Donazione del sangue: le donne foggiane fanalino di coda

A livello nazionale le donatrici rappresentano il 31,2%, al centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Foggia sono appena il 20%, in provincia di Foggia sono il 25%. Colasanto: “Tra le donne preoccupazione infondata”

Una foto di repertorio

Ogni giorno 1806 persone donano il loro sangue in Italia. 659.486 pazienti trasfusi in un anno. E' il dato diffuso dal Sistemo Trasfusionale Italiano, portato oggi all'attenzione degli studenti delle classi IV e V degli Istituti superiori della provincia di Foggia che questa mattina hanno partecipato al seminario di studio ‘Donazione in rosa. Il contributo delle donne all'autosufficienza trasfusionale in Italia’, nella sala del Tribunale di Palazzo Dogana, promosso dall'ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Foggia, in collaborazione con la Fidas Dauna e la Fidapa BPW Italy Distretto Sud Est – sezione Foggia, avente come obiettivo la sensibilizzazione delle nuove generazioni, in particolare delle giovani donne, alla donazione del sangue.

Secondo i dati della FIDAS, infatti, su 1.700.000 donatori italiani, la gran parte ha un’età compresa tra 30 e 55 anni. Bassa la percentuale di giovani: il 13,4% della fascia di età tra 18 e 25 anni e il 18,3% di quella tra 26 e 35 anni. Se si tiene conto del progressivo invecchiamento della popolazione, alla fine del 2020 i donatori si saranno ridotti del 4,5%. Tra i donatori, poi, le donne sono in numero di gran lunga inferiore rispetto agli uomini: 68,8% la percentuale maschile contro il 31,2% di quella femminile. Media che se la Puglia mantiene, a Foggia cala ulteriormente: su 8000 donatori in un anno al Centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Foggia, circa 1800 sono donne. Poco più del 20%. Un trend che non cambia se si allarga lo sguardo all'intera provincia: circa il 25% le donatrici, il 75% i donatori.

“Numeri che ci spiegano quanto sia importante sensibilizzare oggigiorno le donne – ha dichiarato la consigliera di Parità della Provincia di Foggia, Antonietta Colasanto, che ha introdotto i lavori assieme al vicepresidente dell'Ente, Rosario Cusmai -. Purtroppo esiste ancora un pregiudizio incomprensibile ed una preoccupazione infondata tra le donne rispetto alla donazione del sangue, relativa a presunti impedimenti biologici che la cultura del passato porta con sé e che va assolutamente scardinata”. Stessa tesi sostenuta dalla dott.ssa Maria Grazia Roberti del SIMT degli Ospedali Riuniti di Foggia, che ha illustrato i criteri di idoneità alla donazione previsti dal Decreto ministeriale del 2 novembre 2015 (l'ultima norma in materia), dal vicepresidente regionale FIDAS, dott. Vincenzo Mastrolilli e dalla prof.ssa Rosita Orlandi, componente SRC Regione Puglia – FIDAS. “Sono fiduciosa – ha dichiarato a conclusione quest'ultima-. I ragazzi ci hanno ascoltato con attenzione e hanno colto la sincerità e la serietà del messaggio, comprendendone l'importanza. Abbiamo bisogno che il nostro Paese preservi la sua autosufficienza in tema di sangue e che la provincia di Foggia, già molto solidale, compia un balzo in avanti deciso, soprattutto per ciò che concerne le donne, che restano fanalino di coda a livello regionale. E se qualcuno dà di meno su questo fronte, dall'altra parte c'è sempre qualcuno che deve dare di più. Fortunatamente sino ad oggi lo ha fatto”.

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