Infrastrutture e Sviluppo, Tatarella: “Il guaio della zona Asi? La politica foggiana”

La teoria dell'avvocato: "Se gli imprenditori passano dalla concorrenza al conflitto, la responsabilità è di una programmazione opaca e confusionaria, frutto di una politica che, nel dare farlocche assicurazioni a tutti, genera incertezze"

Fabrizio Tatarella

La questione ‘potenziamento e lo sviluppo della zona Asi’, a Foggia, come una bomba ad orologeria. Pronta a scoppiare alla prima avvisaglia di pericolo. Ad innescare la miccia, erano stati nella giornata di ieri Pino Lonigro (promotore di una interrogazione urgente all’assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone) e Patrizia Lusi, capolista del PD in provincia di Foggia alle Regionali. L'obiettivo comune è quello di scongiurare lo stop dei lavori appaltati, col rischio concreto di perdere i finanziamenti per lo sviluppo della zona industriale.

Ad intervenire sull’argomento c’è anche Fabrizio Tatarella che, senza mezzi termine, riconduce tutte le problematiche della zona industriale di Foggia-Incoronata ad una cattiva politica. "Per giustificare ritardi, insuccessi e occasioni mancate la politica foggiana da decenni suole prendersela con la Regione matrigna e con il suo baricentrismo. Ma è proprio così?". Domanda provocatoria dell’avvocato Tatarella, a margine alle polemiche e ai ricorsi amministrativi, che rischiano di bloccare alcuni importanti investimenti nella zona Asi di Foggia che, dopo anni di letargo, sembra rivivere una nuova stagione di attivismo imprenditoriale. "Gli imprenditori devono essere lasciati liberi di perseguire i loro legittimi interessi", spiega.

"Alla politica e alle pubbliche amministrazioni spetta, invece, avere idee chiare e programmi certi sullo sviluppo del territorio. Se gli imprenditori passano dalla concorrenza al conflitto, la responsabilità è di una programmazione opaca e confusionaria, frutto di una politica e di amministrazioni pubbliche che, nel dare farlocche assicurazioni a tutti, generano prima incertezze e poi inevitabili conflitti. Quello che sta accadendo in zona Asi - aggiunge Tatarella - è responsabilità esclusiva della politica foggiana, che da decenni ha rinunciato al suo ruolo di programmatrice dello sviluppo e di regolatrice dei conflitti. Auguriamoci che una nuova classe dirigente del territorio, facendo tesoro degli errori del passato, sappia correttamente interpretare il suo ruolo di guida dello sviluppo, assicurando alle nuove generazioni lavoro e sviluppo."

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