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Azienda assume 10 invisibili: tirati fuori da ghetti e casolari, ora confezionano broccoli e ortaggi a marchio Nocap

L'associazione ha tirato fuori dai casolari abbandonati e dai ghetti donne e uomini che adesso hanno una seconda chance: lavorano nell'azienda agricola Principe di Puglia di Stornara, assunti dal primo dicembre

Fino all'altro ieri, viveva in un casolare abbandonato dietro la ferrovia, senza servizi igienici e senza cucina. Mangiava quello che trovava e cucinava accendendo fuochi. Ha sempre lavorato, poi di punto in bianco ha perso tutto e stava per affrontare il suo primo inverno tra gli invisibili. Maria, nome di fantasia, è italiana, foggiana. Non aveva vestiti, non aveva un telefono e, soprattutto, non aveva prospettive. Ora ha un alloggio, al Villaggio Don Bosco della Comunità Emmaus, servizi di trasporto e assistenza e un contratto di lavoro.

È una storia a lieto fine targata NoCap, che di questi tempi scalda il cuore. Incarna la parabola del riscatto. "È una grande lavoratrice", la descrive così Francesco Strippoli, responsabile dell'associazione No Cap in provincia di Foggia. È felice, adesso, Maria. Le hanno fatto recapitare un telefono e dei vestiti tramite altre reti di solidarietà in città, come la bella esperienza nata dal Muro della Gentilezza di Patrizia Lusi.

Dal primo dicembre è una dipendente dell'Op Principe di Puglia Società Consortile Agricola srl di Stornara, assunta assieme ad altre otto donne, italiane e straniere, e un uomo, un foggiano che ne ha passate tante e ha provato sulla sua pelle anche il caporalato, oggi autista e lavoratore nell'azienda agricola. Prima senza fissa dimora, ora è stato ospitato nella casa di accoglienza di Gesù e Maria.

È il progetto di filiera etica No Cap a offrire una seconda chance e a restituire dignità a donne e uomini in passato vittime di violenza e sfruttamento lavorativo o senza fissa dimora, attualmente assistiti dai centri antiviolenza e di volontariato di Foggia, come il Centro Diurno Il Dono, i Fratelli della Stazione e Medtraining.

Il 30 novembre si sono sottoposti alle visite mediche, tra sorrisi, tanto entusiasmo e foto ricordo, per iniziare, all'indomani, una nuova vita, assunti con contratti regolari. Raggiungono il posto di lavoro accompagnati con un mezzo di trasporto gratuito e sicuro messo a disposizione da NoCap. Confezionano broccoli e altri ortaggi etici a marchio NoCap che finiranno sugli scaffali dei supermercati del gruppo Megamark (Dok, Familia, Sole365) e del gruppo Aspiag-Despar. La speranza è di incrementare il numero dei lavoratori.

In un anno, NoCap, l'associazione di Yvan Sagnet, ha fatto stipulare contratti regolari a più di 400 lavoratori in tutta Italia, 150 circa nella provincia di Foggia. Non è mera carità, ma integrazione vera e inserimento lavorativo, ed è questa la grande novità di NoCap che tira fuori tante vite dai ghetti e dai margini della società. "Comprare NoCap vuol dire sostenere e supportare queste storie di riscatto e queste iniziative di filiere sane e giuste". L'appello di Francesco Strippoli sintetizza lo spirito del consumo critico e solidale, perché ciascuno può contribuire concretamente al circuito virtuoso innescato da NoCap supportando "le aziende locali che decidono di rispettare le regole e i diritti dei lavoratori". E salvare, così, altre donne e uomini nelle grinfie dei caporali, nella spirale dello sfruttamento, o anche solo da un destino cieco.

(Foto delle visite mediche di Maria Palmieri)

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