Quel 'sì' a Energas costato caro a Rotice, che lascia il comitato dell'Autorità Portuale: gioia dei 'no' al deposito Gpl

Gianni Rotice si è dimesso dal comitato di gestione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Le associazioni 'No Energas' di Manfredonia esultano e rilanciano: "Nominare un tecnico del territorio contrario al deposito costiero di Gpl"

Gianni Rotice

A due anni e mezzo dalla nomina a componente del comitato di gestione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e a un anno e mezzo dalla scadenza dell'incarico designato il 21 giugno 2017 dall'ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, nella giornata di ieri l'ing. Gianni Rotice avrebbe presentato le sue dimissioni. 

A darne notizia le associazioni del territorio - Lipu, Verdi Manfredonia, CAONS, Manfredonia Nuova, Movimento Verde, Territorio Zero, Manfredonia in Movimento, Magliette Bianche, Associazione Ecosistema Gargano, Legambiente Manfredonia, Coordinamento Ambiente e salute Manfredonia, Noi Manfredonia ODV, Friday for future Manfredonia, Collettivo inApnea, Italia Nostra, Agiamo, Fare Ambiente - che esprimono soddisfazione per quello che ritengono sia "un atto dovuto", perché, spiegano, 'è in linea con la volontà popolare espressa dal referendum comunale contro Energas". 

Le dimissioni di Rotice dal comitato dell'Autorità Portuale seguono le richieste che le associazioni avevano avanzato pubblicamente ai commissari prefettizi, gli stessi ai quali oggi chiedono di nominare un tecnico del territorio che si schieri esplicitamente contro il progetto Energas e che ne garantisca il suo sviluppo ecosostenibile.

Il 19 dicembre 2019, nel corso della conferenza stampa di fine anno di Confindustria, Rotice si esprimeva così in merito al progetto Energas, facendo intendere di essere favorevole alla realizzazione dell'impianto che invece nel novembre 2016 circa 25mila manfredoniani, pari al 95% dei votanti, avevano respinto attraverso un referendum consultivo. 

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"Ci sono gli aspetti tecnici e quelli territoriali, quelli territoriali sono stati espressi in un referendum in maniera molto particolare, adesso quello che noi dichiamo è qualcosa di diverso. Apriamo una discussione su quelli che sono le valutazioni costi-benefici di questo investimento. Qui nessuno sta imponendo su un territorio qualcosa, qualcuno sta dicendo soltanto di aprire una discussione e valutare attentamente quello che è stato fatto. E' logico che le condizioni del territorio in questo momento particolare, dove c'è un rilancio del mondo industriale, dove c'è un rilancio delle aziende che devono venire a investire sul territorio, soprattutto un rilancio di una struttura portuale che in qualche maniera sta iniziando a dare dei frutti, allora capiamo anche qual è il contributo che questo progetto può dare a questo rilancio complessivo dell'industria e del nostro territorio. Certo è che se oggi abbiamo sul nostro territorio la Sisecam che ha riaperto vuol dire che ci sono dei segnali positivi su quelli che possono essere occupazioni in forza lavoro o quello che può essere l'investimento di società esterne che vogliono fare sul nostro territorio. Confindustria non esclude alcun progetto ma dice sui progetti noi dobbiamo fare delle valutazioni attente. Il confronto con la cittadinanza possiamo farlo ma deve avvenire in maniera serena, perché ogni progetto ha necessità di valutazioni serene".

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