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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Economia San Giovanni Rotondo

Ecco Ekso, il robot che aiuta i paraplegici a stare in piedi e a camminare

Unico nel Sud Italia, debutta 'Centri di riabilitazione motoria Padre Pio' Onlus, di San Giovanni Rotondo. Nel 2014 è prevista una versione che sarà cucita addosso al paziente e potrà essere utilizzata anche in casa

Debutta nel Sud Italia il robot che si indossa e aiuta i disabili che sono sulla sedia a rotelle a stare in piedi e a camminare. Si chiama 'Ekso' ed è operativo, unico nel Meridione, nei 'Centri di riabilitazione motoria Padre Pio' Onlus di San Giovanni Rotondo. Fra qualche giorno sarà disponibile per i paraplegici in tutti gli ambulatori e le strutture residenziali della Fondazione omonima.

Nato nel 2005 per aiutare i soldati Usa a trasportare carichi superiori alle loro forze, nel 2011 è stato adattato, con modifiche ingegneristiche, per la riabilitazione. Una volta indossato (anche sui vestiti) consente pure a chi ha una paralisi totale di stare in piedi e muoversi correttamente con tutto il proprio peso sino a quattro ore. Con un indubbio vantaggio psicologico e una maggiore motivazione alla terapia.

Nel 2014 è prevista una versione che sarà cucita addosso al paziente e potrà essere utilizzata in autonomia anche a casa. Il robot, usato finora solo nelle regioni dell'Italia centro-settentrionale - spiega la Fondazione - è un 'esoscheletro', una sorta di imbracatura che esegue lo stesso tipo di movimento del paziente. Man mano che il disabile recupera, Ekso lo aiuta a migliorare con esercizi sempre più complessi.

A chi non è in grado di muovere gambe o braccia, ci pensa il robot favorendo un buon tono muscolare e a migliorare la funzionalità cardiaca, polmonare, renale. "Da circa due anni - spiega il responsabile medico dell'Unità Operativa di Riabilitazione, Serena Filoni - in Fondazione abbiamo introdotto l'utilizzo del robot. Obiettivo nel prossimo futuro è un utilizzo sinergico dei sistemi di robotica".

La camminata con il robot si ottiene attraverso 4 motori e 15 sensori che controllano 500 volte al secondo il corretto movimento e rilevano il peso spostato facendo scattare i singoli passi. Motori a batteria governano le gambe in sostituzione delle funzioni neuromuscolari, permettendo a persone con paralisi (anche totale) di reggersi in piedi e camminare. "La robotica può anticipare i tempi di recupero e favorire una ripresa di vita attiva e un rapido ritorno all'attività sociale, scolastica o lavorativa - conclude Filoni - con un importante beneficio emotivo e sociale, oltre a una riduzione dei costi assistenziali e per il Servizio sanitario nazionale" (ANSA).
 

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