Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Piano dei Limiti, Fai Cisl: “Diga sarebbe svolta per il settore agroalimentare”

“La sua realizzazione sarebbe la vera svolta per il nostro agro-alimentare”. La Fai Cisl di Foggia rilancia l’appello a rafforzare l’impegno unitario del territorio.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Rilanciare la mobilitazione per l’Authority alimentare a Foggia, ma senza dimenticarsi della diga di Piano dei Limiti, la grande opera che, se realizzata, può dare una effettiva svolta al nostro agroalimentare”. Lo chiede il sindacato della Fai Cisl. “Da sempre – afferma il segretario generale territoriale, Franco Bambacigno - siamo schierati per il progresso economico e sociale della Capitanata e ci battiamo per difendere o ottenere ciò che, per capacità e competenze, spetta al nostro territorio. Pertanto, siamo pronti a dare il nostro contributo anche sulla questione dell'Authority per la sicurezza alimentare. Finalmente, la mobilitazione ha trovato una compattezza tra tutti i parlamentari foggiani, consentendo quel gioco di squadra che molte volte è passato in secondo ordine per beghe di mera appartenenza politica. 

In questa direzione – continua Bambacigno - accogliamo l'appello del Senatore Lucio Tarquinio, che non deve essere rivolto solo alle associazioni datoriali - come Coldiretti, Confagricoltura, Cia, per le quali la Fai ha il massimo rispetto - ma anche alle organizzazioni sindacali che certamente non giocano partite da panchinari”.  A tal proposito, la segreteria territoriale della FAI CISL di Foggia si augura che “lo stesso gioco di squadra sia fatto per la diga di Piano dei Limiti, che rappresenta una delle grandi opere necessarie per il rilancio del territorio non solo di Capitanata. 

La realizzazione della nuova diga potrebbe dare occupazione a tanti lavoratori edili e consentire di tutelare l'agricoltura locale nei periodi di siccità. Inoltre, permetterebbe di provvedere di pulire dall'alga rossa il fondo della diga di Carlantino, che - non dimentichiamolo - è la più grande d'Europa in terra battuta. Una problematica che bisognerebbe affrontare per tempo e non solo quando ad emergenza già scoppiata. Troppe volte, la Capitanata è stata penalizzata per far fronte a situazioni di altri territori, come per le quote latte del Nord, ora ci auguriamo – conclude il segretario Bambacigno - che anche quest'appello non resti una voce nel deserto”.

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