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Quell'intesa ritrovata per la ripresa post Covid. Per le saracinesche che chiudono pronta "respirazione bocca a bocca"

Confronto oggi a Foggia tra la Camera di Commercio e la Regione Puglia con l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Delli Noci e il vice presidente Raffaele Piemontese

Il Bando Ristori riannoda i fili tra la Camera di Commercio e la Regione Puglia. L'ente di via Protano supera il test, perché di questo sembra trattarsi dopo poche ore.

L'assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci, ospite di un confronto di un'ora e mezza nella Sala del Consiglio, alla sua prima uscita a Foggia, assieme al collega Raffaele Piemontese, vice presidente della Regione Puglia, lo promuove: "Avete dimostrato efficienza e capacità ed è una base importante per quello che vogliamo fare nella nuova programmazione: provare a coinvolgere di nuovo le Camere di Commercio". Un'iniezione di fiducia per la casa delle imprese, che considera il principale interlocutore. "Dobbiamo riportare la centralità e il peso politico nelle Camere di Commercio", e sembra che altro non volessero sentirsi dire nella cittadella dell'economia.

La Camera di Commercio di Foggia ha ricevuto in un giorno circa 300 domande. "È stato un grande successo", riferisce agli assessori regionali con un pizzico di orgoglio il presidente Damiano Gelsomino, perché la Regione Puglia ha affidato proprio alle Camere di Commercio di Foggia e di Bari la gestione del bando destinato alle imprese costrette a chiudere nella settimana tra l'8 e il 14 dicembre 2020, quando 20 comuni, prevalentemente in Capitanata, sono tornati nel giro di poche ore in zona arancione mentre il resto della regione era in zona gialla. "Parliamo di una goccia nel mare", se ne rende conto il vice presidente della Regione e assessore al Bilancio. "Ci siamo fatti carico di quello che dipendeva da noi. Avevamo assunto una decisione, e quando prendi una scelta politica ti devi assumere anche la responsabilità di mettere i soldi per ristorare le categorie che da quella scelta subiscono un danno".

La procedura è semplice. Tanto che Gelsomino riferisce alcuni feedback dei commercialisti che hanno provveduto alla compilazione: "In tre minuti si arriva alla definizione della domanda". Obiettivo centrato in materia di semplificazione, perché il più grande problema delle imprese resta la burocrazia, tema dei temi ampiamente dibattuto nel corso della riunione.

La Camera di Commercio, fa sapere il numero uno dell'ente, nel 2020 ha ristorato imprese per circa un milione. 

"L'imprenditore è colui che non si stagna e non si lagna, ma deve pensare al domani", ha detto Damiano Gelsomino, facendo gli onori di casa, in apertura del confronto sui temi economici, incentrato soprattutto sul post pandemia. Le norme anti Covid hanno imposto un incontro più ristretto. Hanno partecipato i componenti di giunta (Lucia La Torre, Marino Pilati, Gianni Rotice, Filippo Schiavone, Raffaele Mazzeo, Alessia Di Franza), che rappresentano un po' tutti i segmenti economici di un territorio costituito da 74mila aziende (il 38% del comparto agricolo), Lorella Palladino, segretaria generale della Cciaa, il presidente dell'Asi Agostino De Paolis e Daniela Eronia, presidente del Comitato imprenditoria femminile. È stata più che altro un'audizione.

A rompere il ghiaccio è stato l'ex presidente di Confindustria Gianni Rotice. In qualità di consigliere di amministrazione dell'Università di Foggia, ha prospettando un'esigenza dell'Ateneo: "Ha necessità di nuovi spazi". A seguire, Marino Pilati, direttore di Coldiretti, ha sintetizzato i principali problemi del mondo di agricolo di Capitanata. "Va assolutamente trovata una soluzione per la manodopera e il matching tra domanda e offerta di lavoro". Immancabili, nella lista, le infrastrutture: "Risulta sempre più difficile raggiungere le nostre campagne". Parla di strade ma anche di internet e banda larga. Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura, si collegherà al suo intervento - circostanza non proprio scontata - in tema di viabilità, ma anche infrastrutture digitali: "Dobbiamo digitalizzare il territorio perche significa rendere più competitive le nostre aziende", garantendo anche più sicurezza alle campagne. Mentre Coldiretti ha dimostrato di apprezzare e sostenere l'impegno di Piemontese per l'acqua dal Molise, lui dedica un passaggio, piuttosto, a Piano dei Limiti: "Quella diga è strategica per il rilancio della nostra provincia". È comune la battaglia della Cun a Foggia: "Uno dei criteri di attribuzione è la quantità di produzione e di scambi del grano duro. Se la si vuole scorporare, a Bologna vadano i cereali minori".

Su Piano dei Limiti, l'assessore Piemontese (che detiene anche la delega alle Risorse Idriche) questa volta sarà più esplicito con le associazioni agricole: "Sono d'accordo sull'importanza dell'opera. Dobbiamo arrivare anche a quello", ma pensa sia meglio concentrarsi per il momento su un'infrastruttura che può portare 50 milioni di metri cubi d'acqua, "facilmente realizzabile", nonostante qualche resistenza. Sta seguendo la vicenda in prima persona. "Io batterei più su questo".

Agostino De Paolis, nell'occasione, come aveva già avuto modo di fare in un confronto con Delli Noci sulla ipotesi di accorpamento delle aree industriali ha ribadito la sua contrarietà: "Creerebbe ulteriori problemi a questa provincia".

Si è concentrata sulle infrastrutture digitali Alessia Di Franza, presidente di Confartigianato: "Nel territorio di Foggia e provincia ci sono aree interne che non vengono assolutamente raggiunte dalla banda larga o da connessioni veloci. Lo sviluppo dell'infrastruttura digitale è necessario perché elemento competitivo, anche per le imprese che devono essere attratte dal territorio". No internet, no business, ha aggiunto con una battuta Gelsomino.

Daniela Eronia batte cassa per le imprenditrici con una richiesta in soldoni. Si è fatta trovare pronta con un documento targato Unioncamere regionale, quindi a nome di tutti i Comitati per l'imprenditoria femminile della regione Puglia. "Chiediamo di costituire un fondo specifico dedicato all'imprenditoria femminile, soprattutto per il consolidamento, e dare una mano alle aziende che stanno soffrendo". Si riferisce a "quelle che devono resistere" visto che finora non sono mancati certo investimenti sulle startup e le nuove imprese. Nel documento è indicato un importo di 40 milioni di euro. "Poi, entrando nel merito di quella che è la logica e la filosofia che sottende al Next Generation Eu, chiediamo di costituire presso l'assessorato allo Sviluppo Economico un comitato che vada a verificare, non solo a monitorare, l'impatto di genere di tutti gli investimenti che mette in campo la Regione Puglia". La proposta dell'osservatorio è piaciuta all'assessore Delli Noci.

A Raffaele Mazzeo bastano poche parole per sintetizzare un tema che gli sta particolarmente a cuore e su cui prova a sensibilizzare anche la Regione: la statale 16 per San Severo. "Non se ne può più di contare i morti". L'opera, lo ricordiamo, dovrebbe essere commissariata: è stata inserita nella bozza lista degli interventi infrastrutturali considerati strategici dal governo.

L'assessore Delli Noci è arrivato a Foggia con le idee piuttosto chiare e si è dimostrato sin da subito pragmatico. Ha chiesto un report: "Mi aspetto da parte della Camera di Commercio di Foggia un'analisi dettagliata dell'attuale situazione economica e un pensiero sui punti di forza e debolezza dell'attuale programmazione". Sollecita suggerimenti e proposte sulla nuova programmazione, entrando anche negli aspetti più tecnici, come quello dei Codici Ateco da inserire.

Poi passa ad una serie di annunci. "Abbiamo definito un budget di 10 milioni che destineremo all'internazionalizzazione delle imprese dando un contributo che copre l'80% delle spese fino a un massimo di 50mila euro per una serie di azioni". Tra queste, la possibilità, per la prima volta, di avere delle reti commerciali all'estero.

"I nuovi Duc, distretti urbani del commercio, non saranno come i precedenti", fa sapere riferendosi all'impostazione dei Distretti Urani del Commercio. "Servono servizi alla logistica. Questo è un momento in cui dobbiamo generare servizi al commercio facendo la respirazione bocca a bocca alle saracinesche che chiudono". Tira un sospiro di sollievo Lucia La Torre: "I centri della città stanno morendo", gli conferma. L'assessore medita di aiutare gli esercizi commerciali ad aprire vetrine online: "L'e-commerce è un'opportunità non è un nemico, fa un altro campionato".

Sta lavorando a una sperimentazioni sul fondo Nidi, differenziandolo (Nidi under 35, Nidi donna, ecc.). Affronta lungamente anche il tema del porto di Manfredonia: "Credo che per la provincia di Foggia avere una zona franca doganale lì sia determinante", sfruttando magari la formula del magazzino doganale.

Pensa all'artigianato soprattutto come attrattore per i piccoli comuni: "Nella nuova programmazione - anticipa - mi piacerebbe lavorare alle zone franche dell'artigianato, però con marchi identitari".

Si apre così una fase di ascolto e partecipazione per la futura programmazione e, a giudicare dalle premesse, c'è spazio per un nuovo protagonismo della Camera di Commercio. 

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