“Salvate dalla disperazione gli undici lavoratori dell’Ecocapitanata”

Azienda in liquidazione e padri di famiglia abbandonati da tutti. Il segretario Piacquaddio: “Provincia di Foggia sempre più deserto occupazionale”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“E’ ormai un bollettino di guerra la situazione occupazionale in provincia di Foggia, colpita quotidianamente da perdite di posti di lavoro”. Ad affermarlo è il segretario generale territoriale della Fisascat Cisl, Leonardo Piacquaddio, che denuncia la drammatica situazione di abbandono di 11 padri di famiglia cerignolani, dipendenti dell’Ecocapitanata S.r.l., azienda esercente attività di smaltimento dei rifiuti, messa in stato liquidazione. A causa della sospensione delle attività imposta dalla Regione dall’ormai lontano 4 agosto 2011, e nonostante una serie di accordi siglati presso la Provincia per il ricorso alla CIG in deroga, non si intravede nessuno spiraglio per il reimpiego dei lavoratori.

L’impianto doveva essere riavviato dopo le necessarie verifiche amministrativo-ambientali, ma a distanza di quasi due anni non si è avuto nessun riscontro positivo. “E’ un grido disperato quello di questi lavoratori – afferma Piacquaddio – che, in quanto tutti monoreddito, stanno rivendicando con tutte le forze il loro diritto al lavoro, per non mandare i familiari presso i centri d’accoglienza della mensa per indigenti. Una situazione che non sta a cuore a nessuno. Le forze politiche sono assenti e ancor più il gruppo industriale di cui è parte l’Ecocapitanata. Un silenzio glaciale del quale nessuno si cura se non il sindacato, sapendo, tra l’altro, che le attività di smaltimento dei rifiuti sono di interesse collettivo, alla stessa stregua della salvaguardia dei livelli occupazionali”.

La Fisascat Cisl rileva che “il disagio dei lavoratori si è aggravato ulteriormente in quanto i vertici della Ecocapitanata sono stati disattenti alle procedure da seguire per il ricorso alla Cassa Integrazione in deroga, facendo decadere i termini previsti nell’accordo della Regione Puglia. Alla fine di aprile 2013, il sindacato ha inoltrato – ricorda Piacquaddio - un ulteriore appello alla direzione della società al fine di reimpiegare, presso altre società dello stesso gruppo industriale, i lavoratori, disponibili anche a seguire percorsi di riqualificazione professionale. Nonostante la gravità della situazione, continueremo a stare al fianco dei lavoratori – conclude il sindacato - con l’auspicio che, quanto prima, le istituzioni e la parte datoriale si impegnino per trovare una soluzione in grado di salvare dalla disperazione questi 11 padri di famiglia”.

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