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50 milioni per Foggia: una stazione all'avanguardia con 11 binari e treni veloci per Napoli entro il 2022

Conferenza stampa questa mattina presso il Comune di Foggia sul trasporto ferroviario, quasi 50 milioni di investimento i cui primi effetti si vedranno già nel giro di qualche anno

 

Altro che depotenziamento della stazione centrale di Foggia. Parallelamente agli investimenti sull'AC/AV, Rfi sta lavorando ad un progetto da 30 milioni di euro che dovrebbe consentire, entro il 2022, la funzionalità di ben undici binari ed una tecnologia all'avanguardia che la faranno rientrare a pieno titolo tra gli snodi centrali sia della linea tirrenica che adriatica.

E' questo uno degli interventi messi nero su bianco da Rfi, assieme al Comune di Foggia, illustrati questa mattina in conferenza stampa a Palazzo di Città da Roberto Pagone, responsabile della Direzione Investimenti per il Sud. All'incontro ha partecipato anche l’ingegner Ciro Napoli, dirigente di RFI e responsabile del progetto della seconda stazione. Che è ormai un dato acquisito per la città di Foggia, così come hanno rimarcato, rivendicandone la paternità politica dell'attuazione, il sindaco Landella e l'assessore all'Urbanistica Ciccio D'Emilio.

La conferenza, voluta dal Comune "contro gli avvelenatori di pozzi" ha dichiarato Landella, è servita a fare il punto anche sugli investimenti in corso sulla Av/Ac Napoli Bari che, entro il 2022, consentiranno a Foggia di avere un primo risultato: il collegamento con il capoluogo campano in meno di un'ora, sulla velocizzazione ed potenziamento della linea adriatica e sull'elettrificazione della Foggia-Potenza. "Foggia diventa così snodo ferroviario centrale, l'obiettivo è aumentare il trasporto su ferro di merci e passeggeri, ergo il progetto si presta ad un aumento del traffico anche in termini di treni" hanno garantito Napoli e Pagone, ribadendo la necessarietà della seconda stazione ("che non sarà una stazione di campagna, tutt'altro!") e la presenza di un progetto allargato e copiosi investimenti sul capoluogo dauno.

“Oggi presentiamo nel dettaglio ed in modo approfondito un progetto che è una prospettiva di sviluppo e di crescita per il territorio e per la città di Foggia. Non soltanto sotto il profilo trasportistico, ma anche dal punto di vista dello sviluppo economico innescato da una nuova e migliore logistica”. Così Franco Landella.

Nel corso della conferenza stampa sono state ripercorse le tappe di un lungo negoziato “in cui l’Amministrazione comunale, con autorevolezza e capacità di visione strategica, ha formulato proposte concrete all’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – ha ricordato il primo cittadino –. Un iter complesso e faticoso, che ha portato all’individuazione delle strategie migliori per difendere da un lato la centralità della stazione di piazzale Vittorio Veneto e dall’altro per fare in modo che il ‘baffo’ destinato a merci e passeggeri non penalizzasse un bacino di utenza provinciale ed extraregionale da circa 1 milione di passeggeri”.

“Diversamente da ciò che, forse troppo frettolosamente, è stato detto e scritto, si tratta di un progetto che non impoverisce Foggia, ma che, viceversa, ne rafforza il ruolo nervralgico e centrale, tanto sulla tratta adriatica quanto su quella tirrenica e che non depaupera in alcun modo la stazione centrale – ha aggiunto il sindaco –. È questo l’elemento che deve maggiormente rassicurare la nostra comunità e che deve farci essere ottimisti, perché abbiamo lavorato tanto e bene, con il Comune che ha recitato un ruolo fondamentale e di assoluto protagonismo”. 

“Nei prossimi 4 anni Foggia assumerà una funzione decisiva nella nostra rete infrastrutturale – ha spiegato il responsabile della Direzione Investimenti per il Sud di RFI (Gruppo FS), Roberto Pagone –. Con riferimento al Corridoio 5 della rete TEN-T a Foggia è assegnata una funzione di collegamento decisiva che ne farà uno snodo di straordinaria importanza per l’intero Mezzogiorno. Entro 4 anni Foggia sarà collegata a Napoli in poco più di un’ora e vedrà una velocizzazione delle corse sulla tratta adriatica, oltre che avere la possibilità di essere crocevia anche per i collegamenti verso e da Potenza. Le infrastrutture che stiamo realizzando servono a connettere il territorio, creando le condizioni per un aumento del volume del traffico di passeggeri e merci su ferro”.

La seconda fermata di Foggia sarà finanziata con i fondi rivenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per un importo di 20 milioni di euro. La realizzazione dell’opera è prevista tra il 2021 ed il 2023. La seconda fermata sarà collocata a circa 5 chilometri di distanza dalla stazione centrale di piazzale Vittorio Veneto – ubicazione confermata dal voto con il quale il Consiglio comunale ha approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – a sarà dotata di banchine di 400 metri, un due sottopassi pedonali con rampe per disabili, percorsi tattili per non vedenti ed arredi di stazione, parcheggio più area per sosta per autobus e taxi. “Si tratta dunque di un intervento importante, al quale si affiancheranno le azioni di adeguamento della stazione di Cervaro per il suo divenire fermata intermedia delle tratte regionali – ha sottolineato l’ingegner Ciro Napoli, dirigente di RFI e responsabile del progetto –. È di tutta evidenza, quindi, che siamo in presenza di una progettualità destinata a confermare e rafforzare ciò che la città di Foggia rappresenta nel campo dei collegamenti su ferro. Sulla stazione centrale è in corso un intervento di  potenziamento infrastrutturale e tecnologico con un investimento di circa 30 milioni finalizzato a rinnovare gli impianti esistenti”. Ad oggi sono in corso le valutazioni tecniche ed il confronto circa gli interventi per mettere rapidamente in collegamento la stazione centrale e la nuova fermata.

 “Come si può facilmente comprendere, l’allarmismo circolato negli ultimi mesi è del tutto infondato – ha specificato l’assessore comunale con delega all’Urbanistica, Francesco D’Emilio –. Il ‘baffo’, infatti, è una decisione già assunta e che noi avevamo il dovere di sfruttare nel migliore di medi, trasformandola in una opportunità per Foggia. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Tre anni fa questo progetto era presentato con una beffa per la città. Invece oggi abbiamo chiarito che Foggia avrà un ruolo più strategico sulle tratte tirrenica ed adriatica, con un aumento dei collegamenti ed una riduzione dei tempi di percorrenza. Il tutto senza inficiare la funzione e la centralità della stazione centrale di piazzale Vittorio Veneto. È una conquista di portata storica, destinata a rivoluzionare il sistema della mobilità territoriale. Basti pensare che la seconda stazione è ubicata ad appena un chilometro di distanza dall’aeroporto ‘Gino Lisa’ – ha rilevato D’Emilio –. Il nostro dichiarato obiettivo, infatti, è quello di mettere in connessione trasporto aereo e trasporto di ferro, in una logica di complementarietà virtuosa”.

“Negli ultimi giorni ho letto le perplessità delle organizzazioni sindacali – ha concluso il sindaco di Foggia –. Penso che l’incontro di oggi abbia sgombrato il campo dagli equivoci circa la bontà di questa iniziativa. Ad ogni modo mi impegno formalmente ad illustrare nel merito ai sindacati i benefici cui daremo vita con il progetto della seconda fermata”.

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