà essere destinata alla viabilità, primo pensiero della Provincia che avrebbe voluto investire una parte ingente dei fondi nella manutenzione stradale, giustificando la spesa con il miglioramento delle condizioni di sicurezza in relazione alla sanità.

La considerevole cifra attribuita - 19 milioni di euro - ha stupito anche a Palazzo Dogana. Considerati tutti i paletti, non è stato semplice individuare gli interventi. Peraltro, non hanno aiutato i pareri negativi dei revisori dei conti. Si era pensato anche a stanziare 1,4 milioni per il trasporto scolastico, ma pure su quello è arrivato il niet (il collegio dei revisori si è spaccato: il presidente ha dato parere favorevole e gli altri componenti parere contrario) e nel frattempo sono arrivati i fondi regionali oltre alle rassicurazioni di un nuovo stanziamento.

La programmazione, a dirla tutta, è stata un calvario. "È stato davvero difficile", ammette il presidente Gatta. Copiosa, ma a quanto pare proficua, l'interlocuzione con il Mef e con la vice ministra. Il suo apporto, a giudicare dalle parole del presidente, è stato fondamentale. In un primo momento, erano stati bocciati persino i sistemi di areazione, poi pedaliere, infissi, e certo non si potevano spendere 19 milioni in mascherine.

"Abbiamo redatto un elenco preciso e puntuale", fa sapere il presidente. Lo definisce "un programma certosino". Acquisto di gel, dpi e piccoli interventi, non spese di investimento categoricamente vietate dal Mef. Peraltro, i finanziamenti non sono cumulabili con altri fondi spesi per gli stessi interventi. Ora toccherà ai dirigenti scolastici riuscire a spendere le risorse con una precisa finalità: fronteggiare l'emergenza Covid. Nei prossimi giorni sarà convocato un apposito tavolo tecnico.

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