Domenico Rizzi: “Il Comune di Zapponeta è in dissesto finanziario”

“La giunta da me presieduta, in appena 14 mesi, ha cercato in tutti i modi di scongiurare tale condizione di estrema criticità”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

ZAPPONETA PER RIZZI | “Il Comune di Zapponeta è in dissesto, la gravità della condizione finanziaria municipale per la quale il Comune non è stato più in grado di assolvere alle sue funzioni lo ha portato all’estremo sacrificio del fallimento, in quanto sussistono crediti da parte di terzi ai quali non si riusciva in alcun modo a far fronte. Un vero disastro, per certi versi annunciato, le cui cause determinanti sono da ricondursi nella gestione spregiudicata, irresponsabile e criminale delle amministrazioni zapponetane degli anni passati.

La giunta da me presieduta, in appena 14 mesi, ha cercato in tutti i modi di scongiurare tale condizione di estrema criticità. Come è noto, una volta insediatici alla guida del paese, ci trovammo a fronteggiare una situazione finanziaria al limite del collasso e devo ammettere che cercare di ricondurre l’Ente fuori dal deficit strutturale e dall’abisso del dissesto non è stato di certo un’impresa agevole.

Eppure, con tenacia ed avvedutezza, si riuscì a razionalizzare la spesa corrente predisponendo specifici piani di rientro (condivisi, ovviamente, con i creditori) e si crearono le condizioni per la salvaguardia degli equilibri di bilancio verificando – inoltre - lo stato di attuazione dei programmi. Siamo stati in grado di pagare tre rate del mutuo contratto dalle amministrazioni precedenti per un importo di oltre € 800.000,00 - continuando sempre a garantire stipendi e costo utenze correnti; abbiamo effettuato tagli di tutto quanto non era indispensabile al funzionamento comunale così da riuscire in una continua riduzione dell’anticipazione di cassa, continuando sempre ad assicurare i servizi essenziali.

Tutto ciò sotto la spada di Damocle delle considerazioni ed indicazioni della Corte dei Conti (Sezione della Puglia) che in una sua nota stigmatizzava senza appello l’operato finanziario ed amministrativo delle giunte precedenti, asserendo la mendacità dei bilanci redatti in illo tempore.Pertanto, alla fine (prematura e innaturale) della mia esperienza di governo, la Giunta Rizzi aveva lasciato le casse del Comune di Zapponeta in una condizione per cui era lecito prospettarsi che l’Ente potesse riuscire a superare - in futuro - il guado del collasso economico.

La verifica di cassa straordinaria del luglio 2012 – operazione necessaria a consentire al Commissario Prefettizio di avere il quadro generale della situazione a qualche giorno dalla crisi – certificava per l’appunto che l’esecutivo era stato capace di governare facendo ricorso ad un’anticipazione di cassa per soli € 240.000,00. Risultato che - se non fosse stato per lo sforamento (determinato dalla vecchia amministrazione) dell’anticipazione di cassa nel maggio del 2011 per il pagamento della rata dei mutui e degli stipendi, avrebbe consentito l’azzeramento totale dell’anticipazione di cassa.

Da luglio in poi, però, la situazione si è aggravata inesorabilmente. Vi è stato un accanimento da parte dei creditori verso il Comune, tanto che le più recenti cause di questo ulteriore e repentino deterioramento sono, a nostro avviso, riconducibili alle seguenti problematiche. In questi ultimi mesi è intervenuto l’inasprimento del contenzioso con la nomina di due commissari ad acta per le procedure inerenti lo studio Cagnazzi e il Consorzio Re Manfredi, e con l’accoglienza presso il TAR dei giudizi di ottemperanza della Impresa Nigri Luigi e Nuova Diesel.

La situazione è diventata ancor più devastante a seguito delle richieste di certificazione del credito che, stante la nuova normativa, comportano per il comune la restituzione delle somme certificate dall’Ente entro 12 mesi dal rilascio. A ciò si aggiungano le difficoltà nel contenzioso con Tributi Italia (società attualmente in amministrazione straordinaria). Infine, ricordiamo le ripercussioni derivanti dalla anomala trascorsa gestione (amministrativa e contabile) dei permessi di costruzione e dell’attività sanzionatoria delle infrazioni stradali.

Il nostro e' un paese senza memoria e senza verità. Per questo ritengo necessario che  nessuno debba dimenticare  chi sono i veri responsabili di questo fallimento, anche  politico: non dobbiamo dimenticare i loro volti, i loro sguardi,  insieme ai nomi e cognomi di coloro che hanno distrutto un paese e le sue speranze di crescita sociale e culturale. Inoltre sono responsabili anche coloro che hanno voluto tradire la grande speranza del voto popolare del 16 Maggio  del 2011,  scegliendo di sabotare e quindi mettere fine a questa breve ma significativa esperienza di buona politica. Non li dimentichi il popolo di Zapponeta e non li dimentichi la magistratura inquirente che ha il dovere di far sì che chiunque - nell'adempimento del proprio incarico politico amministrativo - abbia commesso dei reati, debba risponderne penalmente. Il popolo di Zapponeta merita giustizia!”

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