Agricoltori “vittime” dell’UMA, l’ufficio comunale “che non funziona come dovrebbe”

Agrinsieme sollecita il Comune di Foggia ad attivarsi. Così le organizzazioni agricole dopo l’incontro in Prefettura: “Troppi disagi per i nostri agricoltori”

Comune di Foggia

Dopo i problemi evidenziati dalla Coldiretti, anche Agrinsieme - il coordinamento delle organizzazioni agricole C.I.A. (Confederazione italiana agricoltori), Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci) e Copagrisi - rivolge al sindaco di Foggia affinché l’ufficio Uma sia messo nelle condizioni di funzionare e di offrire un servizio efficiente e puntuale agli agricoltori che richiedono il rilascio del documento di accompagnamento uva e vino.

L’Ufficio, nonostante le reiterate segnalazioni al Comune di Foggia sui disagi vissuti dagli agricoltori, continua a non funzionare come dovrebbe, causando ritardi nel rilascio delle autorizzazioni e il rischio di sanzioni molto pesanti ai danni dei produttori. Del problema è stato interessato anche il Prefetto di Foggia, Maria Tirone, nel corso dell’incontro svoltosi ieri mattina a Foggia. L’apertura, soltanto per tre giorni alla settimana e tre ore complessive, non ha garantito finora un servizio efficiente. Le organizzazioni agricole, recentemente, hanno manifestato al sindaco Franco Landella la possibilità di farsi carico esse stesse, direttamente, del servizio, senza ricevere risposta dall’amministrazione comunale. “Solo nel capoluogo abbiamo riscontrato il problema che abbiamo esposto sia al primo cittadino che al Prefetto. Gli agricoltori non possono bloccare la vendemmia a causa del malfunzionamento di un ufficio comunale, ma neanche possono essere esposti loro malgrado al rischio di incorrere in multe e sanzioni pesanti senza averne alcuna colpa”.

Nel corso dell’incontro, le organizzazioni agricole sono tornate sul dramma dell’emergenza sicurezza nelle campagne, trovando la piena disponibilità da parte di Tirone sulle azioni e iniziative per affrontare la questione. “Su questo, come su altri temi vitali per lo sviluppo del settore trainante dell’economia in Capitanata, è necessaria una condivisione delle responsabilità e dell’impegno da parte di tutti gli attori istituzionali, sindacali, imprenditoriali e delle organizzazioni da noi rappresentate”, evidenziano i referenti provinciali di Agrinsieme.

Il sistema agricoltura, in provincia di Foggia, deve fare i conti con problemi enormi, i più complessi dei quali trovano origine nelle dinamiche del mercato globale, nella sproporzione dei rapporti di forza che regolano la contrattazione e il livello dei prezzi riconosciuti ai produttori. Sul terreno della legalità, sono stati compiuti e continuano a essere messi in campo sforzi rilevanti da parte delle organizzazioni agricole che, tuttavia, rappresentano non la totalità ma il 60% delle imprese del comparto attive in Capitanata. La legge punisce giustamente chi viola le regole, ma per sostenere la competitività di chi lavora rispettando le norme e i diritti dei lavoratori sono necessari dei meccanismi che premino l’agricoltura sana, quella praticata con grandi sacrifici dalla maggioranza degli agricoltori, quella stessa maggioranza schiacciata tra l’incudine della criminalità e il martello rappresentato da inefficienze burocratiche, lungaggini amministrative, scarsa sensibilità della politica verso un comparto che rappresenta le migliori potenzialità di sviluppo non solo della Capitanata ma di tutto il Paese.

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