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Immagine di repertorio

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Senza stipendio da 8 mesi, ma l'azienda assume nuove figure: il caso ad Apricena

La denuncia di Fillea Cgil. Situazione drammatica all'interno dell'azienda 'Terlizzi Antonio Srl' di Apricena, i cui dipendenti stanno vivendo un collasso economico e familiare, e che dal 21 luglio sono in sciopero

Lavoratori da otto mesi senza stipendio. E' una situazione drammatica quella vissuta all'interno dell'azienda 'Terlizzi Antonio Srl' di Apricena, i cui dipendenti stanno vivendo un collasso economico e familiare, e che dal 21 luglio sono in sciopero per il mancato pagamento delle mensilità.

Il caso è stato denunciato dalla Fillea Cgil di Foggia. L’azienda Terlizzi opera nel settore lapideo della trasformazione da alcuni anni: i dipendenti hanno sofferto  il ritardo dei pagamenti delle retribuzioni pur sostenendo ritmi di lavoro intensi con alto senso di responsabilità e attenzione ad una realtà produttiva del territorio. Tanto che non c’è crisi di produzione.

"L’azienda – che lamenta una crisi finanziaria legato al settore dell’edilizia - nel frattempo assume altra maestranza. Dopo  l’ennesima vana attesa dal 21 luglio è iniziato uno sciopero ad oltranza per il pagamento delle retribuzioni. Ma mentre le maestranze altamente professionalizzate, con anzianità aziendale fino a 40 anni sono in sciopero, è stato accertato - puntualizzano dal sindacato - che l’azienda assume altri quattro lavoratori, impegnandoli nelle lavorazioni delle maestranza in sciopero".

"Per questo abbiamo già condannato tale comportamento da noi ritenuto antisindacale, ma ci chiediamo e siamo preoccupati: quando verranno pagati anche questi lavoratori? Siamo pronti a trattare con una soluzione che rispetti la dignità del lavoro, per poter  rientrare al più  presto nella normale attività produttiva".

"Allo stesso tempo siamo preoccupati per  la mancanza relazioni con la  rappresentanza associativa della piccole e medie imprese del settore lapideo e per lo stato di degrado complessivo della condizione dei lavoratori nel settore della trasformazione, un settore di fatica e usurante nonché rischioso per la salute e la sicurezza, dove ogni giorni registriamo violazione di diritti e di norme contrattuali con l’effetto di concorrenza sleale basata tra aziende unicamente sul riduzione del costo del lavoro, come per esempio la negazione della 14^ mensilità, nonostante l’esistenza contratto provinciale del settore che da alcuni anni non viene rinnovato".

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