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Domenica, 16 Gennaio 2022
Economia

Centro antiviolenza 'Carmela Morlino' a rischio: escluso l'unico partecipante alla gara

L'unico partecipante alla gara indetta a ottobre è stato escluso per un requisito che tagliava fuori anche le operatrici attualmente impiegate nel Cav: l'esperienza quinquennale del personale

È stato escluso l'unico operatore economico che si era presentato alla gara per l'affidamento della gestione del Centro Antiviolenza Carmela Morlino di Foggia. Alla scadenza del 2 novembre, in risposta al bando pubblicato dal Comune il 15 ottobre scorso, era pervenuta una sola offerta del Consorzio Matrix, società cooperativa di Gragnano, in provincia di Napoli, che dal 2015 gestisce nel comune dove ha sede il servizio di Casa accoglienza per donne maltrattate 'I fiori nel Deserto'.

All'apertura delle buste, il Consorzio Matrix era stato ammesso con riserva ed era sta richiesta una integrazione della documentazione che aveva regolarmente presentato, ma nella terza seduta della commissione di gara (il 16 novembre scorso), alla valutazione dell'offerta tecnica, è stato escluso per il requisito che ha tagliato fuori anche le attuali operatrici del Cav: la "comprovata esperienza almeno quinquennale nei servizi resi in favore delle vittime di violenza di genere" degli assistenti sociali da impiegare.

La commissione ha rilevato in un curriculum allegato all'offerta un'esperienza per un periodo inferiore a quello espressamente richiesto nel capitolato speciale d'appalto. La dirigente del Servizio Sociale e Prevenzione, Silvana Salvemini, che si sta occupando delle procedura, non ha potuto far altro che prendere atto della diserzione della gara.

Il Consorzio di Cooperative Sociali 'Opus' che dal 2017 gestisce il Centro Antiviolenza di via Matteotti tramite la cooperativa Ferrante Aporti non ha neanche provato a partecipare. Non avrebbe potuto salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la continuità con il personale attualmente impiegato, condizione che considera imprescindibile considerata la delicatezza del servizio, basti pensare al percorso psicologico.

Peraltro, a conti fatti, l'appalto copre solo il costo del personale, l'operatore economico dovrebbe sobbarcarsi spese e rischi, e tanto vale chiamare un'agenzia interinale. Difficile, poi, trovare un coordinatore con 5 anni di esperienza, anche guardando ai 26 enti che gestiscono i Cav nella Regione Puglia.

Si materializza di nuovo l'incubo dell'interruzione del servizio, prorogato fino al 31 dicembre. Nell'ultima proroga tecnica di 3 mesi si rilevava come fosse necessario garantire la continuità dei servizi, "tenuto conto delle specifiche ed inderogabili esigenze di tutela dei soggetti fragili quali le donne vittime di violenza, sole o con figli minori". Peraltro, il servizio del Cav "rientra tra le azioni prioritarie ed obiettivi di servizio al fine di consolidare la rete delle strutture e dei servizi di prevenzione e contrasto della violenza di genere indicati dalla Regione Puglia" e recepiti dal Piano Sociale di Zona. Alla luce di queste considerazioni, è ragionevole ipotizzare un'ulteriore proroga tecnica e la predisposizione di un nuovo bando.

Affinché non vada deserto, il Comune di Foggia dovrà, con tutta probabilità, rivedere il capitolato e i requisiti, anche perché in base alla richiamata Legge Regionale n.29 del 4 luglio 2014 sono i "soggetti gestori dei centri antiviolenza" a dover avere maturato almeno cinque anni di esperienza nel settore specifico, non gli operatori, e devono avvalersi di "personale con adeguata esperienza e formazione". Ma il bando non risulta appetibile anche per l'importo a base di gara - 103.651,83 euro al netto dell'Iva e compresi gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso - che non prevede il costo per la gestione, quantificabile in circa il 10%, per giunta soggetto al ribasso, purché le cooperative intravedano un margine che permetta di non rimetterci.

Stessa sorte è toccata al bando di gara per l'affidamento del servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) pubblicato più o meno negli stessi giorni. Anche in questo caso, l'unico operatore partecipante è stato escluso. Si era presentata soltanto la società cooperativa sociale per azioni San Giovanni Di Dio, che già si occupava del servizio, ma la commissione ha rilevato una discordanza tra i numeri seriali della marcatura temporale delle buste economiche virtuali, motivo di esclusione.

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