Gema è fallita: crack coinvolge 52 comuni, Foggia vanta crediti per 3,3 milioni di euro

36 i comuni della Capitanata che vantano crediti nei confronti dell'ex società di riscossione tributi, tra cui Cerignola, Foggia e Vieste. Inchiesta partì da una denuncia fatta dal comune di San Marco in Lamis

Sede della Gema

Gema spa è ufficialmente fallita. A decretarlo è stato il Tribunale di Foggia, che ieri ha depositato la sentenza. Un epilogo scontato per la storica società di riscossione tributi dopo il naufragio, la scorsa settimana, del tentativo di concordato preventivo; una rinuncia, quella del liquidatore, formalmente depositata dopo la conferma del Riesame del sequestro dei beni della famiglia Tavasci/Alberini per circa 17 milioni di euro e che ha di fatto azzerato ogni altra via praticabile alternativa al default.

Si chiude così un secolo di storia targato Gema, in città e sul territorio. E si chiude in maniera drammatica. Il crack, come noto, coinvolge 52 comuni, di cui 44 pugliesi, 36 concentrati nella sola Capitanata. Tra quelli che vantano maggiori crediti nei confronti della società per i quali si aprono foschissime prospettive di recupero ci sono Cerignola (circa 8 milioni di euro), Foggia (3,3 milioni di euro), Vieste (oltre 2 milioni di euro).

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A conclusione delle indagini sono state rinviate a giudizio sette persone tra cui il presidente del consiglio di amministrazione, Lanfranco Tavasci, e l'ex amministratore delegato, Giuseppe Corriero, già arrestati il 9 luglio scorso dalla Guardia di Finanza (poi scarcerati a gennaio) con l'accusa di peculato aggravato e di aver provocato un buco di oltre 20 milioni di euro nelle casse dei Comuni. Per loro potrebbe profilarsi ora anche l'accusa di bancarotta. 

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