Cambio d’appalto al CUP, lavoratori firmano i contratti “non conformi alle prescrizioni previste”

La Fim Cisl - alla quale è stato impedito di partecipare al confronto tra la GPI e i sindacati - chiede garanzie per i trenta lavoratori del Centro Unico Prenotazioni degli Ospedali Riuniti e Ospedale D'Avanzo di Foggia

Immagine d'archivio

La Fim Cisl di Foggia chiede garanzie per i 30 lavoratori coinvolti nel cambio di appalto del servizio di sportello del Centro Unico Prenotazioni degli Ospedali Riuniti e Ospedale D’Avanzo di Foggia. Il sindacato è preoccupato per la scarsa trasparenza e il mancato coinvolgimento delle parti nella fase di transizione dalla vecchia alla nuova gestione di una fondamentale postazione lavorativa.

Afferma il segretario generale, Filomena Campodipietro: “Ancora una volta, lo scorso 2 agosto, è stato impedito alla Fim Cisl di partecipare al confronto tra l’azienda GPI ed i sindacati, svoltosi presso gli Ospedali Riuniti di Foggia. Un’esclusione assolutamente inammissibile, denuncia la Fim Cisl, pronta a segnalare tale comportamento antisindacale, messo in atto “al solo fine di impedire al nostro sindacato di porre alcune questioni nell’interesse dei nostri iscritti e di tutti i lavoratori, alle quali è un dovere rispondere sia da parte della GPI che dell’Azienda Ospedaliera”.

CONTRATTI, ANNULLATO PERIODO DI PROVA E TEMPO INDETERMINATO

Lo scorso 8 luglio i lavoratori del CUP, che da oltre otto anni sono in attesa di stabilizzazione, sono stati convocati direttamente dalla GPI, nuova azienda appaltatrice del servizio, in un albergo della città di Foggia, dove sono stati fatti sottoscrivere i nuovi contratti di lavoro, senza alcun confronto con il sindacato. Il primo luglio la Fim Cisl aveva chiesto, anche in questo caso senza ricevere risposta, un incontro urgente all’Azienda Ospedaliera Universitaria, al direttore del Riuniti, Antonio Pedota, e all’Agenzia di Lavoro Etjca di Foggia per discutere della situazione dei lavoratori al fine di garantire le tutele previste dal contratto metalmeccanico.


Campodipietro prosegue: “Chiediamo ancora una volta un confronto con l’azienda ospedaliera ed una risposta dalla Regione Puglia, alla quale avevamo chiesto l’apertura di un tavolo di discussione, alla presenza di tutte le parti. Chiediamo garanzie alla società GPI Spa che ha unilateralmente deciso di applicare ai lavoratori, che avevano un contratto della sanità pubblica con l’agenzia Etjca, il contratto collettivo nazionale Multiservizi, sicuramente meno vantaggioso di quello metalmeccanico, chiesto dalla Fim. Una decisione unilaterale e non condivisa con le parti sindacali che crea disparità di trattamento contrattuale con i lavoratori di altri CUP che operano per la GPI nello stesso territorio di Foggia”.

A tal proposito, la Fim si chiede come è possibile, come stabilito dai nuovi contratti fatti sottoscrivere ai lavoratori, prevedere “la facoltà in qualsiasi momento e per esigenze organizzative e professionali” il trasferimento degli stessi “ad altra sede di lavoro anche di azienda collegata e/o controllata” cioè il Cup dell’Asl di Foggia in cui si applica il CCNL metalmeccanico?


Inoltre, la Fim rileva che all’ospedale di Potenza (GSI), nel cambio di appalto, la stessa azienda ha applicato il CCNL metalmeccanici ai lavoratori con le medesime mansioni. “Perché – chiede la Fim - queste disparità di trattamento? Un interrogativo cui vorremmo avere risposta chiara, come pure vorremo sapere perché le nuove assunzioni sono a tempo determinato. Cosa succederà dopo sei mesi? Saranno tutti assunti e con quali criteri? E perché questi lavoratori, dopo otto anni di servizio, devono esser sottoposti al periodo di prova? Per la Fim Cisl, queste condizioni contrattuali non possono esser considerate conformi alle prescrizioni previste dalla gara d’appalto”.

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