Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Disoccupazione 2012 in Puglia, Uil: “1460 posti di lavoro in meno a Foggia”

Tra i settori più in difficoltà ci sono quelli della costruzioni, dell'industria e del commercio

“Basta con questa politica del rigore che danneggia i ceti più deboli. Bisogna intraprendere con coraggio e determinazione un nuovo percorso di crescita economica, che possa ridare linfa ai consumi, chiave di volta per fomentare sviluppo e occupazione, cominciando dall’immediata cantierizzazione delle opere pubbliche già finanziate”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, commenta così i dati diffusi mensilmente dall’Istat, i quali hanno evidenziato nel corso del 2012 una crescita in Italia del tasso di disoccupazione, passato dal 9,6% di gennaio 2012 all’11,2% di dicembre 2012 (+1,6%). Rispetto alla media nazionale, il tasso di disoccupazione è cresciuto maggiormente nelle regioni del Mezzogiorno.

In Puglia, in particolare, il tasso di disoccupazione nel 2012 è cresciuto del 2,6% (dal 15,6% del primo trimestre al 18,2% del quarto trimestre 2012) per poi toccare il picco del +4,4%  con la disoccupazione giovanile (in un anno, dal 37,1% al 41,5% del 2012). Nel contempo, la Puglia ha registrato nel corso del 2012 una riduzione assai significativa del tasso di occupazione di 0,9 punti percentuali (dal 44,3% al 43,4%) che, in numeri assoluti, statuiscono una perdita di 9.300 unità nel corso del 2012. Il settore maggiormente in difficoltà è quello delle costruzioni, che segna un passivo di 2.070 unità. A seguire, l’industria con meno 1.050 ed infine commercio ed altri servizi con un decremento di 670 unità.

Ancor più nel merito, la provincia di Bari è quella che presenta, con 3.800 unità, il maggior numero di defezioni. Seguono Lecce con 3.300, Foggia con 1.460 e quindi Taranto e Brindisi con 990 perdite a testa. “Sono indicatori che fanno molto riflettere sul clima pesante che si respira nella nostra regione. La gente è mortificata dalla mancanza di lavoro e demoralizzata in vista di un futuro che non c’è. Pertanto occorrono, in tal senso, misure concrete di protezione sociale, che garantiscano a 360 gradi il sostegno al reddito delle famiglie e dei lavoratori pugliesi, affinché possano recuperare la propria dignità e la speranza in un domani occupazionale più sicuro”.

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