Sara Bruno, da Foggia a Urbino e quella "dolce" evoluzione: laureata in marketing oggi è il miglior pasticciere donna

La 29enne foggiana ha vinto il premio come miglior pasticciere donna al World Pastry Stars. Un grande risultato al termine di un percorso ricco di sacrifici

A sinistra Sara Bruno

Lasciare la propria città per realizzarsi è fonte di dispiacere per se stessi e per i propri cari. Ma il dolore della partenza si colora di gioia quando i sacrifici portano frutti, quando la passione genera successi.

Come nel caso di Sara Bruno, 29enne foggiana, uno dei tanti talenti della Capitanata – da alcuni anni trapiantata a Bologna – che è riuscito a imporsi altrove. Nella giornata di ieri Sara si è aggiudicata il prestigioso primo premio come Miglior pasticciere donna al World Pastry Stars 2019, il primo congresso internazionale di Pasticceria, tenutosi a Milano.

Il contest prevedeva un confronto sulla biscotteria da tè. Cinque i dolci realizzati dalla pasticciera foggiana: “Paris” (frolla montata con intense note di bergamotto e tè nero), “Sable Breton” (biscotti di frolla bretone con burro salato e zest di agrumi), “American Dream” (Cestino di cookie agli arachidi ripieno di mou, con arachide sabbiato dorato), “Brankiss” (bacio di dama alle nocciole e fave di cacao con ripieno di cioccolato Ruby) e “Fancy Diamond” (diamante al cacao e caffè con note di fava di Tonka e zucchero muscovado). La Bruno ha sbaragliato la concorrenza piazzandosi al primo posto davanti a Silvia Federica Boldetti (già “Pastry Queen” 2016, ndr) e Caterina Falomo.

World pastry stars-2

Il risultato ripaga mesi di sacrifici, anni di studio, ma anche scelte coraggiose. Il suo percorso di vita e di studi, infatti, è stato piuttosto diversificato: “Ho frequentato il liceo scientifico perché sono sempre stata affascinata dalle discipline scientifiche. Poi però decisi di iscrivermi alla facoltà di Economia Aziendale a Urbino, nel ramo marketing che mi interessava parecchio specie nell’ambito dell’agroalimentare”.

Dalla scienza al marketing, fino ad arrivare alla pasticceria, una passione che coltivava sin da piccola, e da quell’attenzione al dettaglio, la ricerca della perfezione, ma che fino a quel momento aveva un po’ soffocato “perché la mia famiglia si aspettava altro da me”.

Una volta laureata, però, Sara ha preso coraggio: “Grazie a mio fratello e al mio fidanzato (che a luglio sposerà, ndr), ho deciso di cambiare totalmente strada e mi sono iscritta all’Alma, l’accademia di Gualtiero Marchesi a Colorno, dove ho frequentato sia il corso base che quello superiore”. Nel 2016 Sara è diventata una professionista della pasticceria, iniziando a lavorare in un locale a Bologna, proprio sotto le due torri, il Pappare’.

In tre anni la giovane foggiana di strada ne ha fatta: “Sono diventata responsabile prima di pasticceria poi anche di cucina. E sono riuscita ad aprire un’altra sede a Ferrara, in concomitanza con le selezioni del concorso. Sono stati mesi intensi di lavoro, ma tutti i sacrifici sono stati ripagati con il successo di ieri. Ma il premio è solo un punto di partenza. Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto; tuttavia, grazie a questa vittoria sono riuscita a dimostrare soprattutto a me stessa che tutto è possibile se si crede in ciò che si fa, e se si coltivano le proprie passioni”.

Una passione alla quale Sara ha deciso di dare sfogo dopo anni di studi dedicati ad altre discipline. Eppure il percorso che l’ha portata a diventare pasticciera a qualcosa è servito: “La chimica studiata a scuola è alla base della pasticceria, l’economia e il marketing sono vitali per la gestione di attività commerciali. Tutto torna”. Complimenti.

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