Qualità della vita, che bastonata per Foggia: è terzultima (105) in Italia e ultima tra le pugliesi

Ben 90 gli indicatori presi in considerazione per analizzare la qualità della vita e il benessere nelle province italiane. Per la Capitanata, pesano i parametri ‘Giustizia e sicurezza’ (103°) e ‘Ricchezza e Consumi’ (98°)

Guadagna una posizione rispetto allo scorso anno, ma dalla classifica ‘Qualità della Vita’ de IlSole24Ore, la Capitanata esce sempre con le ossa rotte. Nell’edizione 2019, infatti, Foggia è terzultima, piazzandosi al 105° posto della graduatoria (lo scorso anno era 106^), seguita solo da Crotone e Caltanissetta.

In cima all’elenco, Milano. Il capoluogo lombardo si conferma in testa alla classifica della per il secondo anno consecutivo, mentre in coda vi è Caltanissetta (maglia nera per la quarta volta). Ben 90 gli indicatori presi in considerazione per analizzare la qualità della vita e il benessere nelle province italiane. Per quanto concerne la realtà di Capitanata, pesano i risultati dei parametri ‘Giustizia e sicurezza’ (103°) e ‘Ricchezza e Consumi’ (98°); 97^ posizione per il parametro ‘Affari e Lavoro’, 99^ per ‘Cultura e Tempo libero’.

Con il suo terzultimo posto, Foggia precipita in fondo alla classifica ideale delle province pugliesi che vedono primeggiare Bari (al 67°) e la provincia Bat al 76°, seguite da Lecce, Brindisi e Taranto (rispettivamente 82, 87 e 92). Come si legge nella presentazione del report su IlSole24Ore, subito dietro il capoluogo lombardo, nella classifica generale 2019, si confermano le piccole località dell’arco alpino che fin dalle prime edizioni hanno popolato i vertici della classifica: Bolzano, Trento e Aosta. Province da primato ciascuna in uno o più categorie: Bolzano nella ‘Demografia e società’; Trento in ‘Ambiente e servizi’; Aosta in ‘Ricchezza e consumi’. Realtà piccole che funzionano bene e, oltretutto, beneficiano di una gestione autonoma a livello provinciale.

Nella top ten delle città più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5ª) e Treviso (8ª), quest’anno entrano Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e - a chiudere la top ten - Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti. La classifica 2019 fotografa le performance positive di tutte le grandi città della Penisola (ad eccezione di Bologna, che registra un leggero calo): Roma , diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.

Crescono anche Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), e Genova, sale di 11 gradini (45°), Firenze (+7, al 15° posto) e Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Il trend coinvolge anche le grandi città del Sud: Napoli , pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni, mentre Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67° posto.

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Il gap tra Nord e Sud, una costante nelle fotografie scattate dalla Qualità della vita, non va dissolvendosi: la coda della classifica, infatti, è tutta concentrata nel Mezzogiorno con Enna al 104° posto, Foggia al 105° e Crotone al 106° prima della già citata Caltanissetta. Il divario emerge soprattutto se si analizzano le performance su base regionale: Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia sono sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna - che cresce, soprattutto nella classifica di tappa ‘Affari e lavoro’ - e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima.

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