"Regione avara con Foggia, subito piano casa per i meno abbienti", Longo biasima Emiliano: "Non sai di cosa parli"

Il consigliere comunale, già assessore a Foggia e conoscitore delle vicende urbanistiche della città capoluogo, stigmatizza la nota del presidente regionale: "Lunga serie di errori, omissioni e superficialità"

E’ un’elencazione impietosa degli ultimi vent’anni di politiche abitative della Regione Puglia quella che Bruno Longo, già assessore del Comune di Foggia, rieletto consigliere comunale a maggio scorso e profondo conoscitore delle vicende urbanistiche della città capoluogo, rispedisce a Michele Emiliano. “La nota inviata alla stampa dal Presidente della Regione Puglia, oltre a tradire nervosismo, stupisce per la serie infinita di errori, omissioni e superficialità – scrive Longo oggi-. Ma ciò che ancor più stupisce è che se una persona poco competente in tema di urbanistica come Emiliano possa sbagliare, non è dato sbagliare ad un assessore regionale all’Urbanistica, che dovrebbe invece supportare con dati certi e riscontrabili il suo capo”.

La questione è quella dell’emergenza abitativa, per la quale ieri il sindaco ha organizzato una manifestazione a Bari, in consiglio regionale. “Emiliano infatti si esibisce in tutta una serie si amenità ed inesattezze” secondo Longo. Eccole, debitamente elencate e numerate:

1) Nel 2010 governava la città di Foggia una coalizione di sinistra, con a capo Gianni Mongelli (e non Franco Landella, come insinua) ed insieme a Mongelli governavano a pieno titolo i suoi attuali assessori Piemontese e Di Gioia; 2) Nel 2010 non esisteva e non esiste tutt’oggi alcun “cronoprogramma” relativo ai piani di Housing Sociale; 3) Esiste invece un verbale di una conferenza di servizi conclusiva del 2013, Comune-Regione, dove è a quest’ultima demandata la ultimazione dell’iter amministrativo con l’approvazione di una delibera di Giunta Regionale che autorizzi il Presidente Emiliano alla stipula con il Comune ed eventuali altri soggetti ad  un Accordo di Programma, previsto dall’art. 34 del D.Lgs 18 agosto 2000, n267; 4) Sono 6 anni che la regione Puglia al proposito è muta e silente; 5) Nel 2010, sempre con un governo cittadino di sinistra, vengono approvati dei piani complessi (Prusst , Pirp ed un non specificato art 34/267) dove il privato si impegnava, qualora iniziasse il programma con il permesso a costruire, all’esecuzione di  tutta una serie di opere pubbliche, ma nessun riferimento vi era ad abbattimenti di baracche; 6) Tuttavia, tranne uno, nessuno di quei programmi è mai partito a causa della crisi del settore e non vi è nessun elemento coercitivo che l’Ente possa esercitare nei confronti dei titolari dei piani urbanistici, se non la decadenza dopo dieci anni dall’approvazione;

7) E’ puerile, scorretto e falso affermare che il Comune di Foggia voglia cancellare gli alloggi popolari dai succitati programmi urbanistici, innanzitutto perché di fatto, mancando la richiesta di permesso di costruzione, praticamente non esistono, e poi perché nessuna modifica può essere fatta a tali piani senza una precisa volontà della Regione Puglia, che ne detiene controllo e start up; 8) Inoltre i due programmi denominati Pirp furono affossati dalla filosofia urbanistica dei governi poetici Vendola-Emiliano, l’uno con l’imposizione di oneri anti-economici ed insostenibili, l’altro con l’indisponibilità dell’area demaniale oggetto dell’intervento ritenuta incedibile dalla Regione Puglia; 9) Emiliano è disinformato ed ignora che nel maggio scorso il consiglio comunale di Foggia ha approvato il Documento Programmatico Preliminare (DPP) dove, oltre alla puntualizzazione del fabbisogno abitativo, vi sono contenuti tutti gli elementi burocratici, normativi e programmatici della vicenda urbanistica cittadina; 10) L’assessore Pisicchio confonde e dimostra di conoscere solo dalle carte che legge con superficialità le vicende di Foggia città e la specifica vicenda ultradecennale di Via Lucera, poiché non si tratta di Pirp (affossato, come detto, dai suoi predecessori) ma di un Piano di riqualificazione Urbana, presentato alla Regione Puglia nel lontano 1998, approvato dalla regione Puglia nel lontano 2006 e ad oggi, nel 2019, non ancora, vergognosamente, completato con  la costruzione di case popolari assegnabili solo ed esclusivamente ai cittadini aventi diritto, che attualmente vivono nella baraccopoli di via Lucera;

11) E’ offensivo per l’intera città di Foggia che un assessore regionale si vanti di aver consegnato in 22 anni solo 9 case a Borgo Croci ed 8 in via Gonfalonieri, posto e considerato che i 45 alloggi di Ordona Sud sono stati destinati a nuclei familiari abbienti con reddito e doppio reddito che, per quanto positivo, è una goccia in un oceano ed esula dal concetto di emergenza abitativa; 12) Emiliano finge di ignorare che lo Iacp, poi Arca Capitanata, dichiara ufficialmente al comune di Foggia nel 2005 che non erano disponibili alla costruzione di nuove abitazioni per i meno abbienti, poiché ritenevano  inderogabilmente di provvedere esclusivamente alla manutenzione del patrimonio immobiliare esistente; 13) Nello stesso anno la regione Puglia attraverso gli Iacp cedette al comune di Foggia il 20% delle aree previste nel Piano di Zona 167; 14) Il comune di Foggia, nel 2006, a sua volta cedette i preziosi suoli a cooperative ed imprese, che vi costruirono circa 1000 alloggi, che vendettero non a prezzi imposti, ma a libero mercato;

15) E’ falso ed inesatto affermare quindi che il Comune di Foggia non abbia messo a disposizione della regione Puglia suoli per la costruzione di alloggi popolari: il duo Ciliberti-Vendola e non Landella, sperperò una essenziale risorsa per risolvere e tamponare l’emergenza abitativa; 16) Le ultime case popolari furono costruite dalla regione Puglia (Iacp) nel lontanissimo 1997, allorquando il Comune di Foggia agevolò finanziariamente gli Iacp, non facendo versare circa 3 milioni di euro di oneri di urbanizzazione dovuti dall’Istituto di via Caggese”.

“Fatte queste dovute considerazioni e precisazioni – conclude Longo-, invece di alimentare polemiche sterili ed infruttuose, ci si predisponga al dialogo istituzionale. Emiliano e Pisicchio, sulla base del DPP approvato dal consiglio comunale di Foggia, diano risposte concrete circa il destino dell’Housing Sociale e di altre programmazioni e mettessero a disposizione risorse finanziarie congrue e disponibili per attuare un serio piano quinquennale di realizzazione di case per i meno abbienti. Solo con provvedimenti concreti e non con parole da campagna elettorale l’avara e  matrigna Regione Puglia potrà rendere giustizia a Foggia ed ai foggiani”.

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