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Depuratore di Foggia dall'alto

Depuratore di Foggia dall'alto

Depuratori in provincia, i dubbi di Cislaghi: “Parametri di tossicità oltre i limiti”

L’ex sindacalista evidenzia perplessità sulla depurazione delle acque: “In 27 rapporti è segnalato il superamento dei limiti consigliati di Escherichia coli, in alcuni casi di poco più del doppio del limite consigliato”

Depurazione delle acque in provincia di Foggia. Fioccano i dubbi, come evidenziano i consiglieri comunali Rizzi e Sciagura e l’ex sindacalista Giorgio Cislaghi: “Qualche dubbio che ci fossero problemi era sorto dal monitoraggio del depuratore di Foggia perché, dai documenti acquisiti insieme ai Consiglieri Comunali Rizzi e Sciagura, avevamo potuto verificare un quasi costante sforamento dei limiti consigliati per i valori di Escherichia coli. I dubbi sono aumentati quando abbiamo ottenuto i dati del depuratore dell’ASI dove, per la prima volta, abbiamo verificato che oltre allo sforamento di vari limiti dei parametri di depurazione le acque reflue erano risultate positive alla prova di tossicità”, dichiara Cislaghi.

“I dubbi sono stati confermati – aggiunge Cislaghi – dall’acquisizione, presso l’amministrazione Provincia di Foggia deputata ai controlli e all’erogazione di sanzioni per anomalie nella depurazione, di cinquantuno rapporti di non conformità emessi da ARPA Puglia dipartimento di Foggia riguardanti 31 depuratori. L’importanza di questi documenti, per valutare lo stato della depurazione, è data dalla quasi assenza di precipitazioni atmosferiche durante il periodo estivo che va dalla metà di luglio fino alla seconda metà di settembre, precipitazioni che avrebbero potuto mettere a dura prova la capacità di trattamento delle acque nere come a volte è capitato di verificare presso il depuratore di Foggia”.

I rapporti di “non conformità” emessi da ARPA riguardano sia gli impianti dei comuni più grandi, Foggia, Cerignola, Lucera, San Severo e Manfredonia, che gli impianti di molti piccoli comuni, montani e non, come interessano impianti sottoposti a lavori di potenziamento (vedi il depuratore di Foggia). “Il quadro che esce dalla lettura delle analisi di ARPA non ci tranquillizza”, denuncia Cislaghi, che poi tira fuori alcuni dati: “In 27 rapporti è segnalato il superamento dei limiti consigliati di Escherichia coli, in alcuni casi di poco più del doppio del limite consigliato, pari a 5.000, in altri oltre venti volte il limite con valori che superano la soglia di 100.000 oltre il quale non vi è quantificazione. In 13 rapporti è segnalata la positività alla prova di tossicità. In 37 rapporti sono segnalate varie non conformità tra le quali le più ricorrenti sono il superamento dei valori di BOD5, della richiesta di ossigeno, dei solidi sospesi, dei valori di fosfati, nitrati e tensioattivi. Per comprendere queste non conformità si dovrebbe procedere con un’analisi puntuale fatta caso per caso, analisi che spetta agli organi di controllo della Provincia”.

“Ho provveduto a inviare alle sezioni deputate di AqP copia dei rapporti di non conformità chiedendo loro, tramite una normale richiesta di accesso agli atti, di farmi avere copia delle osservazioni o memorie che potevano inoltrare all’amministrazione Provincia di Foggia entro trenta giorni dal ricevimento dei rapporti. Stessa richiesta è stata inoltrata al Presidente di Regione Michele Emiliano, che oltre a rappresentare la proprietà di AqP è anche il detentore della delega sul “ciclo dell’acqua”, e alla dirigente del servizio di verifiche ambientali di Regione Puglia perché, senza più una Polizia Provinciale con compiti di controlli ambientali, la Provincia nulla può fare per avviare un’operazione di verifica. Per rendere partecipe il Consiglio regionale delle problematiche legate alla depurazione delle acque reflue – aggiunge l’ex sindacalista – abbiamo messo a disposizione i dati e la Consigliera Regionale Rosa Barone si è dichiarata disposta a presentare una interrogazione. Auspichiamo che altri Consiglieri Regionali, espressione del territorio, vogliano aderire al nostro invito e siamo disposti a mettere a loro disposizione i dati in nostro possesso”.

“Attendiamo con fiducia l’esito dell’incontro fissato per il 23 gennaio tra Amministrazione Provincia e AqP dove saranno valutate le cause dei rapporti di non conformità e, per il momento, registriamo un primo risultato positivo della nostra iniziativa perché non risulta che negli ultimi anni ad AqP siano state contestate, da parte della Provincia, le non conformità nella depurazione”.

“Resta da capire a quali trattamenti siano stati sottoposti i “fanghi di depurazione” delle giornate in cui sono stati fatti i campionamenti perché, con determina n° 2489 del 09/10/2014, ad AqP è concessa la facoltà di usarli in agricoltura secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n° 99/92 e dalla L. Reg. n° 29/95. Resta anche da capire perché, oltre all’impianto di affinamento delle acque di Foggia, non siano stati messi in funzione anche altri impianti di affinamento delle acque reflue presenti in provincia. Mettere in funzione questi impianti, risolvendo contemporaneamente le criticità segnalate da ARPA, potrebbe accelerare in processo di riutilizzo delle acque reflue per dissetare le colture agricole tamponando, se non risolvendo, la penuria di acqua causata da un andamento climatico non favorevole e di cui le “attività (in)umane” hanno grossa responsabilità. Qualcuno dovrà, prima o poi, spiegare – conclude Cislaghi – perché soldi spesi dalle comunità locali per gli impianti di affinamento non hanno prodotto i miglioramenti ambientali conseguenti.

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