Economia

Altro che rilancio del Sud, con il Def 2020 previsti ulteriori tagli al Mezzogiorno: "Colpirà le regioni deboli del Paese"

La denuncia di Rifondazione Comunista Puglia che evidenzia come nel nuovo Documento di economia e finanze sia prevista la possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni: "Le risorse si prendano con una patrimoniale, non con la guerra tra regioni"

La crisi generata dalla pandemia potrebbe incidere ulteriormente sulle regioni più deboli del Paese. E nemmeno il Documento di Economia e Finanza 2020, ovvero il principale documento di programmazione della politica economica e di bilancio, nell'ambito del processo di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri dell'Ue, sembra puntare a un rilancio del Mezzogiorno. 

Almeno stando a quanto dichiara Nicola Cesaria, segretario di Rifondazione Comunista Puglia: "Giorni fa abbiamo denunciato la notizia dell’esistenza di un documento della Presidenza del Consiglio, nel quale, tra le proposte per uscire dall'attuale emergenza, c’era il taglio di risorse finanziarie al Meridione, sia di quelle ordinarie in conto capitale (con la sospensione della clausola della destinazione alle Regioni meridionali del 34% degli investimenti) sia di quelle aggiuntive relative ai fondi strutturali europei. 

Ci rispose, indirettamente, il nostro corregionale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco, con delega alla programmazione economica e agli investimenti, che dichiarò in diversi interventi che il documento in questione era “solo una bozza di lavoro ancora incompleta e non terminata”. Ora, dopo l’approvazione parlamentare del Def 2020, possiamo affermare che il sottosegretario ha mentito o, peggio, si è distratto".

Nel documento di apertura della programmazione di bilancio - prosegue Cesaria - è stata prevista "possibilità di trasferire risorse tra i tre fondi della politica di coesione e tra le diverse categorie di Regioni” (e questo è il presupposto per dirottare parte dei fondi in questione dal Sud al Nord del Paese, in nome di una teoria della “locomotiva” già in crisi prima dell’attuale emergenza). Inoltre, sempre nel Def, c’è una omissione: non sono indicati i programmi di spesa in conto capitale delle Amministrazioni centrali su cui applicare la riserva del 34% come, invece, è stato opportunamente fatto nel Def2019". 

Per l'esponente di Rifondazione, il Sud rischia un salto di qualità in negativo, con ulteriori tagli alle regioni deboli del Paese, "in una situazione in cui non ci sarà possibilità di supplire ad essi con altre entrate (si veda, ad esempio, il drastico calo del turismo). Blocchiamo questa operazione che rischia di abbandonare ulteriormente il Sud a un destino di sottosviluppo. Le risorse per la crisi si prendano con una patrimoniale sui redditi superiori al milione di euro, non con la guerra tra regioni". 

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