La ‘Magna Capitana’ a rischio: così si uccide un patrimonio lungo 180 anni

Per il consigliere regionale Giannicola De Leonardis la situazione è allarmante. Per Loredana Olivieri: “Un patrimonio da difendere e da rilanciare”

Immagine di repertorio

Loredana Olivieri - segretaria generale della FLC Cgil di Foggia – raccoglie le preoccupazioni sul futuro della biblioteca provinciale ‘La Magna Capitana’ espresse dal direttore Franco Mercurio, che è tornato a rilanciare l’allarme sulle sorti della struttura di viale Michelangelo. “Se per la politica fare spending review significa chiudere presìdi bibliotecari che per il patrimonio documentale e librario sono di importanza nazionale, spazi pubblici accessibili a tutti, luoghi di produzione culturale e sociale, allora occorre partire dal contestare il lessico cui si ricorre. Basta parlare di costo, i soldi necessari a far funzionare una biblioteca devono andare sotto la voce investimenti, quanto mai importante per territori come quelli del Sud”.

Olivieri tira fuori i numeri: “E’ un paese che investe drammaticamente poco sulla conoscenza, sul diritto allo studio, sulla cultura, a differenza di altre nazioni. Così si arriva all’assurdo che un’istituzione di oltre 180 anni di storia, con 250mila volumi, 16mila libri antichi, carteggi, manifesti, foto, dischi, che ha 30mila iscritti e con 240mila prestiti librari in dieci anni, è alla mercé di una legge di riordino degli enti territoriali che si è rivelata fallimentare, incapace di prevedere un nuovo quadro di competenze. Così musei, biblioteche e non meno importante le scuole superiori, prima in capo alle Province, sono rimasti orfani di responsabilità e risorse”.

Conclude Loredana Olivieri: “Nella struttura di viale Michelangelo hanno studiato e studiano migliaia di studenti, tanti ragazzi prendono in prestito libri che altrimenti non potrebbero acquistare, storici compiono ricerche sul vasto patrimonio documentale che riguarda questa provincia, si tengono incontri con bambini, convegni. Ogni cittadino deve sentire come propria la biblioteca, un patrimonio non solo da difendere ma da rilanciare, considerato che a causa dei tagli delle risorse non si riesce più da qualche anno a far fronte ad abbonamenti di riviste e acquisti di volumi”.

COSI’ MUORE LA CULTURA A FOGGIA

Sul rischio smantellamento, soltanto qualche giorno fa si era espresso anche il presidente del gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare alla Regione Puglia, Giannicola De Leonardis: “Mentre la legge regionale quadro che avrebbe dovuto completare la riforma Delrio sul riordino delle competenze tra enti territoriali si è rivelata vuota di contenuti e indicazioni concrete, e non ha ancora prodotto alcun seguito, il futuro dei principali contenitori pugliesi finora gestiti dalle Province (biblioteche e musei) e dei loro dipendenti rimane sospeso nel limbo, mentre la maggioranza di centrosinistra continua a non prendere alcuna decisione, nonostante le scadenze si avvicinino pressoché ignorate”

Per il consigliere regionale foggiano “è allarmante la situazione della ‘Magna Capitana’ di Foggia, 180 anni di storia, 5mila metri quadri l’attuale collocazione, 30mila iscritti e 250mila prestiti solo negli ultimi dieci anni, il cui direttore e i cui dipendenti da un anno ormai lanciano ripetuti e inascoltati appelli per garantirne la sopravvivenza e scongiurarne lo smantellamento, che sarebbe inevitabile con la perdita e il passaggio ad altre funzioni operative e altre amministrazioni degli attuali dipendenti.

De Leonardis evidenzia: “E senza alcuna certezza inerente le risorse necessarie per la continuità e la piena operatività della struttura simbolo della Capitanata, ancora più importante della stessa università, che non possiamo permetterci né di perdere né di vedere ridimensionata o abbandonata al suo destino. Preoccupazioni e incertezze espresse direttamente dai diretti interessati in un recente incontro con gli assessori regionali espressione del territorio, dall’esito tutt’altro che rassicurante”.

Conclude il consigliere regionale d’opposizione: “E mentre da un lato si parla di turismo e cultura come pilastri per l’identità e la crescita della Puglia e della sua immagine del mondo, dall’altra emergono le profonde contraddizioni di un’amministrazione dalle poche idee, ma confuse. Incapace di affrontare adeguatamente e risolvere un problema di personale e contenitori culturali che si trascina da fin troppo tempo e che il centrosinistra ha volutamente scelto di congelare, per non incorrere in spiacevoli rischi in piena campagna elettorale, per consegnarlo poi a successori indecisi a tutto”

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