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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Dibattito pubblico sulla Garganica ricco di proposte: “Grande partecipazione e clima poco conflittuale”

Dopo l’incontro di presentazione dei risultati del processo partecipativo e della relazione conclusiva, l’ultima parola spetta all’Anas. Sì unanime al miglioramento dei collegamenti viari, ma diversi e talvolta divergenti gli approcci

Tutti d’accordo sulla necessità di migliorare i collegamenti viari sul Gargano, ma diverse sensibilità suggeriscono necessariamente approcci d’intervento differenti sulla nuova viabilità a scorrimento veloce tra Vico e Mattinata, posizioni che diventano dicotomiche e divergenti quando si entra nella zona 1 del Parco, quella di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale.

La relazione conclusiva del dibattito pubblico sulla nuova strada ‘Garganica’, presentata a Foggia, nella sede della Provincia di Palazzo Dogana, scende nei particolari e attribuisce proposte, osservazioni e suggerimenti agli autori, circostanziando l’esito dei nove incontri che si sono susseguiti dopo l’avvio del 12 gennaio scorso e illustrando il contenuto dei contributi pervenuti in forma scritta.  

“Il clima è stato poco conflittuale rispetto ad altre esperienze”, ha rimarcato il coordinatore Alberto Cena, presidente di Avventura Urbana, la società incaricata dal commissario straordinario di Governo, Vincenzo Marzi, di occuparsi del dibattito pubblico. Merito soprattutto, come già anticipato in un’intervista rilasciata a FoggiaToday, della presenza di diverse alternative di progetto.

I numeri del dibattito pubblico

I numeri, come ha evidenziato il coordinatore Alberto Cena, sono “totalmente in linea con le esperienze che si sono fin qui svolte dall’entrata in vigore della legge”: 680 partecipanti, 310 domande e osservazioni, 34 quaderni degli attori, un dato lievemente più basso rispetto ai precedenti esperimenti, ma bisogna considerare che le prime esperienze si sono svolte a Genova e a Trento; i 25 post della pagina hanno raggiunto 167.130 persone, 4.020 persone hanno consultato il sito, sono stati effettuati 165 download dei file tra quaderni e tracciati da sovrapporte alle cartografie, le visualizzazioni dei video degli incontri sono state 690, dati questi che addirittura superano, nella maggior parte dei casi, le due precedenti esperienze.

“Bisogna ovviamente tenere in considerazione la popolazione interessata – ha aggiunto Cena - se si rapporta e si pondera questo dato con la popolazione delle aree interessate da progetti che finora sono stati sottoposti a dibattito pubblico, si può notare che c’è stata una grande partecipazione”.

I prossimi step

Il dibattito pubblico non ha usufruito della possibile proroga dei tempi del processo, prevista dalla norma e, nell’ottica di ridurre l’iter, non è un dato irrilevante. La relazione è stata già inviata alla Commissione nazionale dibattito pubblico e al proponente dell’opera, Anas spa, che avrà 60 giorni per elaborare i riscontri nel dossier conclusivo, esplicitare le osservazioni che accoglierà e quelle che saranno respinte, motivando le scelte.

“Cercherò di fare molto più in fretta”, è stata la promessa del commissario straordinario Vincenzo Marzi, per quanto la norma gli conceda due mesi di tempo. Relazione e dossier entreranno nell’iter autorizzativo successivo. Una volta scelte le soluzioni, sarà sviluppato il progetto di fattibilità tecnico-economica che sarà sottoposto all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Poi si potranno avviare il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, l’autorizzazione paesaggistica e la conferenza di servizi decisoria.

I temi

La relazione, stando alla norma, deve contenere la sintesi dei temi, delle posizioni e delle proposte emerse nel corso del dibattito in modo imparziale, trasparente e oggettivo. Si è molto dibattuto sull’opportunità stessa dell’opera. “In termini generali, c’è stata una sostanziale condivisione, da parte di tutti gli attori che sono intervenuti durante gli incontri e con i quaderni, sulla necessità di migliorare i collegamenti viari sul Gargano”.

Una parte degli attori condivide in pieno le ragioni dell’opera descritte dal proponente all’interno del documento di fattibilità delle alternative progettuali e nel dossier di progetto, "nel senso che vede in  quest’opera un miglioramento dell’accessibilità, una riduzione dei tempi di percorrenza, un intervento che può concorrere allo sviluppo economico del Gargano e anche contrastare lo spopolamento”, e sono le posizioni che arrivano soprattutto dai comuni di Peschici e Vieste.

Una seconda parte degli attori, “pur riconoscendo la necessità di migliorare i collegamenti, ha però eccepito alcune questioni sulle ragioni dell’opera, in particolare, se vogliamo citare uno dei quaderni, queste persone si sono definite possibiliste ma critiche su alcuni aspetti”. In particolare, si eccepisce che un nuovo tracciato, di per sé, non riduca lo spopolamento e non migliori la sicurezza. Le preoccupazioni maggiori riguardano la velocità di percorrenza. Quanto all’accessibilità, si lamenta che una strada non basti ma serve aumentare i presidi ospedalieri sul territorio.

Gli approcci d’intervento

“Le diverse sensibilità si traducono specularmente in due approcci di intervento diversi – ha affermato il coordinatore del dibattito pubblico - C’è chi preferisce tracciati in variante che prevedono più gallerie e viadotti e riducono i tempi di percorrenza, e dall’altra parte c’è chi privilegiava quanto più possibile l’adeguamento in sede”.

In merito alle alternative, da subito è emersa una “posizione forte, anche quantitativamente, di preferenza per l’alternativa 1 A, la più diretta tra le 4 studiate per questo tratto”, che prevede più viadotti e gallerie. Una seconda posizione espressa è contraria e predilige le alternative che si adattano meglio alla morfologia del territorio, soprattutto la 1C. Una terza posizione esprime contrarietà alla realizzazione dell’alternativa 1A: “È stata molto forte, espressa soprattutto dal Comune e dai residenti di Peschici, perché è l’unica che non prevede uno svincolo con la viabilità di accesso”. Quarta e ultima posizione, la contrarietà alle soluzioni 1C e 1D, perché impatterebbero sulle attività agricole e turistiche presenti, e arriva dalla valle di Peschici.

Le proposte per contemperare le esigenze sono optare per la soluzione 1A predisponendo uno svincolo per Peschici all’uscita della seconda galleria (“Di fatto, però - ha osservato Cena - questo tipo di soluzione inizia ad assomigliare molto alla 1B”); due quaderni hanno evidenziato come si potesse adottare una soluzione ibrida 1B + 1D, per ridurre i tempi di percorrenza, servire l’abitato di Peschici ma per ridurre l’antropizzazione nel tratto finale. Una terza proposta emersa dall’incontro di Vico e successivamente riguarda la possibilità di iniziare prima l’itinerario 1, per ridurre la forte pendenza dei primi chilometri.

Sull’itinerario 2 è emersa “una condivisione trasversale dell’adeguamento in sede studiato dal proponente". Si propone solo di non interrompere gli attuali accessi alle strade e prevedere, magari, una rotatoria in più alla futura intersezione del tracciato con la Sp52.

Per quanto riguarda l’itinerario 3, “la discussione è stata fortemente condizionata dal divieto di realizzazione di nuove opere di mobilità previste nella zona 1 del Parco dal Decreto istitutivo”. E qui le due posizioni si "polarizzano" ancora di più. Da una parte c’è chi vedeva le alternative in variante, la 3A e la 3B, con più gallerie e viadotti, come un intervento invasivo e ha chiesto più volte che si preferisse l’adeguamento della viabilità esistente. Tuttavia, “una parte quantitativamente molto rilevante, soprattutto i residenti, hanno più volte rimarcato che per loro è importante percorrere un’alternativa in variante. Ci sono state testimonianze importanti da personale scolastico, chi opera in ambito sanitario, chi si deve andare a curare nel presidio ospedaliero più vicino, che segnalano l’importanza di prevedere un’alternativa che sia più diretta”.

Sono arrivate, anche in questo caso, alcune proposte che provano a contemperare le esigenze: chi preferiva l’adeguamento in sede, ha chiesto che si intervenisse sulla Sp53 e non la SS89, e in più quaderni è stato suggerito di valutare degli interventi brevi in variante su questo tracciato, in sinergia con il progetto previsto dalla Provincia. In ultimo, chi considera migliori le alternative che prevedono nuovi tracciati, in particolare una associazione (Fare Ambiente), ha proposto di studiare una nuova alternativa che passi totalmente in galleria nella zona 1 del Parco .

L’ultima parte della relazione riguarda la qualità del progetto, e dunque l’estetica dell’opera, le osservazioni relative alle piazzole per l’eliambulanza, l’inserimento nel progetto Smart Road di Anas, la realizzazione di corridoi faunistici, l’impiego di specie vegetali autoctone, accorgimenti per l’inquinamento acustico, lotti 'intelligenti' che consentano il massimo avanzamento ma con il minimo impatto. È stata tenuta in debita considerazione, inoltre, la proposta avanzata dalle associazioni ambientaliste di costituire una cabina di regia per le prossime fasi.

“È stato un dibattito ricco di proposte”

Per impegni istituzionali a Roma del presidente della Provincia Nicola Gatta, è stato il vice presidente Giuseppe Mangiacotti a fare gli onori di casa. “È un compito arduo il vostro”, ha osservato, rivolgendosi agli altri relatori. Lui percorre spesso quel tratto di strada e lavora da trent’anni nel contesto sanitario: “Abbiamo spesso criticità e giungono pazienti anche in condizioni esasperate raggiungendo l’ospedale di Manfredonia e a volte quello di San Giovanni”.

Da remoto, è intervenuta Caterina Cittadino, presidente della Commissione nazionale dibattito pubblico, che si è complimentata con il coordinatore per la relazione e l’esposizione, ma più complessivamente per l’organizzazione perché si rende conto che le ultime raccomandazioni contenute nelle linee guida sono arrivate a dibattito in corso. “Il decisore, nel momento in cui dovrà valutare, avrà un quadro chiaro e puntuale delle esigenze, delle aspettative, delle criticità ma anche le preferenze del territorio”, ha affermato.

Da quando c’è la commissione, questo è il secondo dibattito pubblico che si conclude. “È stato un dibattito ricco, a parer mio. Colgo con grande favore l’ipotesi che veniva da alcune associazioni ambientaliste di una cabina di regia per seguire tutte le ulteriori vicende – ha aggiunto la presidente Caterina Cittadino - La società civile che si mantiene vivace sul territorio e vuole seguire ulteriormente questa fase è un elemento di grande interesse e di successo dell’istituto del dibattuto pubblico”.

"Non danneggiare sarebbe utopistico"

Ha seguito con interesse il dibattito pubblico anche Monica Pasca della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale: “Sono stati affrontati degli aspetti ambientali significativi, a partire dal Parco nazionale e dalla Rete Natura 2000, che sono punti fondamentali e sicuramente critici per alcune delle parti del tracciato”. Dalle sue parole si evince che dagli incontri tecnici con la partecipazione della Regione sono emersi spunti “su alcuni aspetti molto delicati e possibili soluzioni”.

Queste sono opere, ha detto Monica Pasca, che “creano consumo di suolo, è inutile negarlo, ovviamente bisogna evitare che consumi biodiversità, evitare tutti gli impatti, ma come sa bene chi opera sul territorio bisogna bilanciare questi impatti. Credo che si possa andare avanti con fiducia, che possa uscirne fuori un progetto utile per la popolazione, sia da un punto di vista sociale, di vivibilità, ma al tempo stesso non danneggiando o danneggiando al minimo, e in qualche modo compensando questi danni all’ambiente che va ad attraversare. Non danneggiare per nulla sarebbe utopistico, ma cercare di ridurre assolutamente al minimo gli impatti”.

"Ci dobbiamo credere"

L’ultima parola spetta a Vincenzo Marzi, commissario straordinario di Governo per la realizzazione dell’opera. “Un conto è la progettazione fatta anche venendo sul territorio, un conto è il contributo di chi il territorio lo vive, lo conosce bene, in maniera critica ma non negativa: ci ha dato quelle giuste informazioni che, messe a sistema, ci possono consentire di migliorare il progetto”, ha affermato. Ha raccontato che mancava da queste parti da anni e lui stesso ha valutato le attuali condizioni delle strade. “Sono tornato con piacere: Peschici, Vieste specialmente, è stata una fatica, non è facilissimo arrivarci, si sente il bisogno di un sistema di comunicazione più confortevole”. Il suo plauso è andato ai comuni, ai sindaci e al territorio: “Non mi sarei mai aspettato di poter seguire momenti di confronto sul territorio senza chiasso, senza clamore, e tutti quanti hanno avuto l’opportunità di rappresentare le proprie posizioni, ma sempre nel rispetto dei diversi interlocutori”, è stato il suo commento. “Ci dobbiamo credere – ha concluso - è un’opera strategica”.  

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