"Siamo alla mercé di estemporanee indicazioni". Artigiani tra l'incudine e il martello di Stato e Regione. "Davanti a noi un deserto"

Lettera aperta della Claai Puglia che indica la ripresa dell’attività produttiva delle aziende come un problema vitale, al pari dell’emergenza sanitaria. E pone un interrogativo: "Per i dpi, piccole e medie imprese devono arrangiarsi da sole?"

"La ripresa dell’attività produttiva delle nostre aziende è il problema vitale di oggi, al pari dell’emergenza sanitaria". È l'incipit della lettera aperta della Claai di Puglia e Basilicata, associazione di categoria dell'artigianato, presieduta da Luigi Cosimo Quaranta. Gli artigiani si sentono tra l'incudine e il martello di Stato e Regione e vittime della farraginosa burocrazia e delle lentezze, a partire dalla "intollerabile distanza tra decreti finanziari ed effettiva percezione delle provvidenze per privati ed imprese". Che le istituzioni si siano attivate e stiano in qualche modo recuperando non basta per la Clai Puglia e Basilicata: "Non c'è tempo, c'è un deserto di dissoluzione economica, sociale, morale davanti a noi".

L'associazione di categoria non intende limitarsi all'interpretazione delle norme e chiede ascolto: "Il mondo produttivo che noi abbiamo scelto di rappresentare ha bisogno di ottenere risposte vere, efficaci ed efficienti, senza dover sbattere continuamente tra troppe indicazioni, a volte contraddittorie, o nessuna - scrive il presidente Luigi Cosimo Quaranta - alla mercé delle più variabili ed estemporanee pretese di applicazione da parte di una moltitudine di organi di vigilanza, delle banche, della burocrazia renitente a prendersi la minima responsabilità, che non ha alcuna fiducia nel cittadino, ed ancor meno nelle imprese, soffocata da montagne di norme e regolamenti, impedita da una magistratura occhiuta e formalistica".

Dal punto di vista operativo, tra le criticità della ripresa produttiva evidenziano le difficoltà nell'acquisizione dei dispositivi di protezione individuale da parte delle piccole imprese. "L’Inail ha ben definito procedure e dotazioni indispensabili per tornare a produrre ma, per le attrezzature, cosa possono fare le imprese piccole e medie, si devono arrangiare da sole?" Da qui chiama in causa la Regione Puglia: "Chi se non la nostra Regione deve mettere le aziende pugliesi in condizione di rifornirsi di mascherine, cuffie, dispositivi individuali e collettivi di protezione, per poter lavorare? Qualsiasi sia la data o le date deliberate dalle varie amministrazioni per le 'riprese lavorative', si dovrà cominciare da zero?".

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Posti questi interrogativi, la Clai chiede tre cose soprattutto: "Il mondo delle imprese pretende dalla pubblica amministrazione programmazione, tempestività ed efficienza".

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