Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia Carapelle

Cuor di Zafferano, la storia di un foggiano che ha investito nella sua terra: “L’America è qui”

Pasquale Dedda, di Carapelle, produce zafferano di alta qualità. “Noi coltiviamo con il cuore. Alla base di tutto c’è il sentimento, la passione per la mia terra”

Capita spesso di assistere alle vicende di centinaia di ragazzi laureati costretti a lasciare la Capitanata per realizzarsi altrove. Una “fuga di cervelli” quasi sempre indotta da cause contingenti, e non dalla precisa volontà di andar via da casa. Ma nell’esodo di massa, in questa diaspora di menti, c’è anche chi, dopo aver peregrinato per il nord Italia, ha deciso di tornare in Capitanata, per costruire un futuro a casa sua, per dimostrare che realizzarsi nella propria terra non è un’impresa impossibile.

Quella che vi raccontiamo è la storia di Pasquale Dedda, un ragazzo che ha deciso di andare controcorrente, di non cercare l’America, perché “L’America è qui”. Una terra preziosa come un diamante grezzo, ancora da affinare. Pasquale, fresco trentenne, è originario di Carapelle, comune nel quale è cresciuto portando con sé i valori della famiglia, della dedizione al lavoro e dell’amore per la terra: “Sin da ragazzo ho sempre dato una mano nei terreni di famiglia, dediti alle classiche coltivazioni tipiche della provincia di Foggia e della Puglia, come uliveti, vigneti e colture foraggere”.

Pasquale frequenta il liceo, prima di iscriversi alla facoltà di Agraria, dove consegue la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, per poi specializzarsi a Napoli ottenendo la qualifica di “Esperto in piani di autocontrollo e HACCP e Sistemi per la Qualità e Sicurezza Alimentare”. Un doppio titolo di studi che lo conduce a cercare un lavoro presso le aziende di Capitanata prima e del Nord poi. Tutte esperienze caratterizzate dalla consueta precarietà che i contratti a termine generano.

Il desiderio di investire tempo e frutto degli studi in qualcosa di nuovo, e la contestuale nostalgia di casa, lo spingono a tornare nella sua cittadina. Decide di lanciarsi in una scommessa rischiosa quanto avvincente: cercare di investire sulla propria terra. Nessuno sfruttamento delle classiche colture, ma il tentativo di dar lustro alla nostra terra diversificando. Da qui nasce il progetto “Cuor di Zafferano”. Un nome piuttosto indicativo “perché noi coltiviamo con il cuore. Alla base di tutto c’è il sentimento, la passione per la mia terra”, confida Dedda.

La coltivazione dello zafferano è una scommessa, che per ora sta portando grossi risultati. Perché questa pianta della famiglia delle Iridaceae, originaria dell’Asia Minore, e in Italia coltivata nelle regioni centrali e in Sardegna, è un’assoluta novità in Capitanata. Una scelta determinata dalle innumerevoli qualità del prodotto, che non è solo conosciuto per il risotto alla milanese: “Lo Zafferano può essere utilizzato per le tisane, come antidepressivo, e in cucina in abbinamento a carni e pesce”, continua.

Nel giro di un anno la produzione di Zafferano (circa 250 metri quadrati di terreno sono stati dedicati alla coltivazione della spezia, ndr) ha consentito all’azienda di entrare nella ristrettissima cerchia della rete “Antichi sapori delle Puglie”, che da sempre mira alla promozione del territorio di quelle aziende attente a mantenere una propria identità, e alla tutela dei consumatori.

E non solo, perché Pasquale arriva all’Expo dove riceve il premio come consumo di qualità, viene invitato da Peppe Zullo in occasione del XX Appuntamento con la Daunia, tenutosi l’11 e 12 ottobre scorsi. “Il nostro è un prodotto di qualità (Zafferano classificato nella Prima Categoria), perché il 90% delle lavorazioni avviene in maniera manuale. Cerchiamo di utilizzare trattrici meccaniche il meno possibile”, precisa Dedda. Un’attenzione alla qualità che nel contempo cerca di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Ed è con questi obiettivi che Pasquale e la sua famiglia punteranno a crescere. “A giorni effettueremo la seconda raccolta. Lo scorso anno i risultati sono stati soddisfacenti, la domanda è stata superiore alle nostre aspettative. Forniamo lo zafferano ad aziende locali ma anche a ristoranti del nord Italia”, afferma con orgoglio Pasquale, che vanta il supporto prezioso dello chef Salvatore Riontino, una delle persone che ha creduto fortemente nel progetto.

Un progetto che abbina studi e passione, voglia di investire su se stessi, sulla passione per la terra, la propria. Un esempio della Capitanata bella, quella che piace, che rende orgogliosi.

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